SCANDALOSO quanto accaduto per il Convitto Galluppi

da gazzetta del sud

Convitto Galluppi. La Provincia revoca la chiusura

Possono tornare nella loro scuola già da oggi gli studenti del Convitto Galluppi ed anche i convittori trasferiti nei giorni scorsi all’Istituto agrario. La presidente della Provincia, Wanda Ferro, ha revocato l’ordinanza di sospensione delle attività del Convitto notificando il provvedimento al dirigente scolastico, al sindaco e a tutte le autorità preposte. Rientra dunque l’allarme sismico: gli alunni dello storico Galluppi non corrono pericolo. L’unico terremoto (finora) è stato quello… mediatico. In un comunicato, infatti, la Ferro spiega come nei giorni scorsi a seguito di articoli apparsi sulla stampa (ma non sulla Gazzetta del Sud, ndr) che «indicavano un elevato rischio sismico» avesse emesso l’ordinanza di immediata chiusura del Convitto Galluppi, decisione condivisa dal Consiglio d’Istituto. L’Ufficio Tecnico della Provincia è risalito alla fonte giornalistica, l’Icr del Ministero dei Beni Culturali di Roma. Ieri il responsabile dello stesso Icr ha inviato all’Ufficio Tecnico Provinciale una nota con la quale precisa che lo studio da cui è tratta la valutazione del rischio sismico per l’edificio del Galluppi è un’indagine di tipo statistico e che gli stessi risultati non possono che avere valore statistico in quanto la definizione delle caratteristiche dell’edificio non è supportata da indagini puntuali, saggi, né tantomeno da rilievi di dettaglio, concludendo che l'”affidabilità dei risultati è ridotta ed ha il solo scopo di fornire un primo quadro della situazione”. L’Ufficio Tecnico della Provincia ha trasmesso alla Presidente una relazione nella quale non si ritiene necessaria la chiusura della struttura per la dichiarata ridotta affidabilità dei dati rilevati dall’Icr e per le prime risultanze delle verifiche in corso, affidate a struttura specializzata. Da qui la revoca dell’ordinanza. «Abbiamo agito con immediatezza – ha dichiarato la Ferro – tanto nella fase di sospensione delle attività quanto nella successiva fase di verifica ed approfondimento. Ringraziamo per la collaborazione i responsabili dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, redattori della carta del rischio, e devo dare atto della grande sinergia che si è creata tra tutte le parti in causa, particolarmente con il Comune e con il vicesindaco avv. Tassoni».
Da parte sua il dirigente scolastico del II Circolo, Francesco Lanzellotti fa notare che «l’ordinanza di chiusura ha provocato non pochi disagi anche ai bambini frequentanti il plesso Galluppi del II circolo che in via provvisoria risultano accampati presso la sede centrale della Maddalena, dislocati oltre che nelle poche aule disponibili, nell’aula consiglio, in un’aula multimediale e nella palestra. Su indicazione dell’Assessore alla P.I. del Comune, si è valutata una sistemazione parziale presso la scuola media Mazzini, anche se, al riguardo, la dirigenza scolastica di quest’ultima sta frapponendo diversi ostacoli, innescando ulteriori tensioni con i genitori. Nel mentre si apprezza la posizione assunta dal Comune, ci si chiede su quali presupposti tecnici sia stata assunta una decisione che, se priva di riscontri, avrebbe come unico risultato la generazione di un disagio per 600 bambini del Convitto e 75 della Maddalena. Si spera che le verifiche annunciate vengano eseguite con scrupolo e celerità, e si chiede che i risultati siano resi pubblici. Si invita l’Ufficio scolastico Provinciale ad effettuare i necessari controlli in materia di iscrizioni, perché l’unico rischio immediatamente eliminabile è quello riconducibile al sovraffollamento delle aule. Un comportamento responsabile da parte di tutti i dirigenti scolastici aiuterebbe a conseguire una riduzione del rischio».
E infine l’avv. Ciambrone, vice presidente del consiglio d’Istituto del Galluppi si dice «soddisfatto per il ritorno a scuola degli alunni» ma preoccupato per «una vicenda paradossale che ha arrecato un danno psicologico ai bambini costretti a lasciare la loro scuola». Ciambrone ipotizza anche un possibile danno erariale legato allo spostamento di banchi e sedie «tolti dall’istituto dalla sera alla mattina e che adesso dovranno essere riportati indietro dalla ditta di traslochi». E ipotizza anche «l’interruzione di pubblico servizio». «Come genitori – conclude – stiamo valutando se fare un esposto in procura per capire meglio».

Betty Calabretta

Autore

Francesco Vallone

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