Intervistiamo

Sospetti sul voto, Scalzo torna oggi in Procura

Il prefetto Reppucci ribadisce: l’intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali

Una domenica d’attesa, cercando di capire cos’è successo e cosa può ancora accadere. Il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali disposto dalla Procura ha avuto l’effetto di uno tsunami riportando il “caso Catanzaro” alla ribalta nazionale: il centrosinistra parla di «conferma delle denunce già rese pubbliche», il centrodestra vuole sgombrare il capo da eventuali macchie sull’elezione del sindaco Sergio Abramo, chi sta in mezzo aspetta gli sviluppi ricordando comunque la portata di un evento come il sequestro probatorio d’urgenza.
Stamattina Salvatore Scalzo tornerà in Procura dov’è stato già ascoltato come persona informata sui fatti; il candidato sindaco del centrosinistra consegnerà probabilmente il dossier che avrebbe messo in piedi negli ultimi giorni segnalando una serie di presunte irregolarità connesse al voto di domenica e lunedì scorso, ma l’incontro con il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo potrebbe rappresentare anche l’occasione per fare il punto della situazione a 360 gradi. Non è da escludere che già nelle prossime ore il Pd, principale partito della coalizione di centrosinistra, proceda con la nomina formale di un collegio di legali ai quali affidare l’incarico di seguire l’evolversi della situazione passo dopo passo. Le riunioni tra Scalzo e i maggiorenti locali del Partito democratico si susseguono; ieri pomeriggio si è tenuta l’ultima per analizzare lo scenario e, pare, definire dossier per la Procura e ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Si pensa fra l’altro ad organizzare una manifestazione pubblica, che potrebbe tenersi già giovedì.
Effettuato sabato dalla Polizia, il sequestro disposto dal pm Gerardo Dominijanni dovrebbe essere sottoposto già oggi a convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. Certamente l’intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali: questo passaggio è stato sottolineato sabato da fonti della Procura e ribadito ieri dal prefetto Antonio Reppucci. «Sono due cose distinte e separate», ha spiegato Reppucci chiarendo che «se ci sono reati saranno perseguiti dalla Magistratura, ma comunque l’iter delle elezioni va avanti».
Fonti della Prefettura ritengono indispensabile un chiarimento in questo senso, anche alla luce delle ipotesi (giudicate quantomeno «fantasiose») che si starebbero inseguendo «ormai da alcuni giorni»: già proclamato il sindaco, a breve saranno completate le verifiche sui verbali (il sequestro riguarda solo le schede) e si procederà con l’ufficializzazione della nuova composizione del Consiglio comunale. Spetterà poi alla Giustizia penale e amministrativa fare il proprio corso, anche perché è già scontato che Scalzo ed il centrosinistra ricorreranno al Tar.
Del “caso Catanzaro” si parla tanto anche al Ministero dell’Interno. Il ministro Cancellieri è destinatario di alcune interpellanze parlamentari già depositate, ed altre dovrebbero seguire nei prossimi giorni. Inevitabili i contatti con la Prefettura, che fa da stantuffo nei rapporti con il territorio.
Nel frattempo l’attività degli inquirenti – e soprattutto degli agenti della Digos diretti da Marinella Giordano – continua a tamburo battente. Portate in Questura le schede sequestrate, continuano le verifiche parallele su un’ipotesi di compravendita di vendita di voti che avrebbe portato già a due iscrizioni nel registro degli indagati. Proprio nell’ambito di questo fascicolo aperto su segnalazione della Digos, nel quale sarebbero poi confluiti gli elementi forniti da Scalzo, sarebbe stato effettuato il sequestro del materiale elettorale.

 

Fonte:Gazzetta del Sud – Giuseppe Lo Re

Autore

Salvatore Ferragina

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