Intervistiamo

Ferrovie: USB Calabria, 2012 di svendita del patrimonio o rafforzamento delle strutture

La notizia che la Regione Calabria ha siglato il verbale di trasferimento dallo Stato degli impianti e delle infrastrutture di Ferrovie della Calabria S.r.l. e di alienarne quelli che non sono strumentali all’esercizio per fare cassa, ci conferma quale era il vero interesse sulla società di trasporto pubblico. – È quanto si legge in un comunicato stampa di USB trasporti Regione Calabria – Questo governo regionale si è guardato bene, invece, di acquisire la società Ferrovie della Calabria S.r.l., a titolo gratuito oltretutto, mentre si sono alla fine impossessati del suo patrimonio. Certo, lo hanno fatto perché la legge glielo ha permesso, ma quello che ci sgomenta è che vanno dichiarando che la vendita dell’enorme patrimonio infrastrutturale non essenziale all’esercizio ferroviario, servirà per fornire nuovi servizi alla popolazione calabrese. Però, noi ci chiediamo: non è che nel dire questa mezza verità intendevano dire per “servizi ai calabresi” tutto tranne che i servizi ferroviari ed automobilistici di FdC? Ma come? Queste risorse non dovrebbero servire a migliorare il tracciato ferroviario Cosenza-Catanzaro che fa acqua da tutte le parti? Non potrebbero servire ad ammodernare e riaprire le ferrovie taurensi e a ridare dignità e lavoro a tanti lavoratori, con le loro famiglie, che là prestavano servizio? Non dovrebbero servire a riaprire e ammodernare il tracciato silano che ha enormi potenzialità turistiche? Non dovrebbero servire ad acquistare nuovi rotabili ferroviari ed automobilistici? Non dovrebbero servire a rendere di qualità i servizi resi da FdC?

Ed allora – si legge ancora nel comunicato – alcune domande ci dovrebbero sorgere spontanee:Ma i debiti che la Regione Calabria ha con Ferrovie della Calabria, come pensa di onorarli? Con la vendita dei suoi beni? Ma la crisi che sta avendo la società Ferrovie della Calabria non l’hanno aperta loro con l’annullamento della famosa delibera? Ma la società Ferrovie della Calabria allora aveva delle enormi potenzialità se gli venivano riconosciuti i crediti e gli avessero fatto alienare i beni reinvestendo il ricavato? E se c’erano tante risorse perché i dipendenti sono stati costretti ad un ridimensionamento dello stipendio e a un inasprimento delle condizioni di lavoro specialmente per il personale viaggiante? A questo punto Invitiamo tutte le sigle sindacali presenti in azienda (quelle del governo istituzionale e quelle di opposizione) e i partiti politici che sono all’opposizione alla Regione Calabria, di vigilare affinché non venga svenduto questo patrimonio, che appartiene innanzitutto a quella popolazione di Calabresi e di utenza di Ferrovie della Calabria che soffrono e che hanno sofferto di mancanza di infrastrutture di trasporto e di rotabili, come dimostrato purtroppo dalla ricorrenza del 50° anniversario del disastro della fiumarella. Proviamo a rispondere a queste domande, e se troveremo una risposta forse potremo cominciare davvero un anno nuovo”.

Autore

Salvatore Ferragina

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