POGGI: «PRONTI A FARCI DA PARTE SE CI SONO ACQUIRENTI»

Manifestazione di protesta ampiamente riuscita sotto la sede di Via Lombardi. Oltre cento tifosi hanno chiesto a gran voce l’addio di Poggi e Parente. E quante idee: anche una colletta per l’acquisto di nuovi giocatori. Le foto della manifestazione

di Massimiliano Raffaele

CATANZARO – Manifestazione riuscita. E fin qui non c’è
alcun dubbio. Con tanto di colletta per acquistare i giocatori: quante ne
pensano i nostri tifosi. E se qualcuno pensa che Poggi, Mirante e Improta,
il trio che ha sfidato faccia a faccia i tifosi, non abbiano detto nulla di
interessante si sbaglia. Evito di sbobbinare i nastri e riportare i fiumi
di parole – le solite – dette e ridette ma non posso omettere l’unica vera
dichiarazione della serata, quella rilasciata quasi in apertura di dialogo
da Massimo Poggi: «Noi siamo pronti a farci da parte se
busseranno alle nostre porte acquirenti in grado di garantire lunga vita al
Catanzaro»
. Mezzo passo in avanti, dunque. O almeno un
accenno di movimento. Quello che potrebbe bastare per dare il via ad una ricerca
a tutto campo nel tentativo di rintracciare capitali stabili e con molti zeri,
in grado di risollevare una situazione sportiva davvero imbarazzante.
Il trio ha atteso un bel pezzo prima di prendere in mano un megafono e parlare
ai tifosi. Un girotondo di divise ha fatto da contorno a quello che si pensava
potesse essere l’apice della contestazione. Così non è stato.
I tentativi di “carezze” ci sono stati. Timidi comunque. Più
coraggiosi i cori e le offese che non hanno risparmiato praticamente nessuno.
Poggi e Improta subito a casa: questa la richiesta comune. Meno concordi i
pareri su mister 3%, alias Pino Mirante: c’è chi lo vuole,
chi lo odia, chi pensa sia figura indifferente nel mosaico societario. Processo
rimandato per lui. Evitato per Claudio Parente, ancora latitante, da settimane
assente allo stadio (cavolo! un presidente che non segue la sua squadra!)
e ovviamente inimmaginabile in mezzo a più di cento tifosi armati di
striscioni, vocione, megafoni, sciarpe e bandiere.
C’è voglia di cambiamento. La società ha sbagliato una volta
(stagione 2004/2005), una seconda (stagione in corso) e si vuole evitare l’ennesimo
patatrack in quella che potenzialmente potrebbe essere l’ennesima annata gestita
dalla Medical Sport Center. I tifosi hanno detto basta. Ora, però,
fuori gli imprenditori!

Autore

Massimiliano Raffaele

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