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  - 18-11-2017 0:00
RiposaSiracusa---
 
  - 18-11-2017 14:30
TrapaniV. Francavilla3-1
S. LeonzioCasertana1-1
PaganeseR. Fondi2-2
Juve StabiaCatania0-1
AkragasF. Andria1-5
 
  - 18-11-2017 16:30
RendeMatera2-0
 
  - 18-11-2017 20:30
LecceReggina3-2
BisceglieMonopoli2-1
 
  - 19-11-2017 14:30
CatanzaroCosenza2-1

[ Calendario completo ]

Classifica

36Lecce18Matera
31Catania17Juve Stabia
28Trapani17Reggina
23Siracusa15Cosenza
23Rende14S. Leonzio
22Monopoli14R. Fondi
22V. Francavilla13F. Andria
19Bisceglie13Casertana
18Catanzaro11Paganese
9Akragas

[ Classifica dettagliata ]

Prossimo turno 16° giornata

 
  - 25-11-2017 0:00
RiposaPaganese
 
  - 25-11-2017 14:30
F. AndriaTrapani
 
  - 25-11-2017 16:30
RegginaBisceglie
R. FondiLecce
MonopoliJuve Stabia
CosenzaS. Leonzio
 
  - 25-11-2017 18:30
MateraV. Francavilla
CasertanaRende
 
  - 25-11-2017 20:30
CataniaAkragas
SiracusaCatanzaro


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C'era una volta...: L'angelo del fango
Pubblicato da Fabrizio Scarfone il Ven, 17 set 2010 10:30 CEST
Contributo di Fabrizio Scarfone


Ricordo di Angelo Mammì a dieci anni dalla morte


...mi misi a girare attorno al campo, a braccia tese come se dovessi urlare, ma dalla mia bocca non usciva un solo suono...

Angelo Mammì

 

Sono giorni difficili, quasi impossibili. Pusher senza dignità e memoria spacciano per Catanzaro qualcosa che non lo ricorda affatto. E non perchè il Catanzaro abbia un passato di sole vittorie, milioni, trofei e trionfi. No. Il Catanzaro sta nel volto baffuto e per nulla aristocratico di Massimo Palanca, nello spareggio di Bari, nel fiuto di Ceravolo, nel tuffo "rasoterra" di Angelo Mammì a quattro minuti dalla fine.  Nel calcio che ha l'adorabile difetto di credersi metafora, il Catanzaro - e non stateli a sentire i cortigiani del nulla che vorrebbero barattare tutto quello che è stato con il concerto di una popstar - è diventato simbolo. Quel 30 gennaio del 1972 il Catanzaro batte la Juventus e l'emigrato operaio di Mirafiori entra in fabbrica a testa alta. Si sente ambasciatore di quella squadra che alla fine del campionato retrocederà pure, ma che comunque ha lottato e lotterà ancora per rialzarsi dopo ogni caduta. La mamma di quel ragazzo, che aveva pianto "stendendo" la pasta fresca e pensando a suo figlio lontano dallo stadio in quel memorabile giorno, piange ancora. Tiene l'orecchio attaccato alla radio, e lo sa che il prossimo turno in catena di montaggio non sarà come tutti gli altri, per il suo bambino. I calabresi hanno finalmente il loro riscatto, che poi è solo una lezione: la dimostrazione che tutto è possibile. Ecco, forse è per questa ragione che forze oscure e miserabili tengono il nostro Catanzaro ai margini di tutto ciò che conta: la squadra di quegli anni, oggi, sarebbe rivoluzionaria.

Fabrizio Scarfone

_____________________________________________ 

S’intitola Diagonale imparabile all’ultimo chilometro (Laruffa editore). L’autore è Enzo Romeo, vaticanista e caporedattore dei servizi esteri del Tg2. Scegliamo di  ricordare con queste parole il nostro Angelo Mammì, nel decennale della sua scomparsa.
 


Quella domenica però la questione non era scegliersi il posto, era rimediarne uno, uno qualunque. I biglietti delle pre-vendite erano stati esauriti dalla settimana prima e bisognava fare la posta fin dal mattino davanti ai botteghini dello stadio, sfidando il vento freddo e gli scrosci d’acqua gelida, con la speranza di portarsi via gli ultimi tagliandi. Era il 30 gennaio del 1972 e, a Catanzaro, arrivava finalmente la Juventus. Molti di noi avevano il cuore diviso: da una parte l’affetto e l’orgoglio per il Catanzaro, dall’altra la fede per la Juve, quella che scegli da bambinetto, quando prendi dal mazzo la squadra più forte da tifare, sapendo che tanto non ne avrai mai una davvero tua. Comunque nessuno quel giorno al Militare ebbe il coraggio di gridare «Forza Juve!», il pubblico era un’onda schiumosa che si infrangeva contro la recinzione del terreno di gioco, un magma ribollente e tracimante, con gli ombrelli che si agitavano esultanti come bandiere o minacciosi come clave a seconda delle fasi della gara.

Il campo era ridotto a un pantano. Ceravolo aveva dato una mano a Giove Pluvio facendo annaffiare il manto erboso già zuppo di pioggia. Quando, tempo dopo, Boniperti accusò Ceravolo di aver allagato di proposito il campo, l’avvocato (quello catanzarese, intendo, con la “a” minuscola) rispose: «Ebbene sì, per una volta abbiamo dimostrato di essere più furbi di voi!». Si trattava di livellare il tasso tecnico tra le due squadre, cosa impossibile in condizioni normali. In quella risaia invece il Catanzaro riuscì a contenere la Juventus e il suo trio d’attacco Causio-Anastasi-Bettega, mantenendo il risultato sullo 0 a 0 in vista del fischio finale.

Poi, a sei minuti dalla fine, avvenne l’imponderabile: «Rete! Ha segnato il Catanzaro, colpo di testa di Mammì! La folla è in delirio!». La voce di Ameri uscì dalle radioline appostate in tutti gli angoli della Calabria e trapanò di gioia le orecchie degli ascoltatori increduli. Un tifoso entrò nella cabina del cronista e urlò a tutta Italia «Gooool!», prima di essere buttato fuori da quelli di Tutto il calcio… Altri mille e mille «Gooool!» si aggiunsero al primo, si inseguirono, si sovrapposero. Gridarono «Gooool!» anche quelli che erano entrati allo stadio da juventini e che ora si riscoprivano calabresi e ballavano la tarantella insieme a tutto il pubblico che gremiva gli spalti.

Cos’era successo? Questo: Braca aveva calciato un calcio d’angolo dalla destra, un tiro sporco con la palla che aveva toccato terra proprio sulla linea dell’aria piccola. Elettrizzato dal gesso e dall’erba bagnata, il pallone era schizzato davanti alla porta e qui era sbucato un meridionale piccoletto di nome Angelo Mammì, classe ’42, da Reggio Calabria, altezza 1,70. Un attaccante che non segnava più da mesi e che per l’occasione s’era inventato un tuffo quasi rasoterra, andando a colpire tra la testa e il collo prima di finire nel fango. «Ricordo solo un gran boato - dirà anni dopo - e quando mi alzai avevo scoperto di aver fatto il goal più importante della mia vita». Il pallone era finito, imparabile, all’angolino della porta di Carmignani e Mammì, l’Angelo del fango, volava in trance verso il centro del campo, poi cambiava direzione e correva verso la curva, le mani sempre alzate, il numero dietro le spalle cancellato dalle macchie di quella melma benedetta. Lo inseguivano fotografi, raccattapalle, compagni di squadra. Dovettero scuoterlo per riportarlo nella sua metà campo e completare quello scampolo di magica partita. Lui, il piccolo attaccante, avrebbe forse preferito non svegliarsi e rimanere a godere per sempre quel momento di gloria.

Ma si sa, la magia dura attimi, poi la realtà riprende il sopravvento. In quella stagione 1971-72 il Catanzaro retrocesse e tornò in serie B; la Juventus vinse lo scudetto. Quanto a Mammì, non ebbe altre occasioni per volare sul fango: finì per fare l’istruttore della scuola calcio nel convento di San Francesco, a Nocera Inferiore, e l’allenatore della Sangiuseppese, prima di morire a 58 anni nella sua casa di Pagani, in provincia di Salerno. 




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Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di avianusceccareddu il Ven, 17 set 2010 10:51 CEST
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Racconto molto emozionante. Ricordo ancora adesso quel magico giorno. Abitavamo in Svizzera tedesca e ascoltavamo Il calcio minuto per minuto. La linea era disturbata e riuscimmo a stento a capire che il Catanzaro aveva segnato. In quel giorno, di sera nacque anche mio fratello (fioroma) per cui questa giornata rimarrà indimenticabile.
Ancora tanti complimenti per questa rubrica che ci porta indietro a momenti indimenticabili e, mi sa, difficilmente ripetibili.
Cari saluti
avianusceccareddu



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di Gianfranco il Ven, 17 set 2010 15:59 CEST
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Grazie



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di simmacocapostorico1929 il Ven, 17 set 2010 13:04 CEST
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RACCONTAVANO I MIGLIORI GIORNALI SPORTIVI DEL TEMPO CHE IL LEONE DELLA OVEST AVV NICOLA CERAVOLO , DETTO ALLA CATANZARESE ABBIVERO' IL TERRENO DI GIOCO.....................MA POI AMORE DIGNITA' E RISPETTO PER IL POPOLO GIALLOROSSO ,UN GOAL,CHE A RIVEDERLO MI HA STRAPPATO LE LACRIME DAL PROFONDO DEL CUORE,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di mario60 il Ven, 17 set 2010 13:17 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
MI VENGONO I BRIVIDI NEL RIVEDERE QUESTO GOL.QUEL GIORNO ALLO STADIO ERAVAMO IO MIO PADRE E MIO FRATELLO. AVEVANO MANGIATO A TIRIOLO ERAVAMO PARTITI DA PIZZO ALLE 9 DEL MATTINO. IO AVEVO UNA BANDIERA DELLA JUVE E MIO FRATELLO UNA DEL CATANZARO CON MIO PADRE GRANDE TIFOSO GIALLOROSSO CHE SEMBRAVA UNA BANDIERA VIVENTE (MAGLIA ROSSA E PANTALONI GIALLI). IO DAPPRIM SPERAVO CHE VINCESSE LA JUVE MA AD UN CERTO PUNTO MI SONO PRESO LA BANDIERA DI MIO FRATELLO E CREDO CHE QUEL GIORNO SIA NATA L'AMORE PER LE AQUILE. AL GOL DI MAMMI MI RITROVAI 10 METRI SOTTO E MIO PADRE A FINE PARTITA CI MISE DIVERSO TEMPO A RITOVARMI. UN GIORNO FANTASTICO . SONO SICURO CHE NOI TIFOSI DEL CATANZARO NE RIVIVREMO TANTI ALTRI SE OGGI RIUSCIAMO A DEBELLARE PER SEMPRE IL MALECHE AFFE LA NOSTRA GLORIOSA SOCIETA'. RIPARTIRE DA ZERO PER POTER RIVEDERE SEGNARE MAMMI'



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di pillo2008 il Ven, 17 set 2010 17:39 CEST
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Io c'ero.
Io e Papà, siamo arrivati in 600 a Pontepiccolo.
Abbiamo lasciato la macchina di fronte casa di Zio Carmelo e con Zio Lello e mio cugino Salvatore, Primavera del Catanzaro, a piedi fino allo stadio.
Insieme a tanti altri con sacchetti pieni di panini, roba da bere in bottiglie di vetro!!!!!, ombrelli e tanta speranza, tanta felice incoscienza di esserci.
Alle nove eravamo davanti ai cancelli, fra i primi ad entrare in Tribuna coperta lato Ovest.
Un sogno bellissimo ed alla fine.......
 
ho visto segnare Mammì!!!!!!!!!



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di simmacocapostorico1929 il Ven, 17 set 2010 17:40 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Giampiero Boniperti amministratore delegato della juventus ricorda quel goal storico .Ne conserva una splendido ricordo ,mi riferisco all'avvocato ceravolo amico e ritengo ke sia stato uno dei piu grandi personaggi che abbia espresso il piu' grande calcio del sud.Una persona deliziosa sicuramente innamorata del calcio talvolta anke un po troppo innamorato come lo siamo oggi noi tifosi giallorossi ,mi riferisco a quell'episodio celebre,una memorabile partita che la juve perse a catanzaro con un goal di testa di angelo mammi' incredibilmente secondo la loro ignoranza lasciato solo .Lui era piccolissimo,in mezzo a 4-5 nostri difensori.Ricordo ke seghedoni chiamava i suoi indietro,temeva il nostro contropiede e mammi' invece ci beffo' e come avrebbe detto benito castagna n'azzicau u cugno.Ma la storia curiosa di quella partita e' legata alle condizioni del campo ,c'era un sole splendido e il prato era una pozzanghera ,ceravolo aveva fatto piazzare un idrovora che buttava fuori 100litri al secondo .e piovuto soltanto qui mi disse ,se vede che c'era una nuvola maligna,vincemmo comunque lo scudetto e i nostri rapporti restarono di grande amicizia .Un continuo sfotto' perche' lui era intelligente e simpatico oltre alla sua famiglia amava il catanzaro amava la citta' e amava questi colori eterni ed era onesto nel fare il suo lavoro.Pagine di storia ,filosofia degli anni luce di un catanzaro che ancora oggi a nominarlo bisogna lavarsi la bocca e gridare ai 4 venti la storia siamo noi .



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di SOSO il Ven, 17 set 2010 19:46 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
complimenti, come al solito.



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di pacquy il Ven, 17 set 2010 20:05 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
errata corrige: in quella partita Bettega non giocò perchè ammalato, al suo posto venne schierato Novelllini



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di VMgiallorossa il Ven, 17 set 2010 21:31 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Complimenti!.......ma hai dimenticato di dire che il gol più importante Mammì lo fece a Napoli nello spareggio con il Bari.....gol che ci consentì di poter approdare in serie A!!Smile
 



Re: L'angelo del fango (Voto: 1)
di cicciodaroma il Ven, 17 set 2010 23:30 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Per chi come me è nato e cresciuto dietro i distinti i ricordi riaffiorano in una dolce serata romana pensando come eravamo felici con i luppini e le noccioline del tropeano sotto i distinti, allora ecco i Mamm,ì gli Spelta, i Pellizzaro.........Catanzaro si! Io mi ricordo



 

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