UNICZ – Focus sulle nuove prospettive della medicina molecolare

Le nuove prospettive della medicina molecolare sono state al centro di un corso sulle tecniche di simulazione molecolare per le scienze della vita che si è svolto nei giorni scorsi nei laboratori dell’edificio delle Bioscienze al Campus di Germaneto. Il corso è stato tenuto dalla professoressa Sabrina Pricl, docente di Principi di Ingegneria Chimica all’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Simulazione e Ingegneria Molecolare dello stesso Ateneo triestino.

L’iniziativa scientifica, che si inserisce nell’ambito delle attività di ricerca del Dottorato in Ingegneria Biomedica ed Informatica dell’Università Magna Græcia, ha visto impegnato per tre giorni consecutivi i dottorandi dell’Ateneo catanzarese, che stanno portando avanti innovativi programmi di ricerca in diversi settori strategici dell’area biomedica.

La professoressa Sabrina Pricl collabora ormai da tempo con il gruppo di ricerca di modellistica matematica dell’Università Magna Graecia: argomento della ricerca comune è una modellazione completa, a partire dal livello molecolare fino a quello macroscopico, di sistemi nanotecnologici intelligenti per il rilascio controllato di farmaci. La ricerca coinvolge anche l’Ohio State University con il gruppo di ricerca diretto dal professor Mauro Ferrari, docente di Ingegneria Biomedica presso il prestigioso ateneo statunitense. Le attività di ricerca condotte nei laboratori del Campus di Germaneto hanno come scopo ultimo la progettazione di dispositivi biomedici di dimensioni microscopiche atti all’impianto nel corpo umano con tecniche non invasive. Una volta collocati, questi dispositivi rilasciano un principio attivo in modo continuativo e controllato, eliminando il ricorso a somministrazioni frequenti e massimizzando l’efficacia della terapia.

“Le tecniche di simulazione molecolare, veri e propri esperimenti che vengono fatti avvenire al calcolatore anziché in laboratorio, – ha detto la professoressa Pricl – hanno aperto di recente nuovi orizzonti nel campo della medicina molecolare. Alcune delle applicazioni messe a punto – ha aggiunto – permettono di prevedere, con grande precisione, il comportamento di sistemi farmaceutici complessi, l’insorgere di fenomeni di resistenza a terapie antivirali, o trovare una spiegazione, a livello molecolare, per l’eziologia di alcune gravi patologie, quali cardiopatie e tumori. Tali tecniche sono anche in grado, in tempi assolutamente comparabili a quelli richiesti al personale di laboratorio ospedaliero per completare tutte le necessarie analisi di routine, di fornire ai medici indicazioni, sempre a livello molecolare, sull’efficacia delle terapie adottate. Nel caso del cancro poi – ha concluso la professoressa Pricl- l’accoppiamento di queste informazioni alla pratica clinica, può concorrere a gettare le basi per una medicina ed un trattamento personalizzato in base al quadro complessivo del paziente”.

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Redazione

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