Avversario di turno

Col Campobasso sfida ad alta quota

Due trasferte consecutive attendono Mengoni & Co, domani ospiti dei molisani

CAMPOBASSO – Gloriosa è antica è la storia del Campobasso Calcio che dopo Perugia e Catanzaro, ed al pari dell’Aquila è sicuramente la più blasonata del girone meridionale di seconda divisione. Una squadra di calcio che nasce nell’immediatezza del primo dopoguerra, ma che non riesce a guadagnare la ribalta dei campionati professionistici fino alla stagione 1974/75 quando con pieno merito conquisterà sul campo la prima promozione in serie “C”. Da allora 7 stagioni in serie C1 e addirittura 5 in serie “B” con il miglior piazzamento ottenuto nella stagione agonistica 1983/1984; nel campionato cadetto a 20 squadre il Campobasso arrivò quinto a pari merito con altre 2 formazioni ad appena 5 punti di distacco dalla Cremonese che con i suoi 45 punti conquisterà come terza classificata la massima serie. La storia recente dei Molisani racconta l’ennesima rinascita nella stagione 2002-2003 e di una sola partecipazione (a parte quella in corso) nel campionato di seconda divisione. Un po’ poco per una città che rappresenta una regione intera e che fatica a dare libero sfogo ad una realtà calcistica cittadina e palcoscenici migliori ad una tifoseria sicuramente meritevole.

L’ALLENATORE – Vecchia conoscenza giallorossa, l’attuale allenatore dei “lupi” rossoblù, (No ! Non è il nostro derby, ma poco ci manca) Nicola Provenza. Un grande uomo prima di essere un discreto mister, che in Calabria ha vissuto sulla panchina del Catanzaro una sola annata sportiva, ma intensa, culminata con la “solita” sconfitta ai play-off dopo aver guidato egregiamente per ampi tratti della stagione, una squadra arrivata stanca e demotivata (dai soliti problemi societari) all’epilogo che tutti ben conosciamo. Un allenatore di categoria esperto il Dott. Nicola Provenza da Salerno che ha guidato in serie “C” oltre alle “Aquile” anche il Gela, la Vigor Lamezia, la Nocerina, oltre alla “sua” Salernitana.

LA SQUADRA – Sicuramente l’acquisto eccellente è legato alla scelta del Mister, garanzia per le squadre in cerca di rilancio. In campo la riconferma di Balistreri, arrivato in Molise lo scorso gennaio (autore di una doppietta nell’ultimo turno) e l’arrivo dell’esperto centrocampista Quadri, sembrano in effetti poca cosa rispetto agli investimenti importanti di altre compagini del girone. Ma spesso i migliori risultati si ottengono con la buona amalgama del gruppo piuttosto che con le qualità dei singoli. Questo, Provenza, lo sa benissimo e nessuno più di lui sa fare di necessità, virtù. Altro tassello, fortemente voluto dal tecnico è quello del giovane D’Anna, già con lui a Gela la scorsa stagione.

LO STADIO – Le partite del Campobasso si giocano dal febbraio 1985 al Nuovo Romagnoli, detto anche Selvapiana (dal nome della contrada su cui sorge). Nato per ospitare 25.000 spettatori, oggi ha una capienza ridotta a 4.000 unità legata ovviamente alle nuove norme di sicurezza nell’ambito degli impianti sportivi. I più acuti osservatori noteranno la somiglianza con lo Stadio di Benevento, in effetti lo stadio comunale di Campobasso, nasce sfruttando la quasi totalità del progetto relativo all’ex Santa Colomba (oggi ribattezzato Ciro Vigorito), “partorito” dal compianto imprenditore edile Costantino Rozzi, che gli sportivi ricorderanno come vulcanico presidente dell’ Ascoli Calcio.

CURIOSITA’ – La Polisportiva Nuovo Campobasso Calcio è in realtà il quarto tentativo molisano di dare seguito al calcio nel capoluogo. La prima gloriosa società nata nel 1919 si chiamava Unione Sportiva Campobasso, con questa denominazione la città molisana raggiungerà il culmine sportivo. Nel 1990 primo fallimento e ripartenza dal campionato di prima categoria dopo aver acquisito il titolo dell’ AS Fiamma Folgore. Dopo appena sei anni di attività nuovo fallimento e nuova ripartenza, questa volta dall’eccellenza molisana con la denominazione Associazione Calcio Campobasso. E’ beffando il destino che ancora una volta dopo sei anni vissuti tra l’interregionale e la serie C2, culmina con l’ennesimo fallimento e l’immediata rinascita dell’attuale Polisportiva Nuovo Campobasso Calcio che riparte anch’essa dall’eccellenza. Qualche stagione in lega nazionale dilettanti e oggi nuovamente nel calcio professionistico con tanti problemi legati alla solidità finanziaria, ma con una squadra ed una tifoseria pronta a battersi fino allo strenuo per la conquista di traguardi importanti.

PRECEDENTI – Sono cinque i confronti giocati finora tra Campobasso e Catanzaro, e così come a Perugia, anche da queste parti i Calabresi non sono mai riusciti a vincere. Il primo incontro risale al 30 ottobre 1983, nella serie cadetta e per l’occasione i rossoblù si imposero per 2-1. Altro scontro la stagione successiva sempre in serie “B” e nuova vittoria del Campobasso, questa volta per 1-0. Da questo momento in poi altre tre sfide al “Nuovo Romagnoli”, un pareggio per 1-1 (nella stagione in cui entrambe le squadre arriveranno ai play-off e verranno battute dal Sora, molisani in semifinale, giallorossi in finale), ed altre due sconfitte per il Catanzaro, l’ultima delle quali la scorsa stagione. 

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) – Iuliano; Modica, Esposito, Altobello, Scudieri; Quadri, Todino, Forgione; Balistreri, Cenciarelli, Giannattasio. All.: Nicola Provenza.

Massimo Saverino

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Massimo Saverino

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