Rassegna stampa

Catanzaro, serve unità.

Bomber Corona non ha dubbi: «Non si può criticare chi in campo dà tutto».
da Il Quotidiano

CATANZARO ­ E’ stato perfezionato ieri mattina l’ingaggio a titolo definitivo del centrocampista Luca Pierotti, anticipato sabato sulle pagine del Quotidiano della Calabria. Classe ’77, arriva dalla Salernitana dove ha collezionato 10 presenze nella corrente stagione di serie B prima di rescindere il contratto che lo legava ad Aliberti. Pierotti è un esterno capace di stare sia a destra che a sinistra, un buon corridore che sa adattarsi a dovere nella manovra difensiva quanto in quella offensiva. Un piede destro naturale nato il 10 febbraio 1977 a Gubbio (Pg), alto 179 centimetri per 75 chili di peso. In carriera ha cominciato a fare sul serio a Casarano in C1, nel ’96, grazie a 11 presenze. Poi due presenze nel Cosenza, stagione 97/98, ancora in C1. La stagione successiva veste 29 volte la maglia rossonera del Castrovillari in C2, poi va a Sassuolo e gioca 22 partite. L’anno 2000 segna il suo passaggio alla Nocerina, dove resta un campionato e mezzo collezionando 45 presenze in totale. A gennaio del 2001, infatti, arriva la “promozione” tra i cadetti quando lo chiama la Salernitana, dove conterà 12 presenze fino a giugno. Altre 27 partite con la società campana nel campionato 2002/03, il resto è storia attuale. Luca Pierotti era nel mirino del prossimo avversario delle Aquile di Piero Braglia, ma alla fine ha scelto la piazza giallorosa. Questione di blasone e progetti, probabilmente.

UMILTA’ E UNITA’. Contro il Lanciano, dopo sette domeniche d’astinenza di cui una passata a casa per squalifica (Pesaro, guarda caso), è tornato al gol. A modo suo: destro al volo da posizione un po’ defilata nell’area avversaria, una botta quasi rasoterra e perfetta. Un capolavoro calcistico, per dirla meglio. Una rete scaccia-voci, perché qualche critica era pure partita all’indirizzo di Giorgio Corona. Più che critiche valutazioni poco inferiori alla ottima media voto che il bomber palermitano ha guadagnato gara dopo gara, dal suo arrivo a Catanzaro. Non solo con i gol, ma con uno spirito di sacrificio tattico raramente riscontrabile in un attaccante di razza. Perché Corona questo è diventato dopo stagioni di lusso a Giugliano, Campobasso e Brindisi, una caterva di gol e qualità tecniche che meriterebbero palcoscenici solitamente criptati dalla pay-tv. Un attaccante che se non fa gol soffre com’è logico, ma da qui a farne una malattia – quando capita ­ ci sta un mare in mezzo.
«Sono contento soprattutto perché con il mio gol è arrivata la vittoria, che è quello che conta di più. E’ normale che un attaccante abbia sempre voglia di far gol ­ spiega il popolare “Re Giorgio” ­ ma soprattutto ha voglia di vincere. Per cui è altrettanto normale che i gol vengano da soli». Corona chiarisce che non ha provato particolare fastidio leggendo, o ascoltando, le moltiplicate richieste (auspici?) di un suo rapido ritorno alla realizzazione. «Io sono uno che sopporta qualsiasi cosa. Mi dà fastidio ­ puntualizza ­ quando viene criticato un giocatore che fa di tutto per fare bene in campo, come è successo in passato con Mario Alfieri per la partita con il Chieti se non sbaglio. Sappiamo come ha giocato quella partita, ma lui è stato massacrato e questo non è giusto».

La puntualizzazione dell’attaccante diventa un chiaro invito all’ambiente, parola dopo parola: «Se dobbiamo raggiungere un obiettivo, bisogna andare tutti d’accordo, stampa, tifosi, società e calciatori». Senza unità si rischia il botto, insomma, ma serve anche altro per continuare a correre verso una primavera che potrebbe accogliere il Catanzaro in piena zona promozione. «Ma, promozioneÅ  ­ Corona tentenna qualche istante, poi decide di saldare i piedi per terra ­ dobbiamo raggiungere la salvezza, ci siamo vicini ma viviamo giornata dopo giornata cercando di ottenere il massimo. Naturalmente noi proveremo a vincere sempre, ma non sarà facile».
Giorgio Corona poi sottolinea che gli acquisti vanno bene, sono ottimi giocatori che daranno una mano alla conquista dell’obiettivo. Antonio Morello ha già mostrato il suo valore contro il Lanciano, aggiunge, e il discorso vale per gli altri. Inevitabile a questo punto, chiedere un parere sulla trasferta di Benevento. «Sarà una partita difficile. Però noi dobbiamo sicuramente cercare di migliorare il nostro passo fuori casa, cercare di ottenere dei risultati significativi. Quindi è necessario fare di tutto per vincere a Benevento, anche perché la vittoria manca ormai da parecchio».

OGGI AL CERAVOLO. La preparazione riprende alla 14, 30 di questo pomeriggio, sul terreno del più importante impianto sportivo catanzarese. Il gran freddo resiste, ma i giallorossi non si fanno intimidire pronti a riscaldare i muscoli per affrontare i sanniti col piglio giusto. A Benevento mancherà senza dubbio Giuseppe Zappella per scontare il turno di squalifica maturato durante la partita con gli abruzzesi di Puccica, ma in questi giorni c’è soprattutto da verificare la condizione di Mario Alfieri. Il regista del Catanzaro prosegue le terapie per smaltire l’infiammazione al plantare del piede sinistro, ma sembra evidente che il suo fondamentale contributo potrà tornare utile solo a guarigione completa.

Ivan Montesano

Autore

Paolo Spinoso

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