Catanzaro - Reggina 0-1: Le pagelle
Data: Dom, 31 dic 2017 14:23 CET
Argomento: Catanzaro News


La più brutta prestzione dell'era di Dionigi che merita la palma del peggiore in campo. I "migliori" quelli entrati quasi alla fine del match
 


1) NORDI – Un tiro nello specchio della porta un goal, l’ennesimo su azione d’angolo, dove può fare davvero poco. Per il resto inoperoso tranne che su un facile colpo di testa di Bianchimano, ancora su azione da palla inattiva. VOTO 6

2) NICOLETTI – Parte bene ma dura pochissimo, si spegne inesorabilmente come tutti i suoi compagni e crea nella ripresa spaventose voragini dalla sua parte, quando si lascia infilare da dietro, senza contare gli orrori nel sbagliare facilissimi appoggi. Vederlo in campo per quasi ottanta minuti senza che nessuno dalla panchina intervenisse è stato un martirio per il giovane terzino. VOTO 4,5

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6) BENEDETTI – Gioca con il freno a mano tirato, nel mezzo non vince alcun contrasto ed è strano che sia schierato in campo dall’inizio al fianco di Marin, sapendo che l’interno centrocampista giallorosso non ha nella sua caratteristica la costruzione del gioco. VOTO 4,5

7) ZANINI – Schierato nel ruolo di ala atipica ingaggia un anonimo duello con Porcino. Zanini è come sempre (è questa è la vera stranezza di questo Catanzaro) l’uomo più pericoloso dei giallorossi. Ieri le sue conclusioni (oltre a tanti appoggi imprecisi)non hanno mai visto lo specchio della porta, ma almeno ci ha provato. VOTO 5,25

11) MARIN - Nel mezzo è l’unico che cerca d’interpretare la partita sul piano dell’agonismo e della grinta, quella che è mancata ai compagni suoi più esperti e anche a chi doveva caricare la squadra a dovere. Il rumeno non ha nella sua indole la costruzione della manovra e i suoi errori nella fase di trasmissione sono una conseguenza logica, specie in una squadra come quella impostata ieri, senza alcun riferimento per scaricare palloni in avanti. VOTO 5,75

14) RIGGIO – In enorme difficoltà nel contrastare la fisicità degli attaccanti amaranto. Nessun anticipo e nessuna chiusura degna di nota. Addirittura, proprio per l’atipica impostazione della squadra, nel primo tempo lo si vede in improduttive scorribande portando palla nella metà campo avversaria. VOTO 5

17) DI NUNZIO – Non riesce a fare salire la squadra perché la superiorità amaranto nel mezzo è evidente. Arroccato al limite dell’area grande difende con esperienza senza commettere inutili falli che potrebbero causare pericolose conclusioni. Soffre a campo largo le ripartenze della Reggina quando il Catanzaro è alla disperata ricerca del pareggio. VOTO 5,5

18) LETIZIA – Rientra dall’inizio, si può anche non essere in forma di condizione, ma la sua apatia irrita tantissimo gli spettatori presenti sugli spalti. Non una sola azione degna di nota. Forse c’era un rigore su di lui. VOTO 4,5

19) ONESCU – Che lui sia in campo se n’è accorgono in pochi. Vaga sul terreno di gioco senza sapere dove andare. Nel primo tempo avrebbe l’azione per mandare in porta il compagno, ma il suo piede non delicato e non da trequartista, gli fa indirizzare la palla in tutt’altra direzione. VOTO 5

23) SIRRI – H le stesse identiche difficoltà del collega di reparto Di Nunzio e cerca di commettere meno errori possibili quando capisce che d’anticipo e in pressione non si può giocare. Nella ripresa la stranezza dell’impostazione del gioco voluto da Dionigi, lo fa diventare una sorta di regista e i risultati non sono stati lusinghieri com’era naturale. Gioca con le valigie pronte ed è d’apprezzare perché non si tira indietro. VOTO 5,5

28) FALCONE – Un cross per la conclusione sul palo di Onescu, , un colpo di testa telefonato e la conclusione che da l’illusione del goal. Se Falcone ricordasse che luì è un attaccante e che dovrebbe almeno una volta saltare l’uomo e che fra l’altro ha difronte un terzino come Pasqualoni, dove l’anno scorso gli avversari lo saltavano sistematicamente, potrebbe essere un buon calciatore. Tranne per le cose prima suddette, per il resto non l’ha notato nessuno. VOTO 5

20) SPIGHI – Entra per Benedetti e mette sicuramente qualcosa in più sul piano della corsa e dell’intraprendenza. VOTO 5,75

27) ANASTASI – Una sponda con il petto per il compagno, una calcio di rigore in movimento sparato alle stelle. VOTO 5,25

10) CUNZI – Entra con lo spirito da calciatore del Catanzaro e crea in pochi minuti più di quanto i compagni avevano creato in precedenza. VOTO 6

5) MAITA - Poco più di dieci minuti in campo per vedere almeno un po' di circolazione della palla, qualche tentativo di creare superiore nel mezzo e clamorose palle goal per il Catanzaro. VOTO 6

18) INFANTINO - S.V.

MISTER DIONIGI – Sbaglia totalmente partita e non fa nulla per cambiarla in corso d’opera , quando avrebbe avuto tutto il tempo per farlo.
Vuole giocare il derby allo stesso modo come contro il Cosenza. Bastano pochi minuti per capire che ogni partita ha una sua storia a se ed è diversa dalle altre.
La Reggina oltre al cuore e all’impegno, evidenzia nei suoi attaccanti una prestanza fisica che mette in difficoltà i nostri difensori nel non riuscire a giocare d’anticipo e tenere alta la squadra. Non fa nulla per cambiare l’evidente imbarazzo e il dominio degli amaranto dalla cintola in su è evidentissimo. Il Catanzaro non riesce a costruire senza un uomo di regia nel mezzo e a ripartire se non in sporadiche occasioni con i due davanti supportati da Onescu e Zanini che sono impalpabili.
La ripresa inizia con lo stesso tema del primo tempo e il gol amaranto è nell’aria. Rete che arriva ancora da calcio d’angolo e che Dionigi evidenzia in conferenza stampa. Ma la domanda è chi prepara la squadra sulle palle ad azioni inattive? A prescindere dalla condizioni fisiche dei suoi uomini impiega un’ora (eravamo già in svantaggio) per effettuare i primi due cambi con Anastasi per dare peso all’attacco e con Spighi per uno spento Benedetti.

Inutile dire che in tanti ci aspettavamo altro, anche perché a differenza di altre partite, dove spesso venivano utilizzati i cinque cambi, è strano che questa volta si sia ricorsi solo a tre sostituzioni, perché quella di Infantino neanche la contiamo. Le opportunità c’erano; Maita o Van Ransbeeck o entrambi, un cambio modulo perché Riggio era inutile in una difesa a tre con una squadra che deve recuperare il risultato oltre a un Nicoletti in totale confusione. Spighi a destra e Zanini a sinistra, con Maita nel mezzo e Cunzi sul lato dove agiva l’attaccabilissimo Pasqualoni, avrebbero potuto produrre qualcosa di più, specie quando è stato inserito l’ariete Anastasi fatto poi giocare nei minuti finali con Infantino per marcarsi a vicenda.
La squadra con l’ingresso di Cunzi e Maita ha perlomeno creato qualcosa e già questo basta per bocciare le scelte del mister.
Infine, accampare scusante sulle scarse motivazioni dei nostri e sulle partite di fine anno dove la testa può essere altrove è un’altra nota negativa. Si giocava contro una squadra che di certo non vive una bella situazione non solo dl punto di vista sportivo.
Tre partite e un solo punto conquistato con la Paganese, con le ultime due partite condite da errori tecnici evidenti (a Caserta, il piccolo Turchetta ha fatto il bello e il cattivo tempo e nessuno è intervenuto per raddoppiargli almeno la marcatura) dovrebbero fare meditare e non addebitare sconfitte ad altri fattori. Fra l’altro, dovrebbe spiegarci Dionigi, cos’è cambiato rispetto al 16 dicembre sul piano delle motivazioni, perché alla vigilia di Catanzaro-Paganese aveva dichiarato di aver dovuto fermare l’allenamento poiché i ragazzi se le davano di santa ragione per impegno e agonismo. VOTO 4

Salvatore Ferragina







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