Avversario di turno

La medicina Comandini per guarire il mal d’attacco

La Ternana punta sull’ex attaccante del Milan per uscire dai bassifondi della classifica

È
solo l’ultima partita del girone d’andata ma sembra
già una finale. L’irrespirabile clima che si respira intorno al Catanzaro rende la sfida con la Ternana decisiva per il
futuro. I rosso-verdi arrivano al “Ceravolo” per sfatare una tradizione nettamente
sfavorevole e per distanziare ulteriormente il Catanzaro. Una
piazza di bocca buona, quella di Terni, nonostante la storia della
società non sia eccezionale
. La recentissima morte di Giorgio Taddei – presidente delle due promozioni in serie A dei
primi anni ’70 – ha commosso tutti, riportando alla mente i due sfortunati
campionati di massima serie giocati dagli umbri. Proprio in quel decennio la
Ternana ottenne i risultati migliori, stazionando stabilmente in serie B. Poi un lento declino, fino alla discesa nell’inferno dei dilettanti
datata 1993 e segnata dall’amara vicenda del fallimento
. Due anni di purgatorio prima della risalita culminata nel ritorno
in B del 1998, grazie a due promozioni consecutive targate Gigi Del Neri
.
Il gol decisivo che vale la serie B – nella finale play off
di Ancona contro la Nocerina – è siglato da
Arcadio che domenica ritroverà la Ternana da avversario.

LA SQUADRA – Dopo sei campionati consecutivi di serie B, la
Ternana era attesa ad una stagione da protagonista. Le speranze di promozione dello scorso anno erano naufragate nelle ultime
giornate. La ricostruzione era stata affidata all’allenatore della Primavera
dell’Inter Corrado Verdelli. Una
scelta in linea con la volontà della società del patron Agarini di ringiovanire l’organico
. Così la
Ternana ha pescato molti giovani nelle serie inferiori, ha ottenuto importanti
prestiti dai grandi club, ha richiamato in Umbria alcuni
ragazzi del vivaio – dopo averli spediti a farsi le ossa nelle categorie
inferiori – ha
trattenuto alcuni pezzi pregiati della sua rosa, come Kharja e Jimenez, resistendo alle
tentazioni del mercato. Ma qualcosa non ha funzionato.
Verdelli è stato solo il primo dei quattro
tecnici della Ternana 2004-2005. A lui sono succeduti prima Valvassori – che ha
mollato per contrasti nello spogliatoio – poi Brini, ex allenatore del Taranto. A fare da traghettatore tra le varie gestioni,
è stato chiamato naturalmente Tobia, sempre legato alla Ternana da
questioni affettive. Il valzer degli allenatori sembra essersi concluso, anche se la Ternana continua a navigare in acque
diverse rispetto a quelle limpide che era lecito attendersi ad inizio
campionato. In porta Verdelli aveva portato con sé dall’Inter il giovane Moreau, cui è stato però preferito Berni,
approdato in Umbria dopo l’esperienza al Wimbledon in
Inghilterra. La difesa è stata completamente rinnovata con l’innesto del veterano Fattori, arrivato dal Piacenza dopo una lunga
militanza col Torino, dell’ex promessa del Napoli Troise,
del 20enne Peluso, preso dalla Pro Vercelli, dell’ex
granata Martinelli. Sono rientrati dai prestiti i giovani Bono (camerunese l’anno scorso a Paternò) e Cibocchi. A
centrocampo, non ha trovato spazio l’altro interista Biava,
chiuso dai due talenti stranieri Kharja e Jimenez, dallo “juventino” Frara
e dall’ex giuliese Giannone.
Frara e Giannone hanno
avuto un minutaggio ancor maggiore dopo la partenza
del pilastro mediano Migliaccio, approdato a Bergamo alla
corte di Delio Rossi
. Nell’orda di giovani a disposizione Brini ha trascurato Di Vicino, il “romanista” Wahab, il “brescianoGona. Alcuni tra questi partiranno durante il mercato per
sfoltire una rosa ampia, arricchita dall’acquisto di Comandini.
L’ex milanista è approdato alla corte di Brini
per rinforzare il reparto più deludente, quello offensivo. Salgado, Frick, Max Vieri, Adeshina e gli
altri rincalzi non sono riusciti a risolvere il problema, anche se il reintegro
di Frick – ignorato fino all’arrivo di Brini – aveva
già migliorato la situazione
. Ora Comandini
dovrà caricarsi sulle spalle molte responsabilità, giocandosi le
ultime chance di tornare quello splendido attaccante che realizzò una
doppietta nello storico derby di Milano vinto 6-0 dai
rosso-neri

SUL CAMPO – Rispetto ai suoi predecessori, Brini
non ha
stravolto il modulo di gioco. L’asse Kharja-Jimenez
è il fulcro del gioco ternano, soprattutto
dopo la partenza di Migliaccio. Il francese è il regista arretrato di
una mediana a tre, sostenuto ai lati da Frara e Giannone. Il cileno è il fantasista alle spalle del
duo d’attacco che, con l’arrivo di Comandini,
dovrebbe essere formato dall’ex atalantino e da Frick. Il duo ha ben figurato già contro il Cesena – battuto 1-0 proprio da un gol di Frick – grazie all’infortunio che ha privato Brini di
Salgano dopo una ventina di minuti. La difesa titolare è composta invece
dalla coppia centrale Fattori-Troise, con Martinelli sulla fascia destra e Peluso
su quella sinistra. Sul mercato la Ternana è attiva soprattutto in
uscita, vista la necessità di sfoltire la rosa. L’arrivo di Comandini ha sistemato il reparto offensivo, ma la
società umbra sta cercando di riportare in rosso-verde anche Gianluca
Grava, in cambio del quale potrebbe dirottare a Catanzaro Fattori. Intanto,
però, le due squadre si affronteranno domenica in una sfida infuocata,
visto che anche la Ternana non naviga in zone tranquille, nonostante il
successo sul Cesena. In trasferta gli umbri sono
particolarmente temibili avendo centrato finora due successi (a Crotone e a
Bari) e tre pareggi (Ascoli, Empoli e Verona), contro il punticino
racimolato dai giallo-rossi di Cagni.
Insomma, situazioni simili: una classifica deficitaria, un ambiente turbolento
(i tifosi rosso-verdi non hanno digerito la dura sconfitta interna nel derby col Perugia), un tecnico
accettato ma non amato a causa di un gioco deficitario. Ma
la Ternana ha sette punti di vantaggio e una rosa composta al 90% da under 25.
Scusate se è poco.

Probabile
formazione (4-3-1-2): Berni; Martinelli;
Troise, Fattori, Peluso; Frara, Kharja, Giannone; Jimenez; Comandini, Frick.

I PRECEDENTI – La cabala è uno dei pochi motivi
d’ottimismo per i tifosi del Catanzaro. La storia delle sfide tra Catanzaro e
Ternana è infatti a senso unico. Nei nove
precedenti (i primi sette in serie B, gli ultimi due in C1) i
giallo-rossi
hanno vinto otto volte, perdendo in una sola circostanza
(0-1), nella stagione ’73-74, anno dell’ultima promozione rosso-verde in serie
A. Negli altri sei confronti tra i cadetti il
Catanzaro non ha lasciato neanche le briciole, realizzando 14 gol e subendone
solo uno, di Fontana, nella sfida del ’70- 71 quando i giallo-rossi vinsero 2-1
con i gol di Mammì e di Silipo
al ‘90. In
C1 altri due successi: 2-1 nel 1984, 3-0 nel ’91, ultima sfida tra le due
squadre, prima che lo scandalo-Chiarella (il 2-2
“aggiustato” con la
Ternana
nella sfida d’andata)
spedisse il Catanzaro nell’inferno della quarta serie.

I TIFOSI – Tifoseria esigente, guidata dai Freak Brothers, e storicamente schierata in politica (a sinistra). Ovvio che le principali rivalità (Verona,
Lazio, Salernitana, Perugia)
e amicizie (Samp, Casertana,
Atalanta e quella rotta con i cosentini)
siano più che altro ideologiche. I rapporti con
gli UC non sono idilliaci, anche se le due tifoserie non s’incontrano da quasi
14 anni.

Ivan Pugliese

Autore

Redazione

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