CATANZARO-ASCOLI 2-3: LA CRONACA

Dopo l’ennesima umiliazione Cagni lascia la panchina del Catanzaro. Una partita che si poteva vincere, ma che alla fine ha visto trionfare i marchigiani. Ora si riparte con il nuovo tecnico che dovrà cambiare il volto delle Aquile da così a così e dovrà trasformare undici giocatori in una squadra.

CATANZARO- Ore 17.26: il presidente Parente si presenta in sala stampa e annuncia le dimissioni irrevocabili di Gigi Cagni. Ed è finita nel peggiore dei modi l’avventura del tecnico bresciano; con una sconfitta contro l’Ascoli, che ancora brucia. Già perché il Catanzaro ha perso contro una squadra che sicuramente ancora non crede ai suoi occhi di aver violato il Ceravolo. Una partita equilibrata ma che è stata decisa da una maggiore convinzione dei propri mezzi da parte degli ascolani e dagli errori commessi da Cagni. I giallorossi, mal messi in campo, senza un vero e proprio impianto di gioco e che atleticamente sono durati un tempo, hanno avuto uno scatto d’orgoglio solo verso la mezz’ora della ripresa, quando con Robert e Myrtaj sono riusciti a riequilibrare le sorti dell’incontro. Ma, proprio dopo il 2-2, quando i giocatori del duo Silva-Giampaolo erano praticamente col morale sotto i tacchetti, e tutto lo stadio invocava Corona, il tecnico bresciano decideva di non inserire l’attaccante palermitano. Una mossa che forse sa più di provocazione che di scelta tecnica.
Ora la squadra sarà affidata temporaneamente al duo Cittadino-Lorieri in attesa della scelta del nuovo tecnico. Quest’ultimo dovrà essere un gran motivatore e avrà il delicato compito di trasformare gli undici calciatori che scenderanno in campo la domenica in una squadra, forse è proprio questo quello in cui non è riuscito Cagni e che ha fatto sprofondare il Catanzaro al terzultimo posto della classifica. I giocatori ci sono, lo hanno dimostrato in quei primi venti minuti in cui hanno avuto una certa supremazia su una squadra che occupa pur sempre posizioni a ridosso dalla zona playoff , e soprattutto in quei due minuti nei quali con la forza della disperazione sono riusciti a rimontare ben due gol di svantaggio. Una delle cose che è poi mancata alle Aquile è stato un leader dal grande carisma e temperamento, uno che sapesse prendere in mano la squadra e portarla verso un risultato positivo, visto che Carbone era in giornata no. Ma siamo sicuri che le Aquile questo giocatore non l’abbiano già nella propria rosa?
La cronaca. Cagni può finalmente mandare in campo una formazione quasi completa (assenti Bonomi, Vicari, Dal Canto e Dei che comunque sarebbero andati in panchina) e decide di schierare Morello e Carbone a supporto dell’unica punta Myrtaj. Corona in panchina e i tifosi già mugugnano. Come si fa a giocare in casa, dove devi necessariamente attaccare per vincere, con un solo punto di riferimento lì in avanti?
L’Avvio del Catanzaro è di quelli buoni, ma si intuisce subito che i giallorossi hanno poca convinzione nei propri mezzi e nella tre quarti sbagliano passaggi banali che permettono ad un Ascoli sottotono di scampare grossi pericoli. All’8’ un fischiatissimo Morello (insieme a Carbone) passa la palla a Myrtaj che in area controlla bene ma spara alto. Al 19’ gran numero dell’albanese che salta due difensori e cede a Nocerino (il migliore dei giallorossi, l’ultimo che ha mollato) che carica il destro ma ne viene fuori una conclusione debole che Coppola para. Al 28’ Diliso ci prova da fuori ma Coppola con un bel tuffo devia in corner. Ma al 34’ alla prima sortita offensiva l’Ascoli colpisce: calcio d’angolo dalla destra in area i difensori giallorossi pensano a protestare per le strattonate e le spinte degli avversari, dimenticandosi di Cudini, che stacca indisturbato e porta in vantaggio i bianconeri. Le Aquile sono in bambola e Lafuenti salva almeno due volte la sua porta. Al rientro in campo il Catanzaro subisce un calo spaventoso e l’Ascoli si trova inaspettatamente padrona del campo, trovando anche il raddoppio: Cordova fugge sulla fascia e crossa al centro dove Colacone è il più lesto di tutti a raccogliere la corta respinta di Lafuenti e a siglare il 2-0. Al 54’ occasionissima sprecata da Myrtaj, che a due passi dalla linea di porta (complice anche un maldestro rimbalzo del pallone) spara nella Curva Est. Poi Cagni inserisce Pierotti per uno stanco Diliso e Robert per uno spento Arcadio e il Catanzaro, trascinato dall’argentino trova il pari in due minuti. Al 26’ cross di Morello dalla sinistra che taglia tutta la difesa e la palla arriva al solissimo Robert che sigla il suo primo gol con la “camiseta” giallorossa. L’azione si ripete due minuti più tardi ma a fasce invertite e con Robert in versione assistman. Il suo cross rasoterra arriva a Myrtaj che di piattone manda in visibilio il “Ceravolo”. Cagni non sfrutta il momento di sbandamento da parte dei marchigiani non inserendo Corona. Lo stadio è una bolgia tutti invocano Corona ma il tecnico non lo inserirà. L’Ascoli così torna a spingere ed è Lafuenti a dire di no ad una bomba di Colacone con un intervento da dieci in pagella. Gli ospiti allora danno il colpo del k.o. alle Aquile con un missile di Fini che dai 25 metri scaglia un tiro sul quale Lafuenti non può far niente. La partita finisce qui e le dimissioni irrevocabili del tecnico bresciano sono la logica conseguenza di tutti i suoi errori.

Pier Santo Gallo

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