Azimut360: vogliamo un documento che smentisca la chiusura di Cardiochirurgia

“È poco incoraggiante osservare oggi la classe dirigente di questa regione speculare politicamente su qualsiasi questione mettendo gli interessi reali della cittadinanza sempre in secondo piano rispetto alle opportunità elettorali. La vicenda tanto discussa sulla Cardiochirurgia del policlinico ne è un esempio lampante. Un silenzio ingiustificato ed un letargo lunghissimo negli ultimi anni da parte di alcuni esponenti che adesso si risvegliano, spinti dall’impeto della campagna elettorale.Chiariamo subito alcuni aspetti. A nostro avviso lo spostamento o il distaccamento della Cardiochirurgia pubblica del policlinico universitario di Germaneto a Reggio Calabria ha pochissimo senso, sia sotto il profilo didattico sia sotto quello assistenziale. Occorre salvaguardare e potenziare la facoltà di Medicina di Catanzaro che in termini di offerta formativa ha necessità, non solo a salvaguardare la prestigiosa unità operativa cardiochirurgica, semmai a potenziarla, ad esempio fornendo alla stessa una terapia Intensiva dedicata, oggi assente. Oltretutto, in relazione a quanto riportato nei vari decreti, si andrebbero a istituire 20 posti letto a Reggio, considerata una succursale, quando la sede centrale di Catanzaro detiene allo stato attuale 10 posti letto. Un assurdo. Sotto il profilo assistenziale, occorre tenere in considerazione che il vasto territorio reggino è circondato da Cardiochirurgie: a nord, per l’appunto, dai presidi catanzaresi e a sud dalle due Cardiochirurgie di Messina e Catania. Per quanto riguarda il Centro Cuore di Reggio Calabria assistiamo oggi, a distanza di ben sei anni dall’attuazione, alle proteste dei medesimi personaggi che all’epoca dei fatti sedevano proprio in Consiglio Regionale e di cui non si ricorda alcun dissenso, alcuna interrogazione in merito. Vogliamo chiarire che la realizzazione di un Centro Cuore, se non dovesse essere trasferita o distaccata la Cardiochirurgia catanzarese,  non sarebbe affatto uno spreco, o addirittura, come qualcuno ha detto, un danno erariale. Nulla toglie che le stesse sale operatorie ed attrezzature possano essere destinate ad altre discipline specialistiche: pensiamo ad esempio ad un grosso centro di Chirurgia Vascolare, o ad una grande Neurochirurgia. Noi siamo dell’idea che occorre potenziare semmai la Cardiochirurgia del Policlinico di Germaneto dirottando la macchina cuore polmone, ora ubicata al Centro Cuore di Reggio e aprendo una seconda sala operatoria.Ribadiamo infine, solo per chiarezza informativa dinnanzi alla disinformazione professata da alcuni esponenti politici, che l’indice di una Cardiochirurgia ogni milione di abitanti non è riportato in alcun testo legislativo, ma è un atto di indirizzo del Sicch (Società italiana di Chirurgie Cardiaca) per nulla obbligatorio, se si pensa ad esempio che la sola regione Lombardia possiede più di venti Cardiochirurgie. In conclusione quindi chiediamo un atto formale da parte dell’Ufficio del Commissario alla Sanità che smentisca categoricamente il trasferimento (e quindi cancellazione completa) della Cardiochirurgia del Policlinico universitario di Germaneto, correggendo quindi il decreto 136/2011, mai smentito, che assegna 0 posti letto alla Unità Operativa catanzarese”.

Autore

Salvatore Ferragina

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