Concluso il Calafrika Music Festival

Musica, arte e cultura gli ingredienti del

 Calafrika Music Festival

Si è conclusa domenica 9 agosto, a Jacurso, la prima edizione del Calafrika Music Festival, un evento solidale organizzato dall’Associazione Culturale MigrAzione, patrocinato dal Comune di Jacurso e dalla provincia di Catanzaro.

Per due giorni la musica, i colori e i sapori della nostra terra e quelli dell’Africa si sono fusi in un angolo di Calabria che, per la prima volta, ha ospitato un evento del genere.

Il Calafrika Music Festival ha saputo accogliere grandi e piccini, ha coinvolto l’intero paese che, come sempre, si è dimostrato partecipe ed interessato ad iniziative e proposte nuove ed ha ospitato amici d’ogni parte d’Italia e del mondo.

Durante i due giorni della manifestazione si sono svolti concerti, conferenze, mostre fotografiche, degustazioni di prodotti tipici calabresi ed africani, momenti di riflessione e di divertimento.

Le mostre fotografiche di Daniele Maiolo, autore di “Jacurso: la vita nei vicoli”, “Buon Giorno Etiopia” di Francesco Lettere, “2002 – Viaggio in Senegal” di Ivana Russo e “La devozione popolare nel catanzarese” di Alessio Bressi hanno rafforzato il valore del centro storico, tra “La Cona” , via Manzoni e Piazza San Giovanni.

Nella cornice de “il Timpone” la rappresentazione teatrale “100% Terroni” di Paolo Pizii e Luca Privitera è stata apprezzata da un pubblico molto vasto, tanto che i due autori hanno replicato la pièce più volte in entrambi i giorni del Calafrika. “100% Terroni è un viaggio di andata e ritorno alle pendici del Sud, è un viaggio di due uomini alla ricerca di quell’italianità meridionalizzante sognata ed invidiata da tutto il mondo – spiegano Luca e Paolo – La toccano, la trovano, la perdono, non sanno più cos’è. Si chiedono il perché di tanto mistero, ma non ottengono nessuna risposta, non c’è  niente di concreto. Credono nei quiz e nei giochi a premi, ma questo viaggio non è un quiz nè un gioco a premi. È un lento discendere nella semplicità, un cammino epocale e romantico, dove si scontrano e si affrontano a testa alta il senso diverso delle proprie radici. Non sono ricordi, ma un composto magico di arcaicità,  di rituali, sacrifici e urla da strada. È uno squarcio ironico sul passato che non ha più presente –  conclude Luca Privitera”.

Artisti di strada, mangiafuoco, giocolieri hanno animato i vicoli di Jacurso, seguiti dai bambini e le loro famiglie.

Nell’area concerti a “Castanò” si sono esibiti cinque gruppi musicali: Afrikanà, Freedon Fightjers, Taranta Terapy, Radici Calabre e Peppa Marriti Band, che hanno regalato divertimento e sana musica a centinaia di ragazzi riuniti sotto il palco.

MigrAzione ha, inoltre, organizzato attività di raccolta fondi da devolvere all’ ”Hiwot HIV/AIDS prevention, care and Support Organization”, un’organizzazione non governativa che da più di dieci anni opera in Etiopia per curare adolescenti affetti da patologie gravi come l’Aids e sostenere progetti di microcredito finalizzati allo sviluppo e alla crescita che deve avvenire, in questo senso, all’interno del territorio etiope stesso. “Abbiamo deciso di devolvere il ricavato delle nostre vendite all’Hiwot perché preferiamo finanziare il loro sviluppo piuttosto che tamponare i loro problemi” – hanno affermato i membri dell’Associazione Culturale MigrAzione, organizzatrice dell’evento, composta da giovani attenti alle problematiche legate alla migrazione che, oltre alla promozione del territorio calabrese, ha l’obiettivo di diffondere una cultura di pace con uno sguardo alla diversità, intesa come ricchezza e non come fattore discriminante.

 

Migranti e migrazione, convegno sui

diritti umani

 

 

Nell’ambito della prima edizione del Calafrika Music Festival, svoltasi a Jacurso l’8 e il 9 agosto scorso, l’Associazione MigrAzione, organizzatrice dell’evento ha deciso di dedicare spazio all’informazione e al dibattito sul rispetto dei diritti umani.

Per questo motivo ha invitato esponenti del mondo associativo alla conferenza “Migranti e Migrazione”.

Il convegno si è svolto nella sala consiliare, gremita ed interessata, nel municipio di Jacurso.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco, Gianfranco De Vito che, insieme all’amministrazione comunale, si è dimostrato disponibile ed interessato alla realizzazione dell’evento fin dal primo momento in cui i ragazzi dell’Associazione hanno presentato loro il progetto. “È un evento straordinario, che da lustro all’intera comunità – ha detto il sindaco. Quello che mi preme sottolineare è il senso di appartenenza che questi ragazzi hanno dimostrato, pur essendo lontani dal loro luogo di origine, per valorizzare il centro urbano e il territorio. È un Festival dal fine nobile e per questo l’amministrazione comunale si impegnerà ad inserire questo evento nel bilancio comunale – ha concluso il primo cittadino”.

Anche l’Assessore alle Politiche di sviluppo Roberto Costanzo si è mostrato soddisfatto dell’iniziativa e del lavoro svolto dall’Associazione Migrazione.

Subito dopo la parola è passata al coordinatore del convegno, Gennaro Maria Amoruso dell’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo, nonché direttore della Rivista Calabria Mondo e segretario nazionale dell’U.N.A.I.E. (Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati) che ci ha ricordato “Quando i migranti eravamo noi”. Gli immigrati italiani all’estero, dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta erano considerati illegali, venivano maltrattati e non erano per niente ben visti. “Noi calabresi siamo un popolo di migrati e sappiamo cosa vuol dire scappare dalla miseria e cercare un futuro dignitoso –  ha detto Amoruso”.

A seguire, l’intervento di Cissokho Toube, mediatore culturale al Centro di prima accoglienza di Crotone e Presidente “F.A.I. – Federazione associazioni immigrati” che si è soffermato sui “Percorsi di integrazione: l’associazionismo degli immigrati in Calabria”. “La mescolanza delle culture è il futuro del mondo –  ha affermato Cissokho – e fino a quando l’Occidente non smetterà di creare povertà, ci saranno sempre persone costrette ad abbandonare la propria casa, la propria terra, la propria famiglia e andare alla ricerca di un futuro migliore.”

Daniela Trapasso, Coordinatrice del C.I.R. Regionale di Badolato, dopo aver chiarito la definizione di “rifugiato” che deve essere distinta da quella di “migrante”, ha messo in evidenza il fatto che in Italia manca una legge sul diritto d’asilo. Ha aggiunto inoltre: “E’ vero, Badolato è conosciuto come un paese modello per solidarietà, integrazione ed accoglienza, ma noi non abbiamo fatto niente di più di quello che doveva essere fatto”.

Dell’aspetto religioso della tematica della migrazione e, in particolar modo, della accoglienza e della carità, ne ha parlato Don Antonio Costantino. “Bisogna convertire i nostri cuori, è lo sguardo verso gli altri che bisogna purificare, non le leggi – ha affermato don Antonio –”

All’incontro ha partecipato anche Anna Foti, Responsabile del Gruppo Amnesty di Reggio Calabria e componente del Coordinamento Rifugiati della Sezione Italiana di Amnesty International, che ha parlato di “una rotta da progettare” verso i diritti umani dei migranti. “Amnesty International ha dichiarato la propria preoccupazione per l’impatto delle proposte e dell’approccio sui diritti umani di migranti e richiedenti asilo che il cosiddetto pacchetto sicurezza, approvato dal nostro governo, prevede – ha detto Anna Foti – I migranti, per timore di essere denunciati con conseguenze di rilievo penale, saranno indotti a sottrarsi al contatto con tutti gli uffici pubblici, in qualunque ambito, piombando così in un’allarmante situazione di mancato accesso ai servizi e di compromissione dei loro diritti umani, quali l’accesso alle cure mediche e all’istruzione, la possibilità di registrare i bambini e le bambine alla nascita, di contrarre matrimonio, di denunciare alla polizia i reati subiti. A queste norme si affiancano quelle che prolungano sino a sei mesi i tempi massimi di detenzione dei migranti nei Centri di identificazione ed espulsione, le quali confermano l’uso della detenzione dei migranti come unica risposta e non come ultima risorsa – ha concluso la responsabile del gruppo di Amnesty International di Reggio Calabria”.

Michela Serratore, membro dell’Associazione MigrAzione, ha dichiarato che MigrAzione ha aderito alla Marcia Mondiale per la pace e la non violenza e che insieme ad altre associazioni calabresi verrà creato un coordinamento per la realizzazione di eventi ed appuntamenti legati alla Marcia Mondiale in Calabria.

Al termine del convegno, i partecipanti sono stati omaggiati dall’Associazione con una targa ricordo. 

MigrAzione dà appuntamento all’anno prossimo.

Autore

Salvatore Ferragina

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