Intervistiamo

Il «dramma» dei fondi Ue

Secondo Oliverio, al momento dell’insediamento della nuova giunta, la Calabria aveva speso solo la metà del Por Fesr e meno della metà del Fse. Ora l’obiettivo è «salvare il salvabile»

L'intervento di Oliverio durante il Consiglio regionale di oggiUn’emergenza drammatica. Mario Oliverio definisce così la situazione relativa alla spesa dei fondi comunitari.

Quella illustrata ieri in consiglio regionale dal governatore calabrese è una fotografia impietosa, che ritrae la Calabria all’ultimo posto in quasi tutte le classifiche che riguardano le risorse Ue. Pesantissima – dice Oliverio – l’eredità ricevuta dall’amministrazione Scopelliti.

E il presidente della Regione non si esime dallo snocciolare cifre e dati, mancanze e prospettive future, non senza annunciare una nuova proposta di governance dei fondi, che sarà sottoposta al più presto consiglio regionale. Una piccola “rivoluzione” che cambierà radicalmente il modo di gestire le risorse. Altra novità: la Regione costituirà una nuova commissione che avrà il compito di snellire tutte le procedure.

Ma è necessario, soprattutto, procedere con un’«operazione verità». Oliverio parla, complessivamente, per più di due ore, e non trascura niente.

A partire dai dati. Il Por-Fesr? «Al 31 ottobre 2014 – evidenzia il governatore – erano stati impegnati solo 872 milioni di euro, pari al 43,7% del totale». I dati, i dati che «raccontano un disastro». 
«Ho dovuto fare il giro delle sette chiese per racimolare progetti da rendicontare. Ce l’abbiamo fatta nel giro di un mese. La precedente amministrazione di progetti non ne aveva lasciato alcuno», racconta l’ex presidente della Provincia di Cosenza. La strategia è chiara: «Salvare il salvabile». 
D’altronde, i “ritardi” sono sotto gli occhi di tutti. Oliverio ricorda le metropolitane di Catanzaro e Cosenza, il collegamento Gallico-Gambarie, l’aerostazione di Lamezia.

«I protocolli risalgono al 2010, siamo al 2015 e ancora parliamo di progetti che devono partire. L’unico avviato è quello sulla banda larga, andato avanti solo grazie a Telecom. La vecchia giunta non c’entra in tutto questo? Erano forse turisti? Non vorrei che il carnefice di questa situazione chiedesse conto a chi è arrivato adesso».

Snellire le procedure, sburocratizzare: sono questi i nuovi diktat.
Con l’aggiunta di un altro: ridurre il peso specifico dei burocrati. Oliverio racconta per la prima volta un episodio: «Lo scorso gennaio abbiamo rischiato che la più grande nave del Mediterraneo non attraccasse al porto di Gioia. Il motivo? Una pratica di dragaggio ferma da due anni all’assessorato all’Ambiente».

La sintesi è che la politica non può e non deve «soccombere» di fronte allo strapotere della burocrazia.
Secondo Oliverio, al momento dell’insediamento della nuova giunta, la Calabria aveva speso solo la metà del Por Fesr e meno della metà del Fse.

«Significava – spiega – che nei mesi successivi la Calabria avrebbe dovuto spendere più di un miliardo, con un ritmo 10 volte superiore rispetto a quello degli anni precedenti». In una situazione del genere, «salvare le risorse appariva una missione quasi impossibile, il rischio di perdere i fondi era elevatissimo».
Un intervento «d’emergenza» era quindi l’unica via d’uscita possibile, «con una tabella di marcia forzata per tentare di salvare il salvabile».

La Regione ha così «messo in atto un’azione straordinaria, che ci ha permesso di rendicontare un volume eccezionale di risorse».

Alcuni esempi: la spesa del Por – afferma Oliverio – è stata portata a 463 milioni di euro, «superiore a quella certificata negli anni precedenti».

La spesa complessiva relativa ai fondi comunitari, dunque, è passata ben presto «da 860 milioni a un miliardo e 131 milioni», sottolinea ancora il governatore. Ma, per andare avanti e massimizzare la spesa delle risorse dellUnione europea, è oltremodo urgente capire cos’è successo nel recente passato, «per non commettere di nuovo gli stessi errori».
Oliverio ribadisce la volontà di costituire task force tematiche, che dovranno continuamente interfacciarsi con il Piano approvato dalla commissione europea e fare tutto il possibile per accelerare la spesa e «ridurre accumulato negli anni».

Senza dimenticare la messa a regime dei controlli, per monitorare lo stato di avanzamento del programma. Tutto ciò, «ci consentirà – aggiunge il governatore – di avanzare previsioni più attendibili», con la possibilità «di guardare con minore sfiducia al futuro».
Ora l’obiettivo è «salvare il salvabile». Oliverio lo ripete più volte. Ma non dimentica di ribadire come la programmazione 2007-2013 abbia «segnato il punto più basso in relazione alla spesa dei fondi comunitari».

 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE
Non c’è da stare allegri nemmeno per quanto riguarda la nuova programmazione 2014-2020. Anche in questo caso – Oliverio lo rimarca con forza – la Regione aveva accumulato grandi ritardi. Lo sblocco del nuovo Por, ad esempio, è avvenuto solo lo scorso 18 dicembre scorso. Ma la programmazione del prossimo settennio subirà comunque rallentamenti pesanti: «I calabresi devono sapere che l’inefficienza del passato comporterà un ritardo di circa un anno nell’applicazione del Por 2014-2020.

I ritardi sul 2007-2013 hanno avuto un impatto negativo anche nel ciclo 2014-2020, a causa di una evidente incapacità gestionale».
I guasti ereditati influiranno anche sulla prossima programmazione. «Il nuovo fondo – prosegue il presidente – è inferiore a quanto inizialmente previsto, per una decurtazione di un miliardo e 190 milioni che peserà sull’economica calabrese per gli anni a venire». Ecco perché lo scopo della giunta, fin dai giorni successivi all’insediamento, è stato cercare di recuperare il più possibile risorse che sembravano perdute, anche grazie a un confronto continuo con il governo. «I danni ereditati dal passato – continua Oliverio – sono stati recuperati, ma solo in parte». Il governatore si riferisce alle risorse del fondo di rotazione, che ora concorreranno al fondo di coesione. «I fondi della nuova programmazione – osserva – potranno essere in parte recuperati grazie al fondo nazionale».

LE REAZIONI
La programmazione 2007-2013 «sta a cavallo di due amministrazioni diverse», risponde Fausto Orsomarso (Misto), nel tentativo di depotenziare le accuse di Oliverio alla giunta Scopelliti.

Nazzareno Salerno (Fi), invece, sposta il tiro e attribuisce la responsabilità dei ritardi ai “tecnici“: «Troppo spesso la politica trova un muro nella burocrazia regionale».
«La situazione sui fondi è gravissima», insiste Orlandino Greco (Oliverio presidente), secondo cui gli ex amministratori «devono trovare la forza per recitare un mea culpa». «La priorità adesso è rialzarsi e ripartire», taglia corto Giuseppe Graziano (Casa della libertà).

QUESTION TIME
C’è anche spazio per le questioni che riguardano più da vicino il tasso di democraticità del Consiglio. Il presidente dell’Astronave, Scalzo, nelle comunicazioni iniziali, ha infatti informato l’aula della volontà di «riprendere il “question time”. «Ne abbiamo parlato – ha detto – in Conferenza dei capigruppo per dare a questo strumento un ruolo e una rilevanza più importante rispetto al passato».

PARITÀ DI GENERE
Via libera all’unanimità a una mozione – presentata dall’unica presenza “rosa” in Consiglio, Flora Sculco – che impegna la giunta regionale a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per garantire la parità di genere in tutti gli organismi di governo della Regione.

Il provvedimento segue la recente modifica allo Statuto – che assicura la presenza di donne nella giunta regionale –, e spinge verso la costituzione in giudizio della Regione «ogni qual volta si ravvisi la violazione della legislazione vigente in tema di parità di genere».

La mozione prevede anche l’utilizzo di «ogni mezzo politico, amministrativo e istituzionale in capo a essa, per superare un impedimento che contrasta sia con lo spirito che con precisi articoli della Carta costituzionale».

Pietro Bellantoni

corcalabria

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Redazione

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