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Quando la coscienza non esiste

L’analisi tattica, e non solo, di Acireale-Catanzaro

di
Massimiliano
Raffaele

CATANZARO
– Le statistiche parlano chiaro. Negli ultimi tre precedenti, compreso
quello di oggi, Acireale- Catanzaro è sempre terminata a reti bianche;
un tabù per entrambe le squadre forse, ma sicuramente un risultato che
almeno oggi può considerarsi giusto e positivo per i giallorossi.
I lettori abbiano un po’ di clemenza e di comprensione per quello che
mi propongo di scrivere, ma purtroppo (o forse per fortuna) la mia mano oggi
(e ovviamente la mia testa) preferisce trattare argomenti che vanno ben oltre
la semplice analisi tattica del match.
Anzi, spenderò solo poche parole per commentare pregi e difetti dei calciatori
di casa nostra in campo oggi al “Tupparelloâ€.
Punto uno: Massimo Campo. Per la prima volta viene schierato da titolare nella
speranza di rimediare all’opaca serie di prestazioni della nostra “perla
nera†brasiliana. L’esperimento riesce solo a metà, complice
anche la buona organizzazione difensiva della squadra granata, tant’è
che nel secondo tempo lo stesso Campo sarà sostituito proprio da Toledo.
Punto due: Tommaso Folino. Pochi minuti per il grande Tommy ma la sua grinta
si è potuta notare già al primo pallone toccato. Il ragazzo ha
dimostrato di poter essere più che utile alla causa, ora dipenderà
da mister Braglia ritagliargli una buona parte di spazio durante il campionato.
Punto tre: Fabrizio Ferrigno. In caduta libera. Basta questo per sottolineare
come il buon Fabrizio non riesca più ad essere incisivo e pericoloso.
L’augurio è quello che sia un momento-no giunto già al termine,
altrimenti saranno obbligatoriamente necessarie delle elezioni per eleggere
un nuovo “sindaco†della corsia di sinistra.
Queste poche righe dovrebbero bastare per saziare gli affamati di critica giallorosa.
È ben più importante, invece, focalizzare l’attenzione su
quanto avvenuto prima, durante e dopo la gara di Acireale, a partire dall’organizzazione
degli ingressi allo stadio per terminare con gli scontri avvenuti dopo il triplice
fischio.
La prima tirata d’orecchie va a chi ha studiato la sistemazione dei tifosi
di entrambe le fazioni. La lezione dell’8 giugno scorso non è servita
a nessuno. Ancora una volta le forze dell’ordine locali hanno permesso
al piccolo gruppetto della Curva Nord acese di rimanere nelle gradinate adiacenti
al settore ospiti, questa volta però c’è di più.
I responsabili organizzativi, infatti, avevano ordinato agli ultras delle Aquile
di sistemarsi nel settore non a contatto con la tifoseria granata, e invitando,
invece, le famiglie giunte da Catanzaro a sistemarsi in condominio con i tifosi
dell’Acireale. Una pazzia.
Una decisione che sarebbe stata davvero
sbagliata e che avrebbe accanito l’inspiegabile rabbia dei pochi tifosi
della Curva Nord, contro i tanti gruppi formati da mamma, papà e figli
al seguito. Fortunatamente l’insistenza dei nostri ha avuto la meglio
sullo scarso ragionamento impostato da quelle parti. Come da copione si susseguono
lanci di petardi e bottigliette, ma questi anche se non preventivati possono
sempre accadere nel brutto mondo della violenza calcistica di oggi.
Quello che invece nessuno avrebbe mai messo in conto è quanto accaduto
nel parcheggio dello stadio (o forse campo sportivo, il nome è più
adatto) “Tupparelloâ€.
Un branco di tifosi granata inizia un fitto lancio di pietre contro le auto
e gli autobus parcheggiati nella zona che dovevano proteggere Polizia e Carabinieri.
Quando i danni si fanno pesanti le due tifoserie vengono inevitabilmente a contatto.
Nessuno interviene se non per dare qualche manganellata di troppo ai supporter
giallorossi (ovviamente!).
Passano 100 minuti prima che le forze dell’ordine diano il via per lo
sgombero del parcheggio. La motivazione: il tempo necessario per organizzare
un cordone di veicoli di scorta e soprattutto di rendere sicuro il tragitto.
Favole! Soltanto favole!
Dopo la prima curva il filone di autoveicoli che trasportano i tifosi giallorossi
viene preso d’assalto da pietre e oggetti vari che arrivano da ogni parte.
Le forze dell’ordine non intervengono e si rischia davvero tanto. Il resto
è meglio non raccontarlo proprio, basta aggiungere soltanto che i sassi
raggiungono anche l’autobus gran turismo dell’Us Catanzaro distruggendo
il parabrezza e due finestrini.
Ci sono molte persone responsabili di questo che dovrebbero farsi un lungo e
profondo esame di coscienza. Prima di tutto potrebbe essere necessario
rivedere le leggi anti-violenza approvate recentemente.

Con l’arresto in flagrante differito, infatti, le forze dell’ordine
non sono obbligate ad intervenire subito e questo non è di certo un fattore
positivo.
C’è poi una cosa che è davvero strana… Per evitare
questi scontri, perché si fa defluire prima la tifoseria locale e poi
quella ospite? Non sarebbe più intelligente e meno rischioso fare il
contrario? Difficile rispondere? Mah…

Autore

Massimiliano Raffaele

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