Intervistiamo

Campo: «Non dimenticherò mai il primo gol in giallorosso contro l’Andria»

Chiacchierata con un professionista che non ha mai smesso di amare il calcio. Una passione che oggi trasmette ai suoi ragazzi del Vismara Calcio a Montecchio
 

Cinque stagioni in giallorosso, 110 presenze e 16 gol. Questo lo score di Massimo Campo con la maglia del Catanzaro. Dopo  e Ciardiello un altro calciatore legato alla storia recente del calcio giallorosso che la tifoseria ricorda ancora con grande piacere. Ecco le sue parole.  

La storia tra Catanzaro e Massimo Campo inizia in un lontano 1990. Ennio Scarpino allenava gli Allievi giallorossi e Adriano Banelli operava come responsabile del settore giovanile. Qual è il ricordo migliore di quella prima esperienza?

Senza dubbio l’esordio ufficiale con la maglia del Catanzaro. Mister Scarpino allenava gli Allievi Nazionali e affrontavamo in trasferta l’Andria. Il risultato era fermo sull’1-0 per loro e il mister decise di inserirmi nella ripresa. Firmai il gol del definitivo pareggio con una bella girata di testa e il match si chiuse sul risultato di 1 a 1.

Fu una gioia immensa e ricordo un particolare con protagonista il mio ex compagno Sergio Celia. Per tutta la stagione al mio nome seguì la sua imitazione di quello stacco di testa. Un aneddoto che non dimenticherò mai e che mi accompagnò per l’intera stagione.

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Da Catanzaro a Nuoro con esperienze in Serie A e C2. Qual è stato il momento più bello della tua carriera?

Ho disputato il mio ultimo campionato nei professionisti a Nuoro. In seguito ho giocato due stagioni a Montecchio e una a Castel San Pietro dove sono stato allenato da Pino Lorenzo. Negli ultimi anni, dopo una parentesi nel campionato di San Marino, sono tornato a Montecchio in Eccellenza.

Il momento più bello della mia carriera? Potrò sembrare scontato, ma l’esordio con la maglia del Catanzaro rimarrà indelebile nella mia mente, emozioni incancellabili.

Ricordo con grande piacere l’esperienza a Nocera. Due stagioni importanti in una piazza che merita altri palcoscenici.

Poi c’è la promozione in A con la Reggina e l’esordio nella stagione successiva. Questi sono altri due momenti che sicuramente non dimenticherò mai.

 

campoHai avuto la fortuna di giocare con calciatori di altissimo livello. Da Mazzola a Pirlo, da Perrotta a Oliveira. Quale compagno ricordi per le sue doti e quale invece per la sua simpatia?

Per le doti calcistiche sicuramente Andrea Pirlo. A livello tecnico è il migliore in assoluto. Subito dopo Simone Perrotta per il suo dinamismo. Ho molti conoscenti nel mondo del calcio e sono in ottimi rapporti con diversi ex compagni, ma tra i veri amici conto due persone: Ciccio Esposito che per me è come un fratello e Simone Perrotta con cui siamo anche testimoni di nozze. Con entrambi c’è un rapporto che va ben oltre quello calcistico.

 

Il ritorno in giallorosso nel 2003/04 non è andato come tutti speravano. Cosa non ha funzionato in quell’occasione?

Sinceramente giudico quell’esperienza in modo positivo. Ho avuto il piacere di tornare a Catanzaro e in realtà sarei dovuto arrivare ad inizio stagione poiché i contatti erano stati avviati nel mercato estivo.

Sono comunque riuscito a ritagliarmi uno spazio a campionato inoltrato e con una squadra già assemblata. È stata una decisione presa in comune accordo. Il mister avrebbe voluto trattenermi, ma io volevo essere protagonista. Arrivò anche Morello nel mercato di riparazione e così decidemmo di dividere le strade.

Tuttavia resta un bel ricordo di quell’esperienza. Un gruppo straordinario con ragazzi che poi hanno vinto il campionato. Ricordo l’ultimo giorno dei saluti con tutti i compagni che mi hanno omaggiato con un tributo, un bel gesto di riconoscenza. Poi c’è un altro episodio di cui vado orgogliosissimo. In quella stagione, nella trasferta di Foggia, gli Ultras Catanzaro mi dedicarono uno striscione. Conservo quella foto con molta gelosia e questi per me sono gli attestati più importanti. Ho sempre pensato che giocatori, dirigenti, allenatori vanno e vengono, ma la squadra appartiene alla città e quel gesto non lo dimenticherò mai.

 

Dopo un avvio molto difficile, il Catanzaro è riuscito ad invertire rotta risvegliando l’entusiasmo della piazza. Dove può arrivare la squadra di mister Erra?

A tal proposito voglio fare un appello perché mi sento legato alla squadra e a tutti i tifosi.

Il messaggio è quello di stare sempre vicini alla squadra anche nei momenti difficili. Giusto esternare il disappunto con civiltà, ma Catanzaro non è una piazza come le altre e il giocatore ha bisogno di sentire l’apporto della tifoseria nel bene o nel male. Può incidere in modo determinante sulla rendita della squadra.

 

Taranto, Parma e Piacenza cedono il passo a Chievo, Virtus Entella e Cittadella. Cosa è cambiato in questi anni?

È questione di programmazione. Il Chievo ha un grandissimo settore giovanile e questo è molto importante. Spesso in Italia viene sottovalutato questo aspetto.

Anche ai miei tempi, nonostante avessimo raggiunto traguardi importanti, non è stata data una chance a qualche ragazzo che meritava. Io ho avuto la bravura e la fortuna di cogliere l’occasione che mi è stata data. Ma c’erano altri ragazzi che secondo me potevano far bene e avrebbero meritato un’occasione. Bisogna avere coraggio di investire nel settore giovanile. È triste vedere piazze così importanti in Serie D, purtroppo questa è la realtà e bisogna prenderne atto.

 

L’ultimo campionato di Massimo Campo nel professionismo risale alla stagione 2007-2008. Quale attività svolgi oggi e quale traguardo vuoi raggiungere?

Ho intrapreso da qualche anno la carriera da allenatore. Sono allenatore di Pulcini, Allievi e responsabile giovanile del Vismara Calcio a Montecchio e inoltre alleno anche a San Marino una squadra di massima serie.

Il futuro dipenderà tutto dalle mie capacità. Di certo non sono il tipo che accetta una panchina in cambio di sponsor o altre pratiche simili. Mi voglio guadagnare tutto sul campo. Questo è un concetto di lealtà sportiva che cerco di inculcare nei ragazzi che alleno. Con impegno e passione chi merita riuscirà ad emergere senza dover ricorrere a queste pratiche scorrette.

Le ambizioni ci devono essere perché fanno parte della vita di ognuno di noi. Magari un giorno sarò di nuovo a Catanzaro per dare ancora una volta il mio contributo alla causa giallorossa.

 

 

Arturo Ferraro Pelle

 

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Arturo Ferraro Pelle

3 Commenti

  • Ho visto il commento di bello 73 a simma sullo stadio. Mi sembra una buona idea quella di una manifestazione. Pero bisogna essere anche sei e fare una riflessione seria. Ma se allo stadio andiamo in massimo 3000, ma che spinta ha un politico a portar avanti la pratica??? Se straniero e quelli come lui parlano dal divano ma allo stadio in va che forza pensate abbiamo, che lobby possiamo fare, che pressione possiamo esercitare???

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