Rassegna stampa

L’evoluzione di Dei, freccia di Catanzaro

da Gazzetta dello Sport

CATANZARO – Fra i migliori protagonisti della notturna di lunedì sera, come rilanciato dalle immagini e dai commenti della diretta televisiva, c’è il ventisettenne Tommaso Dei. E’ stato puntuale in tutti gli inserimenti sulla fascia ed in quelli difensivi. Ha sapientemente cucito le distanze fra difensori ed attaccanti, macinando chilometri e sostenendo i compagni dei 3 reparti. Lui, interpretando alla perfezione il ruolo di componente di una famiglia felice, ringrazia e spiega: “La mia crescita s’inquadra in quella della squadra. I singoli s’esaltano sempre, quando il collettivo funziona. Per il resto, ritengo d’essere vicino alla condizione ottimale.” E’ arrivato a Catanzaro segnalato da Braglia, dopo aver disputato oltre 150 gare, di cui 137 in C1. Nel suo curriculum è registrata anche una presenza in serie A con l’Empoli (98-99), a parte i 2 campionati con il Sora, quello col Giulianova, i 3 col Benevento, l’ultimo con l’Arezzo. Sulla scia dei suoi compagni, anch’egli interpreta così il sentito copione del momento: “Dopo 8 campionati di C1, posso senz’altro sostenere che Catanzaro aiuta molto giocatori e squadra. C’è un ambiente caldo che ti sta vicino e ti sprona continuamente. Se un giocatore dà 100, qui è quasi costretto a dare 110. Poi, la società è giovane ma è quella giusta: si comporta bene con la squadra e con i tifosi. Come accennavo, è più facile giocare in queste condizioni.” Utilizzato 10 volte su 10, sulla sua attuale posizione tattica, Tommaso Dei riferisce: “Sino alla passata stagione giocavo in difese a 4 ed ero maggiormente trattenuto nella zona difensiva. In questo Catanzaro, invece, dispongo di maggiore libertà e, probabilmente, il nostro modulo è quello che meglio s’adatta alle mie caratteristiche.” Ancora più in linea dei suoi compagni, si dimostra quando gli si chiedono le possibilità di questo Catanzaro: “Certamente siamo un gruppo altamente competitivo. Però, vogliamo e dobbiamo vivere alla giornata.” Tommaso Dei è l’immagine positiva della squadra, che attraversa un buon momento e che cerca d’evitare cali di tensione. La conferma proviene dal capitano Fabrizio Ferrigno che aggiunge: “I fischi e la contestazione riservatami dai tifosi di Giulianova, fanno parte della migliore tradizione del calcio. Sono uno che sta alle regole ed accetta queste cose. D’altra parte, vorrei essere contestato come lunedì e vincere sempre. I fischi passano, i 3 punti restano.” Da buon capitano, non vuol sentir parlare di rischi di deconcentrazione e riferisce: “Anche queste preoccupazioni fanno parte della migliore tradizione del calcio e, in specie, di quelle piazze appassionate come questa di Catanzaro. Infatti, non possiamo accettare solo il calore di questa tifoseria e lamentarci dell’apprensione dell’ambiente. Come nei rapporti familiari, è normale che i genitori si preoccupino dei figli e viceversa. Però, affetto a parte, quello dell’appagamento è un rischio che non ricorre, perché nessuno di noi ha intenzione di mollare.” La squadra s’è ieri allenata sul campo di Calabricata (Sellia marina), per non compromettere il manto erboso del Ceravolo. Braglia non ha fatto disputare la consueta partita di metà settimana e, solo verso la fine della seduta, ha diretto una minipartita a campo ridotto. Destano apprensione le condizioni di Ascoli, che a Giulianova ha rimediato una grossa botta al piede. Non c’è dubbio che se il jolly giallorosso dovesse recuperare, il tecnico confermerà la formazione che ha conquistato 6 punti nelle ultime 2 gare. Nell’ipotesi contraria, il rientrante Zappella riprenderebbe il suo posto in difesa. Dall’infermeria giungono notizie anche sul conto d’Ambrosino, che oggi sarà operato a Roma alla schiena.

Salvatore Blasco

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