Rassegna stampa

Braglia scuote il Catanzaro

da Gazzetta dello Sport

C’è la voglia di riappropriarsi della sensazione d’essere forti, di non temere nessuno, di riapparire vincenti. I tifosi in particolare, sempre assetati di calcio e successi, fremono nell’attesa di ritrovarsi numerosi e festeggiare con un successo, dopo 21 giorni d’assenza, il ritorno dei giallorossi al Ceravolo. La prossima in casa con il Sora, è l’occasione giusta. «Mi auguro di unirmi alla realizzazione di questi desideri — riferisce Piero Braglia — , ma la condizione è d’interpretare la gara come si conviene. Il Sora è una squadra molto più forte della sua attuale classifica. Ci potremmo imporre solo se riusciremo ad essere sempre concentrati, dimostrando uno spirito di corpo all’altezza delle difficoltà. Da quest’ultimo punto di vista, stiamo migliorando ed abbiamo fatto importanti passi in avanti. Il processo, grazie alla buona predisposizione della squadra, registra progressi ma è ancora in corso. Quest’ analisi, indipendentemente dai singoli episodi che ci hanno punito, è risultata chiara a Viterbo, dove la squadra mi doveva piacere di più.
Non siamo stati veloci come dobbiamo esserlo e cattivi come la categoria impone».
«Cattivi — prosegue Braglia — non significa fare falli stupidi e farsi espellere. Chiedo, al contrario, un atteggiamento agonistico che, addirittura, deve preesistere alla gara.
Desidero, cioè, che la squadra insegua il risultato con una crescente voglia, che inizia durante la settimana, cresce sino al sabato, si rende visibile nell’albergo del ritiro, diventa incontenibile sul pullman che ci porta agli stadi, scoppia nel campo. Solo così si vincono le partite ed i campionati. Quelli della Viterbese erano inferiori, ma alla fine hanno vinto anche per la loro voglia di riuscirci, festeggiando la vittoria, come avessero conquistato la coppa intercontinentale. Anche a Chieti disponevo di giovani che, sul piano della qualità era sensibilmente inferiori a questo Catanzaro. Se sono riuscito a salvarmi, disputando buoni campionati, lo devo alla forza morale di quei ragazzi che avevano fame di vittorie». Poi, il suo augurio: «Il mio Catanzaro deve avere quella fame. Non mi basta, poi, che gli elementi più rappresentativi giochino bene per se stessi, ma devono coinvolgere la squadra».
Braglia ha ieri svolto la consueta partita infrasettimanale, chiedendo ripetutamente velocità d’esecuzione. Rispetto a domenica, Caterino dovrebbe subentrare allo squalificato Ascoli. La diffidenza verso il Sora, intanto, non s’attutisce alle notizie del possibile disorientamento dei ciociari per il trasferimento della società. Infine, significativo inserimento della società calabrese nel progetto- associazione «Fabbrica dei sogni» , a sostegno dei disabili e dei socialmente svantaggiati. Le iniziative concordate saranno un calendario dei ragazzi della «fabbrica» con i giallorossi ed una partita fra attori con le vecchie glorie, fra cui Improta, Banelli, Braglia e Palanca.

Salvatore Blasco

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