La Striscia

Spettacolo indegno

Raggiunti in nove contro undici. Impressioni  e note di colore di Salvatore Ferragina

Che strana atmosfera che c’era oggi al Ceravolo.

Un’ora prima della partita strade deserte, bar vuoti, tavolini e sedie liberi  e la poca gente che si avviava allo stadio, lo faceva senza quell’ entusiasmo che di solito contraddistingue una giornata di pallone.

Sembrano lontano anni luce i giorni ed i volti felici di Acri,  il periodo in cui si leggevano i giornali e con le classiche “vave”, noi tutti dicevano, “st’annu avimu nu squatruna”.

Fare un appunto per il poco calore della gente non è proprio il caso, cinque partite cinque punti, perfetta media retrocessione senza nemmeno passare dai play out.

Veniamo alla partita e noto subito due cose strane.

La prima è, che non vedo Berardi, allora penso “mah, forse abbiamo trovato il faro di centrocampo!!!” Evidentemente si, Caccavale (nulla da dire in difesa) che a Taranto era soprannominato “il kaiser” per carattere e comportamento te lo trovi che imposta dalla difesa con lanci lunghi, lo trovi a centrocampo e addirittura si propone in attacco nella manovra del giuoco.

Poi noto un’altra cosa strana; la panchina di Silipo non è la solita, ma è quella spostata verso la curva est.

Il motivo? Scaramanzia…non vorrei pensare che dopo la chiusura dei distinti ci si preoccupi pure della parte di curva che più si avvicina al settore chiuso.

In ogni caso mi viene spontaneo dire “quantu cazzi e cirimoni”.

Ed ora veniamo alla partita.

Fausto Silipo imposta la squadra con un 4-4-2, per esigenze sposta Merito a sinistra e sorprendentemente recupera Frisenda, il quale pur non battendo i calci piazzati è sempre pericoloso, il goal è suo.

La partita non dice nulla, esordisce Alessandro e giochiamo con Caccavale che lancia lungo scavalcando il centrocampo, con Coppola e Benincasa che fanno un figurone quando bisogna menare e recuperare palla, e figuracce quando sono costretti ad impostare, ma comunque ci si mette la foga dei calciatori della Scafatese a darci una mano.

Stranamente e senza motivo iniziano a randellare, i campani rimangono prima in dieci e poi in nove per due stupidi falli lontani dall’area di rigore, così Benincasa indovina un lancio e Frisenda castiga l’estremo difensore ospite e finisce il noioso primo tempo.

La ripresa inizia con la Scafatese che rimane in nove, a quel punto finalmente si può pensare che per oggi, pur giocando male  è andata bene, che erano importanti i tre punti per il morale e che ora possiamo pensare al Noicattaro di Fabio Moscelli.

Macchè. Non avevamo fatto i conti con Mancinelli (a proposito, ma l’ingaggio di Botticella di quanto era superiore?) e con tutti gli altri dieci compagni (tredici se ci mettiamo anche i subentrati) e soprattutto con il tecnico Fausto Silipo (forse già ormai ex)

In undici contro nove i nostri campioni che già non avevano mai tirato in porta e che non avevano fatto una azione degna  iniziano a “papariare” in campo.

Il mister dalla lontanissima panchina sbraita (si fa per dire) ed inizia una serie di cambi tattici dimenticando di essere in vantaggio, di avere sia in campo che in panchina uomini a mezzo servizio e dimenticandosi totalmente che quando si è in superiorità numerica basta solo far girare la palla e poi tutto viene da se.

Merito che stava comportandosi sufficientemente sulla sinistra viene spostato a destra per dare spazio al rientrante Morleo, entra anche Sebastian Bueno, chi si aspetta che esca una punta (Frisenda in quanto non in perfette condizioni fisiche) rimane di stucco quando vede che viene tolto l’esterno sinistro (il mediocre Tomi), ed infine (ma si era già sull’1-1) entra anche Ferrigno.

Il risultato è, che ci troviamo ad affrontare la Scafatese senza uno a centrocampo che faccia girare la palla, con Berardi seduto in panca e con Caccavale sempre più regista. e contemporaneamente con Bueno, Frisenda, Sarli, Ferrigno e Merito, in pratica con una confusione ed un ingolfamento di uomini a sinistra, a destra e al centro da fare invidia al traffico cittadino alle ora di punta .

E dire che eravamo in undici contro nove.

In una società normale è naturale che a questo punto qualcuno paghi pegno. Fausto Silipo è il primo indiziato, i suoi errori onestamente sono troppo evidenti, la squadra non ha un giuoco e non ha personalità, ma anche i calciatori non sono immuni da colpe, troppa presunzione, soprattutto  nei cosiddetti leader. 

Un ritiro punitivo, magari contattando Gaucci, per luogo e destinazione non ci starebbe per niente male.

Il Presidente Pittelli, in silenzio da quando fu costretto a fare un comunicato affinché venissero rispettati i ruoli in società., a fine partita sembra che abbia tuonato.

Il mio personalissimo consiglio è che si guardi attorno e che non commetta l’errore di pensare che esonerando l’allenatore ha risolto tutti i suoi problemi.

Ma è in grado di farlo? Ha le mani libere come il sopracitato ex Patron Perugino? Il dubbio è lecito in quanto purtroppo non è il Presidente padrone, quello alla Zamparini, alla Spinelli o per meglio capirci alla Pino Albano.

E tolto di mezzo Silipo, saranno d’incanto risolti tutti i problemi? In bocca al lupo, Senatò…

SF

Autore

Salvatore Ferragina

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