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Associazione Culturale migrAzione: cosa è successo a Rosarno?

Riflessioni dell’Associazione Culturale migrAzione in seguito ai fatti accaduti nella cittadina tirrenica

Dopo i violenti scontri tra lavoratori migranti e cittadini di Rosarno, che hanno portato alla fuga o al trasferimento forzato di oltre un migliaio di uomini, l’Associazione migrAzione decide di pronunciarsi in merito a quanto accaduto manifestando la propria indignazione e, più in generale, riflettendo sulle difficoltà che affrontano oggi più che mai i cittadini stranieri che si trovano in Italia.

Qui di seguito la nota dell’Associazione:

“Abbiamo preferito mantenere le distanze dal giudizio immediato perché abbiamo ritenuto controproducente intervenire in un dibattito avvelenato dalle distorsioni prodotte dalla semplificazione mediatica. Oggi, a mente fredda, avanziamo alcune considerazioni.

Le leggi in materia d’immigrazione, approvate negli ultimi anni, hanno reso più difficile il processo d’integrazione e accoglienza degli immigrati che, giunti nel nostro paese, riscontrano innumerevoli difficoltà per il rilascio dei documenti di soggiorno e nella ricerca di un lavoro regolare. Tutto ciò non permette loro di emergere socialmente e rendersi autonomi. La ricerca di una nuova vita può spesso tradursi in un miraggio, nello status di clandestino e la debolezza determinata dalla condizione giuridica diventa occasione di sfruttamento e abuso da parte di chi in Italia ha visto in altri esseri umani un’occasione di profitto piuttosto che un’opportunità di confronto, crescita e rigenerazione.

Inoltre, avvertiamo sempre più forte l’atteggiamento di chiusura e rifiuto che hanno assunto molti italiani non più disposti ad accogliere e a condividere. Tutto questo ci indigna perché troppo spesso ci troviamo a gestire situazioni riconducibili al razzismo più inaudito. Allo stesso tempo, però, ci sentiamo più forti e motivati a reagire e a non tollerare più episodi del genere.

Crediamo che ognuno di noi abbia diritto alla mobilità e alla ricerca di un’opportunità qualora una condizione di vita migliore fosse inimmaginabile nel paese d’origine.

Dobbiamo essere capaci di accogliere e convivere; questo non vuol dire fare entrare tutti nella nostra vita, ma accettare le persone che decidono di venire nel nostro paese perché è qui che hanno deciso di poter vivere dignitosamente. 

Lasciamo allo Stato l’onere di tutelarci rispetto a situazioni d’illegalità. Quello che è accaduto a Rosarno è il prodotto dell’abbandono da parte dei governi di una terra già dimenticata con tutte le problematiche annesse alla criminalità organizzata. Gli scontri non hanno reso onore né agli stranieri né ai cittadini di Rosarno, succubi entrambi di un sistema che da soli non sono in grado di cambiare.

E’ nostro dovere tutelare il rispetto dei diritti umani e chiedere al Governo e al Parlamento una maggiore attenzione verso i migranti, in uno scenario che mette in discussione la nostra umanità. Occorre una condanna decisa dello Stato di ogni tipo di sfruttamento, ma allo stesso modo i cittadini devono avere un ruolo attivo nella vita sociale del paese.  Siamo davvero cosi avidi da non voler condividere il nostro benessere con gli altri? Ci identifichiamo davvero con le leggi elaborate dal nostro governo? Noi crediamo che l’Italia sia fatta anche di persone che vivono con entusiasmo la diversità e lavorano tutti i giorni per la tutela dei soggetti più deboli, italiani e non.

Occorre abbandonare gli stereotipi e i preconcetti sullo straniero e guardare oltre, troveremo un uomo e la sua storia ed è forse da qui che deve partire una riflessione.”

Autore

Salvatore Ferragina

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