Rumori Mediterranei: l’omaggio a Scott LaFaro, genio del contrabbasso

Un convegno e un concerto il 17 agosto a Roccella per ricordare le origini calabresi del grande musicista

Solito ricchissimo programma di concerti per il Festival del Jazz “Rumori Mediterranei”, in programma dal 12 al 20 agosto fra Reggio e la Locride, oltre alla tradizionale sede conclusiva di Roccella Jonica. Tutti eventi di pregio fra cui spiccano le presenze di Al Di Meola, Danilo Rea, Ahmad Jamal, Nicola Piovani, Eddie Gomez, Roberta Gambarini Jacques Morlenbaum, Dado Moroni e molti altri. Ma quest’anno il festival offrirà un particolare ricordo di un grande musicista scomparso, vero titano del jazz nonostante la sua giovane età. Ricorre, infatti, il cinquantenario della morte del contrabbassista Rocco meglio conosciuto come “Scott” LaFaro, un geniale innovatore che lasciato un segno indelebile nella storia della musica afroamericana, un iconoclasta che ha rivoluzionato il modo di suonare il contrabbasso e la funzione di questo strumento all’interno di una ristretta formazione jazzistica.

LaFaro scomparve esattamente cinquant’anni fa, la notte del  6 luglio 1961, in un incidente stradale nei pressi di Long Island (New York), dove lo attendeva la sua compagna Gloria. Accadde due giorni dopo aver suonato con Stan Getz al festival jazz di Newport. Scott aveva solo 25 anni (era nato a Irvington, New Jersey, il 3 aprile 1936) ma il suo prestigio e la sua fama nel panorama jazzistico internazionale erano già di fama immensa. Per il mondo del jazz fu uno shock. Bill Evans, il leader del celebre trio di cui faceva parte insieme a Paul Motian, a seguito di questa tragedia non riuscì a suonare per circa sei mesi.

La riscoperta e la valorizzazione adeguata di Scott è diventata un obiettivo di ”Rumori Mediterranei”.  “Il Festival del Jazz di Roccella, infatti, non si occupa soltanto della promozione di concerti – ribadisce il coordinatore Vincenzo Staiano, che si è molto prodigato in questa vicenda fino a scoprirne l’origine – ma è caratterizzato anche  da una continua attività di ricerca che nel passato gli ha consentito di conseguire risultati importanti grazie al supporto dell’Associazione Culturale Jonica. Uno dei risultati più recenti è proprio la scoperta delle origini calabresi e specificamente sidernesi di LaFaro. Il Festival si anche è adoperato sul piano mediatico per mettere questo grande musicista al centro dell’attenzione nazionale. Certamente la scoperta delle radici joniche di Scott può dare un’idea di quali ricadute culturali sul territorio sia capace il Festival.”

Di fatto, la rivelazione sulle sue origini calabresi  la si deve alla sorella Helene LaFaro-Fernandez che nel 2009 ha pubblicato la sua biografia: “Jade Visions – The Life and Music of Scott LaFaro”. In questa biografia non si fa menzione della città calabrese d’origine dei suoi parenti. “Ho avuto direttamente dalla stessa Helene LaFaro-Fernandez, la conferma del dato che i nonni paterni di Scott e suoi erano originari di Siderno Marina – riprende Staiano. Mi ha raccontato che erano emigrati dalla Calabria negli Stati Uniti verso la fine dell’ottocento”. La grande statura del musicista italo-americano e le sue origini sidernesi hanno spinto la direzione del Festival a organizzare due eventi mirati a celebrarne la figura nell’ambito della 31 edizione di “Rumori Mediterranei”.

 Il primo evento, il 17 agosto mattina, sarà un convegno su “Scott  La Faro e il contributo degli italiani alle origini del jazz” con la partecipazione di Francesco Martinelli (il primo a segnalare a Paolo Damiani, direttore artistico del Festival, le origini sidernesi di Scott LaFaro), Vincenzo Caporaletti, Eddie Gomez e, probabilmente, la stessa Helene LaFaro – Fernandez. Il secondo evento, la sera dello stesso giorno al Teatro al Castello di Roccella, sarà un “Omaggio a Scott LaFaro” con un concerto dell’Eddie Gomez Usa Quartet, con Stefan Karlsson al pianoforte, Eddie Gomez al contrabbasso, Ambrose Akinmusire alla tromba e Nasheet  Waits alla batteria. 

Red

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Redazione

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