Con un autentico bagno di folla nella centralissima Piazza Mese, ha preso il via nel migliore dei modi la settima edizione di Tarantella Power. Ad aprire le danze un ispiratissimo Daniele Sepe, forse lâunico artista che è stato capace nei tempi recenti di rinnovare con gusto e qualità la tradizione napoletana integrandola con mille altri elementi mossi da un instancabile curiosità . Se lâapoteosi finale lo ha visto dialogare con tutto il suo gruppo in una rovente tarantella dettata da alcuni giovani e promettentissimi musicisti locali, nel corso del concerto il sassofonista campano è stato capace di mischiare il jazz di Albert Ayler e Sonny Rollins ( di cui ha citato il calypso âDonât Stop The Carnivalâ), con echi fusion stile Weather Report, recuperando le influenze ritmiche dellâintera area mediterranea di cui Tarantella Power fa orgogliosamente riferimento. Una sintesi avvincente e verso la quale è stato impossibile resistere per i circa 4000 presenti che ad un certo punto risono addirittura trovati a ballare per quadriglie, in un allegro serpentone che ha attraversato lâintera piazza. E se un ruolo importante è stato come sempre giocato dalla vocalist di origini svedesi Auli Kokko (ma da tempo residente a Napoli), briosa ed espressiva anche nel modo di stare sul palco, fondamentale è stato anche lâapporto del fidato tastierista Piero De Asmundis, da sempre con Sepe per recuperare con pieno successo negli arrangiamenti dei brani proposti le sonorità di derivazione araba e quei frammenti dalle culture normanne, bizantine o provenzali facenti sempre parte dellâuniverso di un musicista capace di espandere la world-music, un termine che per una volta è assolutamente pertinente, verso lâinfinito. Questa sera il bis tocca ai Cantori di Carpìno, ensamble considerato come una sorta di âBuena Vista Social Clubâ di tradizione autenticamente pugliese. L’età dei componenti di questo gruppo, ha già del prodigioso avendo tutti e quattro superato meravigliosamente gli ottanta anni dâetà non sacrificando quasi nulla in quanto a creatività come dimostra il leader Andrea Sacco, capostipite riconosciuto della chitarra battente. Domani sera invece ancora Puglia con i Mascarimirì un gruppo che dal Salento è stato capace di espandere, la pur importante radice della âpizzicaâ fino al raggamuffin e alla techno-dub. Una svolta propiziata
dagli innesti di Beppe Branca (basso elettrico) e Vito Giannone (mandolino) che porta il gruppo da un suono tradizionale a un groove più innovativo, grazie anche all’uso del mandolino elettrico e di alcuni effetti. A margine dei concerti sono iniziati anche i frequentatissimi seminari di balli e strumenti tradizionali, una lezione che poi gli allievi mettono subito in pratica fino alle prime luci dellâalba nelle piazzette e balconate più periferiche in un clima di contagiosa allegria.
Scrivi un commento
Devi essere loggato per pubblicare un commento.