Catanzaro Night News

Cimino: per il bene della città si può aprire una nuova stagione

 

 

 

 

Forse, per la prima volta, una riunione di Consiglio sciolta per mancanza di numero legale, non è

risultata dannosa o improduttiva. Si, per la prima volta, anzi, ne sono certo. Va dato merito al Sindaco, che ha introdotto i lavori con una intensa parola – che va ripresa – sui caduti in Afghanistan. Parola, calda e tesa, su grandi ideali. Merito va dato anche al primo capogruppo del Pdl, on. Tallini che, dopo aver raccolto le firme su un documento per il nuovo ospedale a Catanzaro, ha dichiarato e richiesto la disponibilità per un confronto aperto e responsabile al fine di dare soluzione unitaria ai problemi della città. Disponibilità prontamente accolta, e ripromessa, a nome della Giunta, all’assessore all’Urbanistica, on. Pino Soriero. E’, questa, la strada che, talvolta in solitudine, noi da sempre abbiamo indicato. E l’unica che vorremmo continuare a percorrere. Cinque mesi di fuoco, che riscaldi anziché bruciare e distruggere, è cosa assai buona. Essa può farci perdonare le colpe di tante inutili rissosità e feroci contrasti. C’è una Città che, nonostante buone fatiche di Olivo, ha bisogno ancora di tanto. Tanto lavoro, tante idee, tanti progetti, tanta buona volontà. La crisi economica globale e quella endemica locale, la povertà che si allarga, lo sfarinamento del territorio, le sue tante rotture e separatezze, la sicurezza sociale e personale, urbana e morale, che si incrina, hanno bisogno del massimo di unità possibile. L’unità della responsabilità. Siamo tutti catanzaresi e in quanto tali abbiamo dei doveri verso la collettività, che vanno ben aldilà degli interessi personali e di partito, o delle vanità di chi celebra sempre se stesso e il piccolo potere che, come feticcio, onora. Per la campagna elettorale e per le sue durezze, c’è tempo. C’è tempo per le feste e la distribuzione dei premi fedeltà. Ora è tempo della lotta ai problemi e alle loro durezze.

Stamattina, nell’atrio di palazzo De Nobili, un gruppetto di persone attendeva “qualcosa” o “qualcuno”, cioè una risposta e le istituzioni. Erano una sparuta rappresentanza dei lavoratori ex Phonomedia. Li conosco uno per uno. Si vede che sono stanchi e delusi. Temono, padri e madri di famiglia quali sono, che dopo la cassa integrazione già in scadenza, non ci sia più lavoro. Non li ho poi ritrovati in aula, come mi avevano annunciato. Evidentemente, non se la sono sentita. Forse, stanno perdendo la speranza”

Autore

Salvatore Ferragina

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