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Bar Mangialavori: L’indecenza e la pazienza
Pubblicato da Redazione il Mar, 20 set 2016 15:24 CEST
Contributo di Redazione


Ennesima figuraccia del Catanzaro davanti al proprio pubblico e al cospetto della neo-riammessa Paganese
 

La filosofia della relatività purtroppo oggi giorno sostanzia tutto. È una vera e propria moda patologica che offusca il vero.


Viene celebrata come modello indiscutibile di riferimento e lente di analisi senza che nessun aspetto “sanzionatorio” sfiori i furbi di turno che se ne avvalgono e unitamente alle gincane dialettiche, incantano i malcapitati di turno.

Nella politica (“riprese” annunciate e mai portate a compimento), in ambito medico (quel farmaco fa bene ma forse no…ci sono controindicazioni…), in un rapporto a due (mi ha cornificato ma è “relativo”, riaccende il rapporto…???).

L’ambito sportivo non si sottrae a questa moda e inizia ad avvalersi dei peggiori strumenti da applicare in tal senso. Del “progetto” abbiamo già parlato (Gettopro) nella scorsa puntata, ma nella top five della collezione ci sono da aggiungere le solite frasi: “ci vuole del tempo”; “bisogna solo lavorare duramente e i risultati arriveranno”; “ci sono degli infortunati senza i quali/il turnover”; “l’aspetto psicologico”.

Il tutto condito dalle insopportabili “scuse ufficiali” offerte per l’ennesima volta come dire, prendendo a prestito uno dei succitati esempi: perdonare la tua metà che ti cornifica per l'ennesima volta. Allucinante!

Il Catanzaro costruito da Antonello Preiti, in occasione dell’incontro con la sua ex squadra, ha offerto una pagina a dir poco vergognosa ai sostenitori giallorossi che non è più sopportabile per un contesto che quasi sembra si sforzi di offendere la propria storia. Sì, la propria Storia con la “S” maiuscola.

Molti si affannano a catechizzare e ad auto-catechizzarsi dicendo che la serie “A” bisogna dimenticarsela, che i personaggi che tutt’oggi trionfano in Premier oppure occupano ruoli prestigiosi altrove, fanno parte di un passato che bisogna dimenticare. Ma perché? Me lo spiegate il perché?

Generalmente ci si vergogna di cose brutte e si cerca di offuscarle, ma non di cose esaltanti che hanno fatto sognare intere generazioni. Forse non si è in grado di ripercorrerne le vie? Ed allora lo si dice con onestà intellettuale, ma non si propone una damnatio memoriae al servizio della propria incapacità.

Il Catanzaro, unitamente alla Catanzaro odierna, nulla hanno a che vedere con la Catanzaro che un giorno fu capoluogo di regione e all’84° staccò il biglietto per la massima serie con Angelo Mammì.

La Catanzaro odierna non ha nulla (purtroppo) di quello spirito, di quella statura, di quegli uomini che alzarono la testa e scrissero la Storia che oggi i loro figli stanno infangando con la propria ignavia. A pochi chilometri in qualche mesetto si confeziona un impianto adeguato alla serie “A”, mentre a Catanzaro si inciampa su guaine improponibili dopo nove anni di gestioni dilettantistiche della cosa pubblica.

A pochi chilometri di distanza ci si scorda del Kroton per “dipingere” sulle magliette “Vieni in Calabria”. Altrove ci si addormenta per un sonno che oramai dura da fin troppo tempo, ci si rifiuta di investire su quello che potrebbe essere un più che appetibile volano di guadagni, per teorie o leggende che appartengono alla peggiore delle filosofie autolesionistiche di un tessuto imprenditoriale che non ha la statura per definirsi tale.

Il commerciante è una cosa, l’imprenditore è un’altra. Un commerciante sovradimensionato non sarà mai un imprenditore. La sua filosofia aziendale resterà sempre quella (con tutto il rispetto) del semplice commerciante ricco del “vorrei ma non posso” (meglio dire “non rischio”), ma nulla più.

Gli imprenditori che si uniscono in matrimonio con il rischio di impresa a proprio favore (e vantaggio), facendone una filosofia del proprio vivere professionale per vincere, sono in pochi. A Catanzaro quest’ultima “razza” forse non c’è mai stata né mai si è respirata la coesione di intenti, mentre al contrario le stupidi nonché incomprensibili rivalità hanno minato alle fondamenta eventuali prog… ehm preferisco dire “discorsi”.

Nicola Ceravolo l’aveva compreso. Conosceva il territorio nel quale agiva come nessuno e con la propria cultura applicava la filosofia di cui sopra, supportato da infinita passione.

Detto in soldoni: ci vogliono i soldi, sì! Ma ci vogliono anche i cervelli e la passione genuina. Si può mai credere che la potentissima Confindustria del Capoluogo della Regione Calabria non riesca ad esprimere una figura del genere?

Eppure mai come oggi non si sbaglia se si dice che governa anche a Roma (non è vero Mister Mapei?)! Gelosie, invidie ostative a fare agire chi forse ne sarebbe capace, impediranno sempre la crescita del territorio. Le gerarchizzazioni figlie del “chi sono io e chi sei tu” saranno solo boomerang mostruosi per tutti.

Anche il protezionismo avrebbe un senso solo se si esplicitassero in azioni reali alternative all’attuale proprietà. Quando Pino Albano acquistò il Catanzaro, lo fece in una sola notte, con poche chiacchiere e senza distintivi.

La stessa politica che anni addietro accolse Giuseppe Cosentino a braccia aperte preferendolo ad altre alternative che all’epoca erano reali ed oggi non ci sono più, farebbe bene quantomeno a fare il proprio dovere anziché avventurarsi nel lancio di lacrimogeni comunicazionali che hanno il solo effetto di congestionare una situazione già allo sbando.


Il Catanzaro di Antonello Preiti, cotto dal sole cocente di un’estate sciagurata, sta per essere rifritto da un team che ricorda tanto quello di un certo Morgia che galleggiava in C2 avvalendosi delle famigerate frasi, una su tutte: “vinceremo le prossime otto” che puntualmente diventavano 7, 6, 5, 4 e così via dicendo.

Qualcuno in sala stampa si è permesso di dire: “arriveremo tra le prime dieci”! Prima fatelo e poi ditelo, grazie! E questo sarebbe un gruppo?

Insieme alla prestazione inguardabile della compagine, ha messo il proprio zampino anche il tecnico Mario Somma, con scelte quantomeno discutibili e mal supportato da vagabondi in campo che nulla hanno a che vedere con il nome Catanzaro fuorché indossare (sinora) indegnamente casacche di colore giallo e rosso. Questa è la verità che i nostri occhi hanno visto perché solo i fatti sostanziano l’umano agire, il resto appartiene solo alle parole.

Chi mi conosce, sa quanto mi costi dire quello che mi accingo a scrivere. Quando la squadra di Andrea Agnelli procede ad un nuovo acquisto, la prima cosa, passaggio obbligato che si fa un attimo dopo la sottoscrizione del contratto con l’atleta, è quella di fargli visitare il museo della squadra con tanto di guida, per fare conoscere e toccare con mano la Storia, quella stessa Storia (ovviamente con valenze differenti) che a Catanzaro ci si affanna a ridurre al silenzio. 

L’indecenza ha un limite, anche nella disputa di una gara giocata contro una squadra costruita in quattro e quattr’otto dall’ex Ferrigno. Questo limite è stato ampiamente superato. La neo-riammessa Paganese ha dominato il programmatissimo Catanzaro.

La pazienza, rinfrancata da parvenze di ripresa delle ultime due uscite (malgrado la sconfitta in terra salentina), ha riconquistato l’oscurità ed è stata smarrita forse definitivamente, per un disastro gestionale che non conosce precedenti nelle pagine meno gloriose della storia giallorossa. Sarebbe quantomeno “opportuno” che qualcuno si assumesse le proprie responsabilità senza delegare ad inspiegabili silenzi l’onere di fare chiarezza.

Giuseppe Mangialavori



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Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di floydpink il Mar, 20 set 2016 15:47 CEST
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Ottimo articolo. Credo comunque che il fallimento della società, in tutto e per tutto, sia a prescindere dal completamento dello stadio. Tutto questo si sarebbe verificato anche con lo stadio totalmente utilizzabile. Abbiamo avuto troppi incapaci in questi ultimi tempi.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di CORNER53 il Mar, 20 set 2016 16:19 CEST
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Si tutto bello e tutto vero ma è come il cane che si morde la coda, Cosentino un fallimento "Cosentino Vattene" ma se va via Cosentino scompare il Catanzaro, se resta Cosentino a poco a poco scompare lo stesso in chissà in quale serie. Allora che si fa ? Un giorno da leoni e si manda tutti sti pagliacci a fare in c.... o cento giorni da pecora gustandoci questi spettacoli domenicali ?<br /> Rispondete !!!



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di saro110 il Mar, 20 set 2016 17:03 CEST
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Condivido lo scatto d'orgoglio e la rivendicazione del passato, che non si riduce ai "5 minuti di serie A"(possibile che il Presidente dell'U. S. si sia espresso in questi termini?). Quanto al futuro, sul quale il sempre valido Mangialavori non può ovviamente formulare alcuna previsione, cerchiamo a tutti i costi di rimanere uniti: in fin dei conti, la tifoseria sembra essere rimasta l'ultima risorsa di una squadra che in altri tempi dava del tu all'Atalanta, al Brescia, al Mantova, al Verona, al Perugia, al Bari, al Catania, per citare le prime che mi vengono in mente.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di Pereira il Mar, 20 set 2016 17:20 CEST
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Il vero problema non è quello di essere all'altezza del passato, ma quello di uscire dalla bassezza del presente. Ieri sono andato allo stadio per vedere un incontro fra due squadre di calcio ed invece di squadre sul campo ne ho vista una sola e non mi sono divertito molto.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di TribunaCopertaOvestT37 il Mar, 20 set 2016 17:47 CEST
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Se condivido in pieno la disamina tecnica ben articolata e competente di Ferragina ( Di Bari non è cosa al centro va a farfalle e ci costa il secondo gol , Pasqualoni schierato esterno della difesa a tre fuori posizione ci costa il primo gol e l'errore di tenere in panchina il belga Van Ransbeeck unico giocatore a dare geometria alla squadra in fase di impostatazione del gioco ). che dimostra competenza della tifoseria del Catanzaro e giustamente può dare un aiuto a Somma per trovare il bandolo della matassa! Ma Somma lo sa e ha inventato quella difesa per la squalifica di Prestia ( unico che sa fare il centrale ) e il forfait di Favaro! Non condivido il catastrofismo prendere ad esempio la Juventus mi sempra improponibile in uno secenario di deserto economico che offre cCatanzaro come qualità dei suoi " PRENDITORI "! sono d'accordo per l'attacco alla politica, i politici avessero il pudore di tacere! Inconcepibile non avere i distinti, il Catanzaro perde il 30% delle proprie potenzialità con uno stadio del fenere! Ai veri tifosi del Caranzaro non quelli che lo seguono come seconda o terza squadra ricordo difendiamo il Catanzaro, Cosentino commette sicuramente degli errori nella scelta dei suoi collaboratori ma dopo di lui permettetemi al momento il nulla solo chiacchere!



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di pingu il Mar, 20 set 2016 17:52 CEST
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Non condivido alcuni aspetti di questo articolo...intanto sono fermamente convinto che noi catanzaresi dobbiamo onorare e rispettare il nostro passato, ma senza fare troppo rumore perche I calci d'angolo di palanca ed I gol di mammi sono un bellissimo passato, la storia di oggi ci dice che sono 30 anni che siamo in serie C...quindi di che cosa dobbiamo parlare???? Secondariamente vi e' sa dire, insintesi, che cosentino non capisce nulla di pallone, sta sbagliando molto e se lascia il catanzaro molti saremo pure felici, perche ne abbiamo le tasche piene, ma dopo di lui molto probabilmente ci sara qualche aiello di turno...o forse chiuderemo lo stadio, magari e' piu dignitoso di queste buffonate. La partita di ieri non si puo commentare, secondo me doveva andare cosi per ovvi motivi, chi vuol capire capisca.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di aquiladelnord il Mar, 20 set 2016 18:57 CEST
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Non credo che il nostro problema principale sia lo stadio, squadre con stadi peggiori sono andate in B o addirittura in A, io ho vissuto la mia vita da Tifoso quasi sempre in C, è vero la storia è importante ma ciò che mi ha fatto appassionare al Catanzaro sono stati i tifosi, quale squadra riuscirebbe ad assere seguita in una partita di quarta serie da 20000 tifosi??? È per questo che la cosa che mi spaventa di più è lo stadio vuoto.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di apofis il Mar, 20 set 2016 19:29 CEST
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salve a tutti.....io dico solo una cosa leggendo quel che tutti avete scritto, inutile ripetere i miei post precedenti in altre pagine di questo sito dico soltanto che.....chi vuol fare il ricchione lo faccia col proprio culo e non con quello degli altri, a buon intenditor poche righe e parole bastano.....



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di saro110 il Mar, 20 set 2016 19:44 CEST
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Mai abbandonare lo stadio e, quindi, la squadra: faremmo la fine di quello che si tagliò i corbelli per fare dispetto alla moglie. Debbo anche dire che il perdurante silenzio della dirigenza ha stancato anche i più pazienti. A questo punto, se il presidente vuole smobilitare lo faccia e anche con sollecitudine: abbiamo una dignità da difendere. Ne mi spaventa la prospettiva di un derby con i giallorossi del Sersale.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di Miopresidente il Mar, 20 set 2016 19:57 CEST
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Per lunghi tratti ho fatto fatica a capire quanto scritto. Ho capito più o meno che sei arrabbiato. Quando sei arrabbiato scrivi sempre. Dopo tutto questo scrivere alla fine pensavo che avrei letto anche la soluzione del problema. Invece mi hai lasciato come sempre a metà che quasi ti stavo dando ragione e invece sei un altro che quando il catanzaro perde fai polemiche che non servono. Il blasone te lo sei bruciato quando sei fallito la prima volta. Non prendertela con chi oggi ce la mette tutta e lavora con impegno e senza secondi interessi. Poi ci sono gli avversari che a volte sono più bravi. Io spero che il catanzaro vinca con Cosentino presidente perché è uno dei pochi uomini veri in Calabria. È vero sta collezionando insuccessi, ma tu dovevi farti il derby con il Soverato. .. bla bla bla



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di marinofoto il Mar, 20 set 2016 20:13 CEST
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Questo silenzio "assordante" del nostro caro presidente Cosentino, mi sa di chi permalosamente non vuole discutere con la controparte (tifoseria) per mancanza di capacità comunicativa e in preda a una totale assenza di ideologia calcistica, circondato com'è da persone non in grado di allestire neanche una squadretta d'oratorio.......comunque anche noi tifosi ci stiamo mettendo del nostro per complicare ulteriormente la situazione, già di per se drastica



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di Reduce il Mar, 20 set 2016 20:16 CEST
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E' inutile trovare motivazioni dove non esistono la propietà si è fidata di un ds incompetente che NON si assume le propie responsabilità tutto qui,e per quanto riguarda lo stadio a pochi Km da qui, nel 71 a Catanzaro lo si adeguò alla serie A in due mesi e vorrei ricordare che a pochi Km da qui il 15 ottobre sicuramente la DIA sequestrerà tutto.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di palancaforever il Mar, 20 set 2016 21:56 CEST
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Uomini di poca fede... a gennaio hanno già dato disponibilità ad arrivare a Catanzaro... no va bè non posso anticiparvi nulla... va bè dai ve lo dico: in attacco Floro Flores e Lapadula; il centrocampo, in blocco, sarà quello del Cittadella attualmente al 1' posto in serie B, in difesa 3-4 elementi svincolati (per risparmiare un po') dalla serie A. Resistiamo fino a gennaio che per la befana Preiti ci scalderà il cuore...<br /> Non vorrei anticiparvi nulla sul cambio di dirigenza... ma sembra che ci sia lo zampino di MONTE ZEMOLO... è lì in cima che hanno visto "la cordata"... ecco dov'era sta cordata!!!



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di essereononessere il Mar, 20 set 2016 22:44 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Bravo Giuseppe. Noi veri tifosi del Catanzaro siamo abituati a vincere. Abbiamo l'orgoglio di essere catanzaresi. Questi altri straniero cgevsi accontentano sono mezzeseghe. Perdenti.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di Fegato_stanco il Mer, 21 set 2016 00:04 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ormai sono personalmente arrivato alla conclusione che la miglior cosa sia l'eutanasia: fallimento e reset totale. Mi riposamu u cerveddhu ppé nu pari e anni e poi magari si riparte. Dignità.



Re: L’indecenza e la pazienza (Voto: 1)
di MMaurizio il Mer, 21 set 2016 15:52 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Grande merito a Cosentino per aver riportato il calcio a Cz.Ma si è capito che la fiammella si è spenta, fallimento e ripartenza.



 

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