Catanzaro dai due volti

Bel primo tempo ma ripresa da dimenticare. Centrocampo e attacco spumeggianti ma difesa con la testa fra le nuvole

Un Catanzaro dai due volti regala l’intera posta in palio ad un Lanciano molto concreto, che non perdona le distrazioni difensive ormai troppo frequenti del pacchetto arretrato giallorosso. Troppo ingenua la formazione di Braglia, che a fronte di un primo tempo giocato alla grande, con Corona e Briano in gran spolvero, butta tutto alle ortiche con una prestazione nervosa e contratta, soprattutto nel secondo tempo, e con Milone e Gentili testa fra le nuvole e Ambrosino che, seppur generoso come sempre, regala agli avversari palloni d’oro, sprecando in malo modo la palla del pareggio. E che dire di Ferrigno e Biancone? Piedi buoni e grande carattere per entrambi, un gran primo tempo inficiato da due espulsioni inutili quanto stupide, che hanno compromesso la partita e che certamente creeranno difficoltà serie a Braglia nei prossimi due incontri.

Nel primo tempo, oltre a Corona, bene Briano, Alfieri e Ferrigno, gioco spumeggiante, i tre si trovano a memoria con esaltanti giocate di prima intenzione, si rivelano un serbatoio inesauribile di palloni per l’attacco. Briano sembra avere cento polmoni per l’infinità di palloni recuperati. Alfieri spreca qualche palla di troppo nei suoi rari ma consueti cali di concentrazione, ma quando ha la palla al piede il gioco sale, e molto, di qualità. Deludente Dei, nel secondo tempo svanisce del tutto. Sembra promettere bene Biancone: forza fisica, capacità di tirarsi dietro l’intera difesa e di uscire palla al piede dai contrasti, ma un’espulsione troppo stupida per un attaccante al debutto in campionato. Da verificare.
Ciardiello (viene ubriacato da Conti nell’azione del secondo gol) e Zappella non all’altezza delle solite prestazioni, Ascoli che, adattato in un ruolo non suo, soffre un po’ troppo, Milone inguardabile (il terzo gol è anche un suo regalo), Gentili quasi idem. In difesa urgono interventi. Ambrosino si impegna, ma getta a lato, troppo a lato, un pallone che andava spinto in porta a portiere battuto o servito a Corona solo al centro dell’area. Errore non consentito.

Nota positiva: torniamo tutti con i piedi per terra! Forse abbiamo volato troppo con la fantasia, dimenticando che la C1 è un campionato difficile, dove anche le squadre meno ambiziose al primo errore ti castigano.

Nota negativa: difesa da rivedere con estrema urgenza. Se la protezione dei pali giallorossi è affidata a Milone, Gentili e allo Zappella visti ieri stiamo freschi!

Nota positiva: Corona. Si conferma grande bomber. Generosissimo corre come un forsennato tra le due linee di fondo, non si risparmia, riesce a tirare in porta da qualsiasi posizione, conquista palle perse o le strappa ai piedi degli avversari. Avrebbe meritato la concessione di un rigore sacrosanto, ma l’arbitro ha preferito fare l’orbo. Bello il gol: cunissa di Corona da quindici metri che chinchia le mani al portiere che non trattiene… direbbe qualcuno!
Nota positiva: la grande prova di carattere della squadra dopo il primo gol del Lanciano. Il Catanzaro non ci sta a perdere e questo è un buon segno. La reazione veemente ha letteralmente mandato in bambola la squadra rossonera, stretta nella propria metà campo dalle percussioni di Ferrigno, Corona, Biancone e Alfieri, portando così al meritatissimo ma temporaneo pareggio giallorosso.

Nota negativa: ancora un’arbitraggio indegno e assolutamente a senso unico. Lops di Torino, ovvero l’arbitraggio casalingo. Non solo nega a Corona un rigore nettissimo, ma fischia falli inesistenti ai giallorossi, sventolando facili cartellini sotto il naso degli uomini di Braglia. Ovviamente lo stesso trattamento non è stato riservato ai rossoneri.

Nota positiva: il pubblico sempre meraviglioso. Trecento innamorati sostengono con ogni forza, per novanta minuti, una squadra decisamente bisognosa di aiuto. E a fine gara applausi a scena aperta nonostante la sconfitta. Tanto calore serve a poco ma è una grande prova di generosità dei tifosi giunti da ogni parte d’Italia. Tre pullman e decine di auto dalla Calabria, macchine e pulmini da Ascoli, Chieti, Roma, Bologna, Firenze, Milano, Genova hanno riempito il piazzale antistante la curva nord. Buona l’accoglienza dei tifosi di casa.

Una storia particolare quella di Annarita. Sale con noi sul pullman direzione Lanciano, ma non ha mai visto il Catanzaro in vita sua. A Lanciano l’aspetta il suo ragazzo che lavora a Modena. I milleduecento chilometri andata e ritorno hanno stancato tutti, non lei. Milleduecento chilometri di amore colorato di giallorosso. Per lei oggi Lanciano non è stata una sconfitta. Non è questione di tre punti. Lei sarà di nuovo in trasferta, direzione Nord: Chieti, Viterbo, Pesaro, Sora…. forse ad Annarita il Catanzaro non interessava veramente… certamente Annarita sarà da oggi una nuova appassionata tifosa delle Aquile.

Antonio Capria

Autore

God

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