Asp Catanzaro, un campo scuola per i ragazzi diabetici

 

Partirà fra qualche giorno l’iniziativa rivolta ai giovani diabetici della Calabria, realizzata con il contributo della rete pediatrica regionale, grazie al finanziamento della Regione Calabria. Dal 26 agosto al 2 settembre 2012 si svolgerà, infatti, il primo campo scuola regionale per trenta ragazzi e adolescenti con diabete mellito, di età compresa tra i 11 e i 17 anni, seguiti nei centri di diabetologia pediatrica. Dei trenta giovani iscritti al campo scuola quattro sono lametini e per la prima volta saranno lontani dalle loro famiglie.

Il progetto, presentato dall’Asp di Reggio Calabria in collaborazione con il Centro di diabetologia pediatrica dell’ospedale di Locri, prevede la realizzazione di campi scuola e week-end educativi nel triennio 2012-2014, programmati con il contributo dello staff composto dai responsabili della rete pediatrica regionale, di cui fanno anche parte il Dott. Ernesto Saullo, primario del reparto di pediatria di Lamezia Terme, la Dott.ssa Mimma Caloiero, la Dott.ssa Loredana Costantino e le infermiere Marialuisa Verso e Diana Puglise, tutte componenti dell’U.O. Pediatria dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. In particolare il reparto di Pediatria del nosocomio lametino, che è il Centro di riferimento Regionale per la cura del diabete giovanile, ha ospitato tutte le riunioni organizzative dell’evento.

Il percorso educativo-terapeutico consentirà di offrire gratuitamente ai ragazzi calabresi con diabete l’opportunità di un soggiorno residenziale presso l’Hotel Parco dei Principi di Scalea (CS), durante il quale verrà condiviso con l’equipe medica un percorso educativo-terapeutico che rientra ormai a pieno titolo nella terapia ottimale del diabete al pari della somministrazione di insulina, della dieta, dell’autocontrollo e della prevenzione delle complicanze.

Il Direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Dott. Prof. Gerardo Mancuso, ritiene “molto importante per i giovani essere responsabili del proprio diabete, imparare a conoscerlo ed a conviverci. E’ alle soglie dell’adolescenza che il ragazzo ha la necessità di approfondire le sue conoscenze sul diabete, per rendersi autonomo ed affrontare esperienze al di fuori della famiglia. Inoltre – dice ancora Mancuso – la continua presenza nel campo scuola del medico, della dietista e dello psicologo farà sì che ogni occasione possa diventare motivo di confronto e di apprendimento, ed il ragazzo avrà una risposta competente ad ogni sua domanda”.       

“Il campo scuola formativo – ha spiegato il primario Ernesto Saullo – servirà ai ragazzi per cominciare a sapersi gestire nella vita di tutti giorni e convivere con il diabete, in modo da gestire al meglio la loro salute, e poter acquisire autonomia gestionale nelle corretta alimentazione e nella gestione dei valori glicemici in modo regolare. Verranno utilizzati strumenti ludici e attività sportive per far comprendere al bambino l’importanza della corretta alimentazione e correggere dopo un attento studio le cattive abitudini alimentari ed indirizzare il ragazzo verso un comportamento alimentare corretto”.

I medici e gli operatori coinvolti metteranno in campo la propria esperienza e capacità per aiutare i ragazzi diabetici, dei quali saranno monitorati i valori glicemici. Il team educativo è costituito da personale sanitario con specifica formazione in ambito diabetologico, che prenderà parte al soggiorno educativo-terapeutico, garantirà le occasioni di confronto e di apprendimento per migliorare e approfondire le conoscenze sul diabete e rafforzare le motivazioni. Per l’occasione sono stati realizzati dei gadget personalizzati che saranno distribuiti ai bambini con un kit che comprende capellino, zainetto, penne, quaderni e colori che verranno utilizzati durante le attività.

Per il coordinatore della Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese, Dott. Francesco Mammì, “nel trattamento del diabete in età pediatrica, condizione che accompagna la persona per tutta la vita, è di fondamentale importanza far acquisire al paziente la consapevolezza che la cura della malattia è, in buona parte, nelle sue stesse mani, Questo processo, che prende il nome di “educazione terapeutica’; rappresenta oggi l’aspetto più innovativo della cura. In questo contesto il Campo scuola é un’esperienza importante, non solo educativa ma anche formativa per il confronto continuo con altri ragazzi che condividono lo stesso problema e per la disponibilità del personale medico e non medico presente ad ascoltare, correggere, consigliare. Attraverso l’esperienza del campo scuola i ragazzi ed i giovani con diabete possono acquisire maggiore consapevolezza della “propria” condizione e possono essere aiutati a diventare i veri protagonisti nella gestione dei problemi quotidiani”.

 

Autore

Salvatore Ferragina

Scrivi un commento