Intervistiamo

Capellupo (Pd): 800 mila euro di risparmio sull’energia elettrica pubblica

Scritto da Redazione
L’appello al Sindaco: “perché la proposta che consente il risparmio è sottovalutata e chiusa nei cassetti a danno dei cittadini?”

È ormai noto che il Comune di Catanzaro ha seri problemi di carattere economico e proprio per questo il Sindaco ha deciso di alzare notevolmente le tasse e tagliare servizi essenziali come le mense e le politiche sociali. Ma forse una amministrazione attenta potrebbe, anzi dovrebbe, trovare delle forme alternative di risparmio, che gravano meno sui cittadini e sull’efficienza dei servizi, anche grazie a strumenti normativi nuovi. Questo dovrebbe fare una buona ed attenta amministrazione. E si può fare. Intendo sollecitare l’amministrazione con delle domande e presentare pubblicamente anche una proposta concreta  e immediata che farebbe risparmiare ai cittadini  circa 800mila euro all’anno.

Il Comune di Catanzaro paga annualmente allo storico del 2011  di energia elettrica, senza gara e al suo fornitore storico, circa 3milioni e 600mila euro di consumo così distribuito: 350mila per il depuratore, 1milione e 200mila per i fabbricati comunali, 80mila per le lampade votive, 2milioni per l’illuminazione pubblica ed il tutto lo ribadisco avviene senza gara e quindi senza beneficiare di prezzi più bassi che porterebbero la concorrenza e la liberalizzazioni come avviene nel resto d’Italia. Perché il Comune di Catanzaro non ha fatto e non fa un bando di gara per le generalità della fornitura? Perché Sindaco preferisce non risparmiare?

Ma non finisce qui. Il Costo di circa 2milioni di euro dell’illuminazione pubblica sale a 2milioni e 200mila euro all’anno se si aggiunge la spesa per la manutenzione, solo questa ultima lo ricordo sottoposta a gara pubblica. Ebbene nei cassetti dell’amministrazione giace dall’inizio dell’insediamento Abramo una proposta conforme alla legge e seria ma evidentemente sottovalutata.

Mi spiego meglio: con la spending review sono state apportate una serie di importanti misure volte all’eliminazione degli sprechi e delle inefficienze  nel pubblico ed in particolare il testo di legge fa riferimento, per razionalizzare e contenere la spesa, alle sinergie tra le centrali di committenza regionali e la Consip (centrale acquisti della pubblica amministrazione con socio unico il Ministero dell’economia e delle finanze). Uno tra gli interventi più incisivi appunto volto a contribuire alla riduzione della spesa pubblica è la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi nelle pubbliche amministrazioni ed il ricorso al c.d. sistema Consip,. diviene obbligatorio se si pensa che nella L. 23 dicembre 1999 n. 488 art. 26 comma 3“…contratti stipulati in violazione dell’art. 26 comma 3, sopra citato, e in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa”. Ed uno dei campi di applicazioni del Consip è proprio quello della energia elettrica per la pubblica illuminazione. Oltretutto nei casi di non adesione alla convenzione Consip o di non applicazione delle condizioni in essa previste si configura il danno erariale nella misura della differenza tra il prezzo indicato negli strumenti di acquisto Consip. E questo è un rischio che oggi concretamente potrebbe correre il Comune di Catanzaro.

Insomma attraverso il ricorso a Consip si fornirebbe la gestione integrata di energia e manutenzione con un costo stimato intorno a 1milione 400mila euro a fronte dei 2milioni e 200mila attuali. Un risparmio di circa 800mila euro. A questo è da aggiungere che in base al piano di affidamento del servizio scelto dall’Ente possono essere previsti a costo zero investimenti sulla rete a carico del gestore privato e finanziamenti a tassa zero per lo stesso Comune. Mica poco dato le attuali condizioni economiche, ma l’Amministrazione pare stia snobbando questa proposta. Perché?

Si badi bene che proprio in ragione della legge e della convenienza moltissimi comuni per abbattere le spese del consumo di energia elettrica nell’illuminazione pubblica stanno aderendo alla proposta di Consip, solo in Calabria lo hanno già fatto: Cosenza, Lamezia Terme, Rende, Corigliano, cassano, Castrovillari, Paola, Cittannova, Simeri Crichi, Tiriolo, per citarne alcuni.

Perché l’Amministrazione non aderisce al servizio? Perché decide di non risparmiare? Perché decide di incorrere in un possibile danno erariale? Quali proposte ha l’Amministrazione sul risparmio nella pubblica illuminazione?

L’Amministrazione apra i suoi cassetti: questa è buona amministrazione a vantaggio solo e finalmente dei cittadini catanzaresi.

 

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