Intervistiamo

Ecco chi congiura contro Catanzaro: il Pdl ne è sicuro

Scritto da Redazione
La questione Campanella? Tutta colpa di una “lobby burocratica”

Non la corruzione, la malapolitica, la ‘ndrangheta. Non il clientelismo, l’incapacità, il nepotismo, la massoneria e neanche “Roma”.

È la “lobby burocratica” il nuovo nemico di Catanzaro. L’espressione l’ha usata ieri, a proposito della vicenda “Campanella”, l’assessore regionale Mimmo Tallini, a tutti gli effetti consacrato numero uno della politica catanzarese (sempre presente ormai ad ogni svolta che conti della città).

C’è una lobby burocratica, nemica della città, che vuole vanificare l’ottimo lavoro svolto dal Presidente Scopelliti per salvare e rilanciare la fondazione Campanella” sostiene Tallini, che come da suo costume non si tira indietro e fa nomi e cognomi. Quelli del sub-commissario per il piano di rientro dal debito sanitario Luigi D’Elia e del dirigente del piano di rientro Gianluca Scaffidi rei entrambi di avere organizzato un vero e proprio “vortice burocratico” letale. 

A ruota Sergio Abramo ha fatto sapere che “il sindaco di Catanzaro non resterà a guardare davanti allo spettacolo per nulla decoroso di una burocrazia che tratta la questione del Polo oncologico come una pratica degna neanche di un approfondimento”.

Non c’è dubbio che la burocrazia in Calabria e nella nostra città rappresenti un ulteriore ostacolo alla realizzazione di una comunità “normale”. Ma si tratta di un vero contropotere? E soprattutto, si tratta di un contropotere autononomo, che non risponde proprio a nessuno?

Ma non è la prima volta che in Calabria questo contropotere è chiamato in causa. Qualche tempo fa, a uno Scopelliti che dava la colpa del buco nel bilancio della sua Reggio a una dirigente del Comune, Riccardo Iacona, giornalista Rai, chiedeva soltanto: “Perché?”. Perché la dirigente in questione avrebbe dovuto falsificare il bilancio (consentendo per inciso all’amministrazione Scopelliti di operare in libertà, indebitandosi sempre di più) rischiando carriera e libertà personale?

In quell’occasione Scopelliti (c’è un video su Youtube della Rai a testimoniarlo) rispose semplicemente che “è costume di certa burocrazia operare in questo modo“.

A Catanzaro invece, in queste ore la risposta alla domanda di Iacona sarebbe leggermente diversa. Perché la lobby burocratica se la prende con la Campanella? Beh, sembra un gioco di parole ma il termine è ispirato ancora una volta dall’assessore Tallini: campanilismo.

I due burocrati accusati di “congiurare contro la città di Catanzaro” sono infatti cosentini. Cosenza contro Catanzaro. Tutto qua: come in una partita di calcio dei bei tempi.

E se fino a qualche giorno fa era Reggio a far paura. Se fino a qualche tempo fa era la nomina di Scopelliti a far tremare il sempre contestato capoluogo di Regione, ora è la burocrazia cosentina la minaccia. 

Mentre nel centrodestra il colpevole pare individuato, l’opposizione in Comune fa ciò che si sarebbe fatto trent’anni fa, quando ancora le casse dello Stato somigliavano alla borsetta della mamma. Il Pd incontra i lavoratori con Salvatore Scalzo in testa, chiede che si salvi il lavoro dei dipendenti, che si proteggano le famiglie coinvolte, vede il presidente della Campanella Falzea auspicando garanzie e coperture.

Insomma, nessuna idea dai giovani-vecchi del Pd cittadino da una parte. Teorie del complotto del Pdl (o il fu Pdl) dall’altra.

In mezzo un’altra mazzata per una Catanzaro in ginocchio.

Red

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