Avversario di turno

Brescia: il futuro è già qui

Con tanti giovani del vivaio e l’esperienza dei “vecchi” la squadra di Maran candidata alla promozione

ROMA – A volte ritornano. Rolando Maran
è tornato a Brescia. Laddove aveva fatto da secondo a Nedo Sonetti e a
Silvio Baldini, prima di mettersi in proprio. Cinque
anni a farsi le ossa al Cittadella. Poi, nei primi giorni d’estate, la
chiamata del padre-padrone di questo Brescia, il presidente Corioni.
Che lo conosce bene e che gli ha affidato la più pesante delle
eredità.

I FANTASMI DI BAGGIO E MAZZONE
–
Il Brescia sembra ancora
scontare il retaggio di un passato prossimo felice, ma che si allontana a poco
a poco e inesorabilmente. I fasti dell’era Baggio-Mazzone,
le invenzioni geniali del giocatore italiano più amato, la corsa sotto
la curva atalantina durante un derby dell’allenatore
più sanguigno sono emozioni indimenticabili. Ma il passato è
passato. Il Brescia ha cercato di non voltarsi indietro. Ci ha provato con
Gianni De Biasi, poi con Alberto Cavasin.
Niente da fare. I fantasmi erano dietro l’angolo, pronti a
materializzarsi nella sfida dentro o fuori con la Fiorentina che ha decretato
la retrocessione bresciana.

GIOVENTÙ BRESCIANA – Eppure il futuro del Brescia sembra
già scritto. Gli ultras bianco-azzurri
contestano il presidente ormai da qualche anno. Ma Corioni
tira dritto, proseguendo con il D.S. Nani
l’opera di ringiovanimento di una squadra che ha un’età
media bassissima, a parte i grandi vecchi rimasti a far da chioccia ai ragazzi.
Da qualche anno il Brescia pesca nel proprio vivaio e all’estero giovani
da far crescere con calma, lanciare in prima squadra, rivendere. Un esempio su
tutti: Andrea Pirlo. Così, persi i pezzi da novanta
(Schopp, Caracciolo, Sculli, Wome, Castellazzi
e Domizzi), Maran si è
trovato con tanti giovani, molti dei quali già svezzati da un lungo e
difficile campionato di serie A, e altri da lanciare definitivamente in questa
stagione. Viviano e Agliardi in porta; Dallamano, Mareco, Martinez, Stankevicius e Zoboli in difesa; Mannini, Zambelli e Zambrella a
centrocampo; Del Nero, Alberti, Jadid
(dato in prestito al Pescara) e Salgado (rientrato
dalla Ternana). Tutti nomi già conosciuti. E poi ancora Gona, Hamsyk, Cortellini
(tornato da Treviso) e Fiumicelli già sulla rampa di lancio.

L’ESPERIENZA DEL CAPITANO
–
Un campionato di serie B,
però, nasconde trappole troppo insidiose perché si potessero
lasciare da soli i pur bravi ragazzini bresciani. E
allora, ecco la riconferma sofferta ma voluta di Gigi Di Biagio, leader
carismatico e incontrastato dopo l’addio di Baggio.
L’ex interista si è costruito una seconda vita calcistica con la
maglia delle rondinelle, anche se sedici gol nelle ultime due stagioni non sono
bastati per evitare la serie B. con grande umiltà Di Biagio sta guarendo
da un infortunio che gli ha impedito finora di esordire in serie B. Da
verificare il ruolo che Maran ha intenzione di
affidargli. Probabile una riconferma al centro della difesa (come in queste
ultime stagioni bresciane), visto che quello
arretrato sembra il reparto più bisognoso di un’iniezione
d’esperienza.

MILANETTO DA OSCAR – E visto che le chiavi del centrocampo sono
ormai affidate alle sapienti mani di Oscar Milanetto,
portato a Brescia da De Biasi ma mai capace di
ripetere le prodezze di Modena. Un grave infortunio gli ha fatto perdere mezza
stagione, costringendolo ad un lento e affannoso recupero nel corso
dell’ultimo campionato. Molti fischi dalle tribune, tante
difficoltà di inserimento in una squadra costruita senza di lui. Poi, la
fiducia di Maran e la resurrezione. Milanetto ha segnato due dei tre gol bresciani
nella vittoria di Pescara e la punizione del pareggio (a due minuti dalla fine)
nell’ultimo turno contro il Bari.

A CACCIA DI RISCATTO – Il Brescia ha investito sul mercato solo in
attacco, acquistando due giocatori affamati di gol e di riscatto. Davide Possanzini deve dimenticare le due sole presenze col
Palermo di Zamparini dopo una stagione e mezza alla
grande con la maglia dell’Albinoleffe.
Salvatore Bruno cerca di rinverdire i fasti di Ascoli, dopo l’ultimo
deludente campionato, trascorso a metà tra Torino e Catania. Dopo la
bella stagione e la promozione di Cremona, è arrivato a Brescia Strada,
sulla via del recupero da una fastidiosa tendinite. In un nugolo di fantasisti
e mezze punte, la quantità a centrocampo è garantita
dall’ex capitano del Lecce Piangerelli,
l’anno scorso a Firenze. Rientrati dai prestiti Salgado
e Cortellini, presi anche gli svincolati del Venezia Anderson e Turato.

ALTI E BASSI GIOVANILI – In attesa del rientro di Di Biagio, il Brescia sta ancora cercando una sua
identità, soprattutto nella gestione del potenziale offensivo. Difficile
dare equilibrio ad una squadra con molti giocatori di qualità. Il
risultato è un rendimento altalenante, con clamorose vittorie in
trasferta (2-5 ad Avellino, 0-3 a Pescara) e imbarazzanti risultati interni
(sconfitta col Rimini, pareggio in extremis col Bari). Maran
nelle ultime partite ha modificato il suo 4-2-3-1 in un 4-3-3 ugualmente
sbilanciato in avanti. Aspettando l’esordio di Agliardi
e Di Biagio, davanti al ventenne Viviano gioca la coppia centrale Mareco-Zoboli, 45 anni in due, con Turato a destra e il
costaricano Martinez spostato a sinistra. Molto
spazio anche per il lituano Stankevicius, già
due gol quest’anno e uno dei migliori nella scorsa stagione, che
può occupare tutta la fascia destra. A centrocampo l’interdizione
è affidata a Piangerelli (ora spostato sul centro-destra),
la regia a Milanetto, la fantasia a Mannini. La prima punta è Bruno, affiancato da Possanzini che parte da sinistra e dal diciannovenne Zambrella sulla destra. Il giovanissimo svizzero, nelle
ultime gare, ha rubato il posto al talento mai esploso Del Nero, già
nazionale under 21.

INFERMERIA QUASI VUOTA – Sulla via del recupero tutti gli
indisponibili bresciani. Di Biagio ha giocato in
settimana un tempo della partitella con la Berretti e sembra ormai ristabilito,
così come vicino è il rientro di Agliardi.
Dallamano e Strada sono già stati convocati
per la gara contro il Bari di sabato. Da valutare eventuali strascichi della
non brillante partita con i pugliesi. Possibile un po’ di turn-over.
Potrebbe tornare titolare Del Nero al posto di Zambrella.
Il Brescia è a caccia di quella continuità che potrebbe portare
al definitivo salto di qualità.

QUANTE SFIDE, QUANTI RICORDI – Una sfida ormai storica quella tra Catanzaro e Brescia
che conta ben 18 precedenti in serie B (record per il Catanzaro) e uno nella
massima serie, stagione ’80-81 (finì 0-0). Il Brescia
proverà martedì sera a proseguire la sua striscia favorevole al
“Ceravolo” che dura ormai da quasi 32
anni, dal gol di Rizzo che diede la vittoria ai giallo-rossi nella stagione
’73-74. Da quel giorno cinque pareggi e tre vittorie bresciane
(le uniche della storia) siglate da Altobelli, Gritti e Valoti, mentre fino a
quel momento c’erano state sei vittorie del Catanzaro e quattro pareggi.
Il capocannoniere della sfida è Ghersetich con
tre reti.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) – Viviano; Turato, Zoboli, Mareco, Martinez; Piangerelli, Milanetto, Mannini; Del Nero (Zambrella),
Bruno, Possanzini.

Ivan Pugliese

ivan@uscatanzaro.net

Autore

Redazione

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