Dalla Curva

Beatificazione di Palanca oltre le parole di Albano junior

Il comunicato del Club Massimo Palanca

In questi giorni di fermento calcistico abbiamo avuto anche noi la
consapevolezza che detenere una bandiera nel corso del tempo non è da
tutti. Ciò che ha legato il nome di Catanzaro a quello di Massimo
Palanca è in pratica raro che a mente possiamo paragonarlo solo a Riva
per Cagliari, o Antognoni per Firenze. Scusateci se non ne ricordiamo
altri. Abbiamo divorato le pagine di un libro scritto bene ma
raccontato col cuore. Con l’affetto sincero per una città e la sua
gente, e senza retorica e ipocrisia come si addice agli uomini
meritevoli di ogni stima. Inutile pensare a Palanca a cose diverse
dalla sua essere l’anima di un calcio che ci ha visto alla pari con le
grandi di questo sport. Perché questa premessa? Perché anche se fa
parte della storia, bisogna alimentare il ricordo come si fa con le
favole per i propri figli. Soprattutto se la storia è la nostra storia.
Peccato che a turbare i sogni di noi tutti ci pensi qualche volta
qualche comparsa di questa grande storia. Chi è costui? Che cosa ha
fatto per il Catanzaro e cosa ci ha lasciato? Che cosa può legare la
sua figura a quella del nostro Palanca?
Non lo sappiamo, ma una certezza l’abbiamo, di calcio vero,
quello fatto da campioni e uomini di sport di questo signore tracce non
ne abbiamo trovate. Non si affligga il Signor Albano junior, il
processo di beatificazione del nostro idolo non si ferma di certo per
le sue parole, Crediamo e siamo convinti che spendere altre parole in
merito alle sue opinabili frasi sia un oltraggio per il nostro
grandissimo campione.

Club Massimo Palanca

Finchè morte non ci separi

Autore

Tony Marchese

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