Camera di Commercio Catanzaro, la Regione invalida elezione Rossi
Data: Gio, 07 dic 2017 08:31 CET
Argomento: Catanzaro Night News


Chiesto l’intervento del ministero dello Sviluppo economico. Che ha già bocciato la procedura. 
 


Il consiglio camerale eletto il 4 dicembre scorso alla guida della Camera di Commercio di Catanzaro è illegittimo. E' quanto comunica la Regione Calabria, Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali agli enti e alle istituzioni interessate. 

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Nela suddetta comunicazione c'è scritto "l'insediamento del consiglio camerale della Camera di Commercio di Catanzaro deve ritenersi non esistente e comunque illegittimo".

Di fatto la Regione ha annullato, definendola illegittima l'elezione del presidente Daniele Rossi e del Consiglio camerale.

Daniele Rossi ha dichiarato quanto segue: "Apprendo dalla stampa che per il presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, sarei "illegittimo", addirittura "inesistente". E assieme a me tutto il Consiglio che mi ha eletto a Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro. E questa cosa mi lascia abbastanza incredulo, perché reputo assurdo che la Regione Calabria voglia far finta che la mia elezione non sia mai avvenuta. Voglio essere molto chiaro: lo reputo un attacco alla democrazia. Per questo motivo, qualora necessario, provvederò a tutelare in tutte le opportune sedi giudiziarie l'immagine dell'ente camerale alla cui Presidenza sono stato chiamato dal mondo economico di tutta la provincia di Catanzaro".

Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco Abramo “Non entro nel merito della disputa giuridica riguardante l’elezione dei nuovi organismi della Camera di Commercio. Sarà compito degli organismi preposti fare chiarezza su questo punto. Ma non posso non esprimere la mia preoccupazione per il clima di contrapposizione che rischia di fare del male alla città di Catanzaro e all’area centrale della Calabria, alle sue prospettive di sviluppo, al sistema camerale nel suo complesso”. È quanto afferma in una nota il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo sui veti incrociati registrati nella fase di elezione del presidente della Camera di Commercio. È indubbio che l’elezione di Daniele Rossi alla guida della Camera di Commercio rappresenta un elemento di notevole novità e dinamismo in grado di rilanciare l’Ente dopo la fase di commissariamento. Le sue doti imprenditoriali sono indiscusse, coniugate alla carica di entusiasmo proprie della sua generazione. Penso che la Regione sbagli a delegittimare l’elezione di Rossi, ma soprattutto ad alimentare una contrapposizione con la città di Catanzaro nata già con la nomina a commissario di un non catanzarese. Si badi bene, ho molta stima per il dottore Sganga, che reputo persona seria, molto preparata e responsabile, ma è del tutto evidente che un Ente come la Camera di Commercio può svolgere a pieno il suo ruolo solo se autonomo e legato alle esigenze del territorio. Sento di lanciare un appello al presidente Oliverio perché rinunci ad un contrasto giocato tutto su questioni giuridiche e lavori invece ad una soluzione che rispetti la democratica espressione di voto esercitata dalle componenti”.

Il giro di comunicazioni ufficiali inizia il 28 novembre. Il Mise (ministero dello Sviluppo economico) comunica alla Regione che l’eventuale insediamento del Consiglio «non appare legittimato alla luce delle disposizioni normative di cui al decreto dell’8 agosto 2017, in quanto le procedure di rinnovo dovevano ritenersi interrotte a decorrere dalla data di entrata in vigore del sopracitato decreto». A Catanzaro, però, fanno orecchie da mercante, nonostante – si legge sempre nella nota del dipartimento, firmata dal direttore generale Fortunato Varone – la Regione avesse «regolarmente notificato al segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro» il niet romano. 
Qualche giorno dopo, il 1° dicembre scorso, il ministero ha confermato la propria lettura degli atti: non bastava la convocazione della Regione per legittimare la nascita del Consiglio camerale. Ergo, «il procedimento deve essere interrotto». E va da sé che «l’insediamento del Consiglio della Camera di Commercio di Catanzaro, dopo la data del 19 settembre 2017, non possa considerarsi legittimo». 

 







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