Si prevede l’ennesimo esodo per i tifosi giallorossi, saranno circa duemila i presenti nella trasferta emiliana. Questa gara acquisisce un sapore particolare per il Club Massimo Palanca di Bologna, che domani ricorderà Francesco Rizzuto, prematuramente scomparso lo scorso 21 marzo all’età di 54 anni. Alla moglie Marilena, ai figli Mirko e Raul ed ai familiari tutti le condoglianze della Redazione di UsCatanzaro.net e dell’Editore.
Ecco il ricordo dei suoi Amici del Club Massimo Palanca di Bologna
Addio a Francesco, l’amico di una vita.
Ci sono persone che entrano nella nostra vita quasi per caso e che, senza nemmeno rendercene conto, diventano una parte fondamentale del nostro percorso. Francesco era una di queste.
Ci siamo conosciuti nel 1990. Io ero solo un ragazzino, mentre lui aveva già i suoi vent’anni e tanta esperienza in più. Non era solo un amico, era un fratello maggiore, quello che non ho mai avuto. Mi ha insegnato tanto, sia nella vita che nel lavoro. Facevamo i vetrai insieme, e grazie a lui ho imparato il mestiere, i trucchi, le tecniche, ma anche lo spirito con cui affrontarlo. Non era uno di quelli che si limitavano a insegnare, lui lo faceva con il cuore, con passione.
Ma Francesco non era solo un maestro, era un compagnone. Sempre con la battuta pronta, con quella risata contagiosa che rendeva ogni giornata più leggera. Le giornate di lavoro passavano veloci grazie a lui, ma non solo lì: anche a tavola, al mare, nelle serate in compagnia.
E poi c’era il calcio. Quante partite abbiamo visto insieme! Andavamo allo stadio a tifare il nostro Catanzaro, quando calcava gli ostici campi della C2. Erano anni difficili, ma noi c’eravamo sempre, tra esultanze, imprecazioni e speranze. Era un rituale, una passione che ci univa ancora di più.
Si era costruito la sua famiglia, con una moglie meravigliosa, Marilena, e due figli splendidi, Mirko e Raul di 9 e 17 anni. Aveva tutto quello che desiderava, eppure non mancava mai di esserci per gli amici. Ogni volta che avevo bisogno di un consiglio, lui c’era. Sempre con la risposta giusta, con quel modo semplice e diretto che ti faceva sentire meglio.
Francesco era così: un ragazzo d’oro. E oggi, mentre lo salutiamo con il cuore pesante, voglio ricordarlo con un sorriso. Perché lui era questo, un sorriso, una risata, un momento felice. E sono sicuro che, ovunque sia ora, starà ancora facendo ridere qualcuno.
Ciao, Francesco. Grazie di tutto.
Chi resta nel cuore di chi vive NON MUORE MAI!