La Cassazione ammette il referendum sul nucleare

Al voto il 12 e il 13 giugno

La Corte di Cassazione deciso di ammettere il terzo quesito referendario sul nucleare, sul quale si voterà il 12 e il 13 giugno prossimi. L’ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare, confermando, quindi, che i cittadini potranno esprimersi anche sul quesito depositato a suo tempo dall’Idv, che resta in campo assieme agli altri tre, due sull’acqua e uno sul legittimo impedimento di premier e ministri a partecipare alle udienze.

La seduta del collegio della Corte di Cassazione era iniziata alle 10 circa. In Cassazione è giunto anche Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, uno dei promotori del quesito referendario. In particolare la decisione si è resa necessaria a seguito del decreto Omnibus, pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato scorso, che contiene norme sulla moratoria nucleare.

Le prime reazioni
«Chi la dura la vince. Dal primo momento abbiamo creduto che la legge è legge e nessuno la può aggirare, neanche questo Parlamento che ha proposto e votato una legge truffaldina», ha commentato Antonio Di Pietro. «Si afferma la forza serena della Costituzione contro un tentativo giudicato maldestro di raggirare il corpo elettorale, 40 milioni di cittadini», commenta l’avvocato del Pd, Gianluigi Pellegrino, che oggi ha rappresentato il comitato per il referendum alla Cassazione, nell’apprendere la decisione. Il collegio dei Supremi giudici, infatti, ha accolto proprio l’istanza del Pd che chiedeva si tenesse lo stesso il referendum con il trasferimento del quesito sulle nuove norme per la produzione dell’energia nucleare appena varate.
Per il vicepresidente del Pdl, Maurizio Lupi, invece, «sarebbe improprio l’uso di uno strumento, come quello del referendum, per dare una spallata al governo. Ci preoccupa come l’opposizione non abbia ancora capito il messaggio arrivato dalle elezioni: i cittadini dicono basta con le risse», afferma ancora Lupi ricordando che «il governo ha spiegato che oggi intende dare priorità alla sicurezza e fare una riflessione con gli altri paesi europei».

«Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro». Il Comitato “Vota Sì” per fermare il nuclearè, oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all’atomo, plaude alla decisione della Corte, che «ha arginato i trucchi e gli ipocriti “arrivederci” al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia». Secondo le associazioni «oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia».

(ilsole24ore.com)

Autore

Salvatore Ferragina

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