Intervistiamo

Asp: Mancuso denuncia Sergio Costanzo alla Procura della Repubblica

Il consigliere provinciale e comunale da tempo era in aperta polemica con il DG

Il Direttore Generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro dott. Gerardo Mancuso ha denunciato alla Procura della Repubblica il consigliere comunale Sergio Costanzo per notizie false rese a mezzo stampa. L’annuncio della denuncia è stato dato dal dg Mancuso a seguito dell’ennesima esternazione resa dal consigliere Costanzo.

“Vista l’ennesima esternazione a mezzo stampa del consigliere catanzarese – afferma il dg Mancuso – è bene che l’opinione pubblica sia messa a conoscenza che questa dirigenza ha denunciato alla Procura il consigliere già nel mese di settembre per notizie false e tendenziose rese a mezzo stampa, per tutta una serie di interventi che si sono succeduti nei mesi precedenti e che hanno riportato notizie tese solo a screditare in maniera preconcetta l’opera della Direzione Generale dell’Asp. L’ultimo articolo apparso sui quotidiani è anche esso impreciso e getta elementi di sospetto e di occultamento di attività che non sono proprie di questa Direzione. Proprio l’argomento relativo ai compensi ai dirigenti amministrativi evidenzia l’attenzione massima che l’Azienda ha posto in questi due anni per l’erogazione di somme che, per quanto elevate, sono frutto di norme e direttive regionali insindacabili”.

“Costanzo – prosegue Mancuso – evidentemente fa sfoggio di ignorare molte delle leggi che regolamentano l’attività pubblica, intervenendo su un argomento che è frutto di un’azione sottoscritta dal precedente direttore generale, ma che risulta insindacabile poiché riguarda argomenti di contrattazione decentrata con i lavoratori sottoscritta con i sindacati di categoria”.

“Il consigliere – sottolinea il direttore generale – evidentemente non sa che nella Pubblica amministrazione le leggi e le norme sottoscritte con le organizzazioni sindacali devono essere osservate, pena la denuncia per attività antisindacale. Il fondo economio che costituisce la base dell’erogazione nasce per indirizzi e norme che non posso essere ignorate e soprattutto che non possono essere cambiate autonomamente. Abbiamo sottoposto questo argomento, proprio per la contingenza delle somme, ad una analisi molto attenta, ma nonostante il nostro studio le somme sono state liquidate perché dovute, non perché le abbiamo “regalate”. Quindi se qualcuno vuole seminare dubbi evidentemente ha i carboni bagnati, così come ha interessi che probabilmente sono anche all’interno dell’Azienda e che noi non alimentiamo. Siamo quotidianamente seguiti da alcuni, e ciò ci fa piacere perché non abbiamo nulla da nascondere, che esportano notizie quando alcuni provvedimenti di singoli non sono accettati, quando le nostre determinazioni non sono in linea con i desideri delle lobby che sono all’interno dell’Azienda. Così la funzione di grillo parlante è a supporto delle parti”.
“Al Procuratore della Repubblica abbiamo già esplicitato le nostre considerazioni – evidenza Mancuso – e abbiamo anche presentato documenti che testimoniano come Costanzo sia preconcetto e divulghi notizie false a mezzo stampa. Sarà la Magistratura a decidere; noi siamo anche soggetti a Magistratura contabile e l’organo di controllo dell’Azienda sanitaria ha già liquidato positivamente la delibera relativa a questo argomento, sottoscrivendo la correttezza del provvedimento. Quindi anche gli organi di controllo, che Costanzo evidentemente non sa che sono obbligatori nella gestione di una amministrazione, soprattutto in materia economica, hanno confermato che le somme relative ai dirigenti sanitari sono dovute. Posso anche convenire con il fatto che siano eccessive, purtroppo la precedente gestione regionale ha disegnato i fondi della dirigenza amministrativa sovradimensionandoli, ma questa situazione può essere cambiata soltanto attraverso le norme e direttive Regionali”.


La nota di Costanzo che ha scatenato l’ira del DG Mancuso

“Può un direttore generale liquidare ad alcuni dirigenti più di un milione di euro del 2007, di fondi di risultato e produttività, con un semplice provvedimento amministrativo che sfugge ad ogni controllo e verifica? A noi sembra di no, ed è per questo che chiediamo una immediata verifica da parte degli organismi regionali preposti, ma anche l’acquisizione dei relaivi fascicoli da parte della Magistratura contabile. Il direttore generale Gerardo Mancuso, non soddisfatto di essersi fatto liquidare qualche mese fa una indennità per ferie non godute di 27.273, 95 euro, indennità poi rettificata, continua la sua “azione di risanamento” dei conti Asp, liquidando nell’arco di un anno, a numerosi dirigenti della ex As 7, decine di migliaia di euro ciascuno. Una vera e propria vincita al superenalotto che il dg, per non destare sospetti, ha assicurato a tanti dirigenti, attraverso la predisposizione di una serie di atti che si sono conclusi lo scorso mese di aprile. Ma veniamo ai fatti. Con delibera n. 444 del 23.3.2009 a firma dell’ex direttore generale Pietro Morabito, l’As n. 7, aveva proceduto alla ripartizione dell’indennità di risultato e della produttività per l’anno 2007. Con tale delibera ai dirigenti amministrativi e tecnici venivano riconosciute importanti somme che in alcuni casi erano arrivate fino a 40.000 euro. Successivamente, con delibera n. 257 del 15.2.2011, gestione Gerardo Mancuso, inspiegabilmente, per la dirigenza della ex As 7, vengono individuati dei residui per l’anno 2007. Anche in questo caso la somme assegnate, per alcuni dirigenti, superano i 40.000 euro. Nell’immediatezza, il direttore generale, accortosi che qualcosa non quadrava (oppure che tali somme potevano essere attenzionate da qualcuno), con delibera n. 332 del 21.2.2011, sospende l’efficacia della deliberazione n. 257 e successivamente, con deliberazione n. 1189 del 15.4.2011, l’annulla definitivamente. Sin qui tutto bene, direbbe qualcuno; se non si conoscesse il resto. Il 13 luglio 2011, infatti, il direttore generale Gerardo Mancuso compie il miracolo e con il provvedimento n. 1153 resuscita l’atto deliberativo 257 del 15.2.2011, precedentemente annullato. Con il suddetto provvedimento, che dopo aver richiamato tutti i passaggi precedenti parla di un “intervenuto accordo sindacale”, viene liquidato il 50% dell’intera somma attribuita nella delibera 257 e da ultimo, con delibera n. 986 del 24.4.2012, viene liquidato l’ulteriore 50%, attribuendo così, ad alcuni dirigenti amministrativi e tecnici, a chiusura del cerchio contabile, una retribuzione di risultato, per il solo anno 2007, per importi che in taluni casi superano gli 80.000 euro cadauno. Un bel risultato insomma, quasi il doppio dello stipendio annuo dei singoli dirigenti.

I nomi? Basta prendere gli allegati alle citate deliberazioni. Ecco comunque alcuni esempi: Procopio Carlo, ex dirigente Ufficio Gestione personale, totale percepito € 81.423,59; Donato Mario, attuale direttore di Ragioneria, da ieri trasferito presso gli uffici del Presidente Scopelliti, € 81.228,08; Francesco Francavilla, dirigente dell’Ufficio Patrimonio, € 65.650,63; Anna Muraca, Ufficio legale personale, € 55.019,91; Francesco Tropea, ex dirigente Ufficio acquisizione beni e servizi (in pensione, poi riassunto, ora di nuovo in pensione), € 41.811,09, Giuliana Giuffrè, attuale dirigente del servizio Acquisizione, € 43.181,78; Galati Rossella, dirigente dell’Ufficio Affari generali, € 41.233,78. Insomma, Gerardo Mancuso ha premiato, decine e decine di dirigenti con somme ingenti che per ben cinque anni non erano state liquidate, chissà per quale ragione, dai precedenti direttori generali. Tutto questo mentre i dipendenti del Comparto aspettavano l’attribuzione delle fasce stipendiali (circa 30 euro lordi mensili cadauno). Su questo modo di gestire la sanità pubblica chiediamo risposte convincenti al presidente del Consiglio regionale e al governatore Scopelliti, entrambi artefici della nomina di Gerardo Mancuso alla guida dell’Asp catanzarese. Alla Magistratura contabile chiediamo invece di verificare l’iter dell’intero procedimento che ha determinato l’attribuzione di tali ingenti somme”.


Autore

Salvatore Ferragina

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