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Pillole ultras

Scritto da Paolo Spinoso

L’Unione Europea contro i tifosi violenti: stadi vietati in tutto il continente. Il derby della capitale visto dalle due curve. “Le coreografie più belle” continua il suo viaggio in Francia.

Tempi duri per gli hooligan: i Quindici hanno trovato un accordo politico sull’estensione
a tutti gli stadi europei del divieto d’accesso per i tifosi violenti. Il sigillo
finale dei ministri Ue è slittato al 27 novembre, a causa di una riserva
di natura formale posta dalla Gran Bretagna, ma il contenuto della risoluzione
ha già raccolto il favore unanime dei Quindici.
Le misure individuate renderanno gli stadi europei off limits ai tifosi violenti
già schedati e banditi dagli impianti sportivi nei loro paesi di origine,
e garantiranno uno svolgimento più sicuro degli incontri internazionali.
La risoluzione prevede che gli Stati membri introducano “un meccanismo
per interdire l’accesso agli stadi in cui sono in programma competizioni calcistiche,
ai soggetti già resisi responsabili di fatti di violenza in occasione
d’incontri calcistici”. I paesi che ospitano gli incontri potranno così
sbarrare le porte degli impianti sportivi ai tifosi violenti, identificati grazie
ad un sistema di punti nazionali d’informazione sul calcio operativo dal 2002.
Il testo prevede che le autorità dei paesi organizzatori ricevano dalle
forze dell’ordine degli altri stati membri “le informazioni dettagliate
sui provvedimenti di divieto d’accesso emanati in ambito nazionale”. I
punti nazionali permetteranno alle polizie di scambiarsi informazioni sugli
spostamenti delle persone responsabili d’incidenti negli stadi e già
interdette in altri paesi dell’Unione. Tali informazioni potranno essere utilizzate
“per vietare ai destinatari di provvedimenti emessi da altri paesi l’accesso
allo stadio sede della competizione”, oppure per adottare “altre misure
appropriate al mantenimento dell’ordine pubblico”.

Domenica scorsa si è giocato uno dei derby italiani più spettacolari
e sentiti. Per due intere settimane (quella che precede l’evento e quella che
lo succede) per le strade, nei negozi, negli uffici, nei bar non si parla d’altro;
le scommesse tra amici di “fede” diversa si sprecano, così
come gli sfottò che si scambieranno per novanta minuti di fila. Proprio
questi ultimi saranno i veri protagonisti del derby, lo spettacolo infatti è
nei cori e negli striscioni che le due curve si dedicano da quando mettono piede
nel rispettivo settore, fino alle famigerate ed attesissime coreografie che
arrivano puntuali come sempre. La coreografia iniziale della curva Sud si presenta
esponendo un grande stendardo che raffigura la caricatura di un tifoso laziale
con la maglia numero 12 che sta ad indicare il dodicesimo tifoso in campo. Ai
lati, disegni di banconote. Sotto, la scritta, “ve pagamo, non scappate”.
Pronta la risposta della Nord, evidentemente figlia della classica spiata: “prima,
pagate i buffi”. La coreografia laziale va sul nostalgico: foto della prima
Lazio, con sotto scritto: “la prima squadra della capitale”. Si pareggia
con le spiate, e arriva immediata la risposa dalla sud, “Frosinone è
capoluogo: Roma è la vera squadra della capitale”. Una capitale
calcistica in crisi economica: se ne sono accorte entrambe le tifoserie. “Un
presidente re dei puffi per una società piena di buffi”, ricordano
i laziali ai romanisti che certo non fanno attendere risposta, “la Lazio
è come il governo: casca a pezzi”. La Nord ancora, “11 anni
da gemellati, anche nei buffi alleati”, il riferimento dei laziali è
al vecchio gemellaggio della Roma col Napoli. “Il vostro inno è
funiculì, funiculà“, dicono ancora. Una richiesta dalla Sud,
“per favore, non andate in B. Fatece ancora divertì”. E da
qui ricomincia il vecchio sfottò, su chi è il padrone della capitale.
“Il tuo sogno è spacciarti per padrone de ‘sta città, ma
sei solo ospite e te ne devi annà“, e “il vero romano non gemella
col Milan”, dicono in Sud. Secche le risposte dalla Nord, “se la Sud
è tutta qua, era meglio il commando ultrà” oppure, “ieri
lupi, oggi bruchi”.
Questo è il derby, e sarà così sempre.

“LE COREOGRAFIE PIU’ BELLE”
Continua il viaggio alla scoperta delle curve francesi, oggi tocca al ST. ETIENNE

ST. ETIENNE

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Autore

Paolo Spinoso

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