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IL RITORNO DEI “DISFATTISTI”, PER IL BENE DEL CATANZARO…

L’editoriale di Francesco Ceniti

Corriamo volentieri il rischio. Qualcuno dirà che “non amiamo il Catanzaro”, noi pensiamo esattamente il contrario e tiriamo dritti per la nostra strada. Che poi è sempre la stessa da molti anni: esprimere le nostre idee con assoluta chiarezza senza preoccuparsi che diano fastidio a chi siede nei piani alti. Anzi, proprio perché lasciamo volentieri il compito di yes man ad altri, ci assumiamo quello di andare a scavare in profondità. La squadra è incompleta in tutti e tre i reparti. Ops, c’è scappato. Siamo disfattisti? Mah, piuttosto realisti. Prima di ferragosto avevo posto alcune domande al presidente Parente (e di riflesso agli altri soci), di risposte concrete nemmeno l’ombra, perché non prendiamo in considerazione le seccate repliche che non affrontavano il merito della questione.
Per chi si fosse perso la puntata precedente, ecco un riassunto. C’eravamo permessi di sottolineare come il mercato del Catanzaro fosse fermo, nonostante il sicuro ripescaggio in B, collegando questa impasse alle vicende societarie. Avevamo chiesto chiarezza sulla situazione economica. Da allora è subentrata una novità importante: le varie anime della società hanno trovato un accordo per continuare a remare dalla stessa parte. Sarà un caso, ma il colpo più importante finora registrato dal Catanzaro è arrivato dopo questo evento. Sarà un altro caso, ma lo stesso d.g. Martino ha riferito di aver prima bloccato Nervo con una stretta di mano (giunta quando ancora non era stata siglata la pax societaria) per poi metterlo sotto contratto molti giorni dopo, quando stavamo per perderlo (grazie, Nervo. C’è ancora qualcuno che rispetta la parola data). Guarda caso (iniziano ad essere tanti) Martino si è affrettato a ringraziare tutta la dirigenza per lo sforzo fatto. Purtroppo non basta. Ribadiamo: nessuno vuole spese folli. Ballare una sola stagione non piace a nessuno: tra un fallimento sicuro e una campagna acquisti risicata dettata dai bilanci, ma tesa a salvaguardare la sopravvivenza, scegliamo la seconda ipotesi. Basta dirlo e d’incanto la tifoseria si compatterà, sapendo che la salvezza passa anche da un Ceravolo infuocato. Detto questo, solo uno sprovveduto potrà affermare che il Catanzaro sia una casa finita da cima a fondo. Spulciando la rosa messa a disposizione di Buso, scopriamo che i difensori arruolabili sono solo Sussi, Zini, Ceccarelli, Di Sole, Pierotti e l’adattato De Simone. Cinque+uno nel nostro caso non è sinonimo di soldi, ma di guai certi. Affrontare un campionato lungo 42 gare con soli sei difensori è impossibile, a meno che strada facendo non si chieda a Corona di giocare da libero.
Passiamo al centrocampo: non abbiamo un regista in grado di costruire gioco. O meglio, uno c’è: è Russo. Da Rimini (prossima nostra avversaria) mi dicono che avrebbero fatto carte false per tenerlo, per questo non capiamo come mai da noi resti malinconicamente in panca. In ogni caso serve almeno un altro giocatore con queste caratteristiche e con maggiore esperienza.
Capitolo attacco: abbiamo tre seconde punte (Corona, Sorrentino e Mattioli) e una sola prima punta. Non occorre aggiungere altro. Anzi, sì: a Cremona una volta in svantaggio contro una squadra mediocre (brutto segnale se si perdono queste gare) Buso non aveva nessun attaccante da mettere in campo. Per uno strano caso, invece, abbondiamo di esterni a destra: Pierotti, Nervo, Imbriani e Morello. Insomma, la nostra speranza è che la proroga concessa al Catanzaro serva a qualcosa anche se molti pezzi pregiati sono finiti altrove e Martino deve adesso vincere la concorrenza del Torino e persino di Perugia e Salernitana (a microfoni spenti il nostro d.g. avrebbe dichiarato a un gruppo di tifosi: “Ho fatto fatica persino a convincer Ticli per venire in Calabria. Purtroppo la reputazione del Catanzaro è pari a zero”).
Ha la nostra comprensione. In un certo senso questo è il nostro anno zero: per la prima volta intorno alla società giallorossa c’è qualcuno che pensa a ridare delle regole (in fondo siamo in B) mettendo in riga chi per smania di protagonismo, anni di svacco, disabitudine a certi comportamenti, continuava a svilire il nome del Catanzaro. Sia chiaro: anche la dirigenza (tutta) ha la nostra comprensione: fare calcio non è facile. La faccenda si complica maledettamente, però, se ci si ostina a nascondere la verità. Ecco perché vestiamo di nuovo i panni dei guastatori. In realtà il nostro è un assist. Chiediamo le stesse cose di 20 giorni fa (domandare è lecito, rispondere è cortesia): ci sono i soldi per acquistare almeno tre giocatori? Se la risposta è sì, restiamo in silenziosa attesa, fiduciosi dell’operato di Martino. Se invece ci sarà detto di no, allora tiferemo ancora più forte perché anche con questa squadra la salvezza è possibile a patto che si esca allo scoperto chiedendo aiuto alla città: “Più di questo non potevamo fare, il nostro migliore acquisto si chiama bilancio in regola ed è valso il ripescaggio”.
Secondo noi sono queste le uniche strade percorribili. Esiste anche una terza: che qualcuno dica “la rosa va bene com’è, non occorre rinforzarla”. In questo caso qualcuno avverta Buso (le sue dichiarazioni dopo Cremona volgono in altra direzione), ma soprattutto sarebbero una bugia con i giocatori corti. E allora corriamo volentieri il rischio: per noi la squadra è incompleta. Siamo disfattisti? Non vogliamo bene al Catanzaro? Fate un po’ voi.

p.s. Dovrebbe essere cura della società pretendere che le partite del Catanzaro siano trasmesse in diretta anche via Internet. Molti tifosi, che pur vivendo lontano dalla città hanno sottoscritto l’abbonamento, hanno solo questo strumento per restare vicino alla propria squadra. Il silenzio assordante che hanno accompagnato le prime due gare di campionato al buio in rete, ci induce a fare una proposta: UsCatanzaro.net è disponibile a irradiare in streaming le partite. Abbiamo il server adatto, le professionalità e l’amore per svolgere questo compito. Attendiamo una risposta. Doverosa, almeno per rispetto dei tifosi lontani.

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Redazione

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