VIBONESE – CATANZARO 3-2: TABELLINO E CRONACA

I giallorossi bene nella prima frazione, calano vertiginosamente nella ripresa. Vittoria storica per la Vibonese.

VIBONESE – CATANZARO 3-2

Marcatori: st 4’ Guastella, 15’ Bueno (rig.), 18’ (rig.) e 36’ Campo, 25’ Cunzi

CATANZARO (4-4-2): Botticella 5,5; Priolo 5,5, Zini 6, Gimmelli 5,5, Morleo 6 (47’ st Ballarino sv); Merito 5,5 (42’ st Di Miceli sv), Cuffa 6, Ruscio 6, Cunzi 6; Guidone 5 (20’ st Siclari sv), Bueno 6,5. A disposizione: Tomasig; Alderuccio, Mazzoli, Fiore. All.: Domenicali 5,5
VIBONESE (4-4-2): Bastiera 6; Orefice 6, Moschella 6,5, Calabrò sv (23’ pt Zangla 6), De Falco 6; Guastella 7,5, Cordiano 6,5, Di Mauro 6,5, Campo 8 (41’ st Di Dio sv); Alessandrì 6,5, D’Amblè 6,5 (24’ st Falivena sv). A disposizione: Graci; Quintoni, Zampaglione, Madonia. All.: Di Somma 7
Arbitro: Peruzzo di Schio 6
NOTE: Spettatori 4000 circa di cui oltre 1200 provenienti da Catanzaro. Ammoniti Ruscio, Cunzi (Catanzaro) Calabrò, Guastella, De Falco e Di Mauro (Vibonese). Calci d’angolo 3-5. Recupero 2’ pt e 6’ st.

VIBO VALENTIA – Fino all’anno scorso lo stadio “Luigi Razza” il Catanzaro lo aveva ospitato solo in occasione di amichevoli estive o quando il “Ceravolo” era squalificato. Giocare contro l’amato Catanzaro in un campionato professionistico era un desiderio quasi irrealizzabile per la gente di Vibo, un sogno batterlo. E questo sogno si è realizzato. Al termine di un incontro spettacolare una Vibonese superlativa batte un Catanzaro parecchio distratto in difesa e conquista tre punti di platino per la lotta salvezza. I giallorossi, dopo un primo tempo nel quale hanno tenuto in mano le redini del gioco, hanno subito una netta involuzione nella ripresa, finendo vittime dell’entusiasmo e della voglia di vincere dei padroni di casa. Non è bastata alla formazione di mister Domenicali la generosa prova di Sebastian Bueno, tornato ai suoi livelli, dopo non aver inciso nelle ultime gare: Zini e compagni hanno sofferto, e non poco, oltre alla giornata storta del reparto arretrato, la mancanza di un Morleo la cui scarsa condizione fisica si è vista lontano un miglio. La sufficienza che si legge nel tabellino scaturisce dal grande cuore e dal sacrificio messo in campo dal pendolino ex Cisco Roma. Per il resto giornata da dimenticare per quasi tutti gli uomini scesi in campo. Ci chiediamo allora, dopo questo nuovo risultato negativo: dov’è finito il Catanzaro, bello, solido, concreto e spietato delle sei vittorie consecutive?
PRIMO TEMPO: BELLA PARTITA, MANCANO SOLO I GOL

Dopo l’entrata sul rettangolo verde, splendido gesto delle due squadre, che si abbracciano al centro del campo per le foto di rito. Si parte a ritmi alti, con le due contendenti che non si risparmiano per cercare la vittoria. Al 6’ Bueno controlla appena fuori dal vertice sinistro dell’area e scarica un missile che si stampa sulla traversa dopo una provvidenziale deviazione di Bastiera. Al 20’ infortunio muscolare per Calabrò che è costretto a lasciare il posto a Zangla.
Al 21’ Di Mauro vede fuori dai pali Botticella e dai 50 metri prova a sorprenderlo con il pallone che si perde d’un soffio alto. Al 30’ Bueno salta agilmente tre avversari ma ignora completamente i liberissimi Merito e Cunzi, trovando una conclusione che termina abbondantemente a lato. Al 36’ cross dalla sinistra di Cunzi per la testa di Guidone che non impensierisce Bastiera. Tre minuti dopo conclusione improvvisa da lontano del furetto giallorosso che questa volta il numero uno locale è costretto ad alzare sopra la traversa. Al 41’ un cross sbagliato di Ruscio per poco non finisce in porta. La risposta degli ipponici con D’Amblè che, dopo uno splendido assist di Guastella, colpisce male il pallone che termina comodamente nelle mani di Botticella. Al 46’ la difesa rossoblu si dimentica di Merito che, liberissimo, mette però al centro troppo debolmente, favorendo il recupero di Zangla. Dopo questo sussulto si chiude con il duplice fischio del signor Peruzzo un bellissimo primo tempo.

SECONDO TEMPO: E’ SPETTACOLO, VINCE LA VIBONESE

Nella seconda frazione emozioni a raffica, ma prima è doveroso descrivere lo striscione esposto dagli ultras della Vibonese prima del rientro delle squadre dagli spogliatoi: US 1928-US 1929 DUE STORIE DIVERSE UN UNICO AMORE.
Al 4’ Campo su punizione costringe Botticella a deviare in angolo. Sul conseguente corner insidioso tiro di Di Mauro deviato dal portiere giallorosso proprio sui piedi di Guastella, che al volo insacca in rete facendo esplodere il pubblico del “Razza”, tra le timide proteste di Cuffa e Zini, che reclamano con l’assistente Pacifico per una presunta posizione di offside del numero sette rossoblu. 
Al 14’ Bueno fugge via a Zangla che lo atterra nella propria area di rigore: solare il penalty concesso da Peruzzo e realizzato impeccabilmente dal bomber argentino.
Pochi minuti dopo Priolo strattona in area giallorossa Zangla ed anche qui ineccepibile la decisione del fischietto veneto di sanzionare l’irregolarità con il tiro dal dischetto, che Campo non sbaglia, anche se è sfortunato Botticella, che aveva intuito il tiro del numero 10 vibonese.
Dopo il nuovo vantaggio dei padroni di casa Domenicali corre ai ripari richiamando in panchina un evanescente Guidone e inserendo al suo posto Siclari. Al 25’ punizione di Ruscio e torre di Bueno che serve l’accorrente Cunzi, lesto ad insaccare in spaccata il gol del 2-2. Dopo il pari botta e risposta nel giro di un minuto tra le due squadre, con Alessandrì da una parte e Cuffa dall’altra che si divorano letteralmente due facili occasioni. Al 32’ una conclusione di Ruscio dai 30 metri finisce alta. Al 36’ la difesa giallorossa sfida al tiro Campo lasciandogli un’autostrada davanti. Il fantasista ipponico non se lo lascia ripetere due volte e sforna uno straordinario destro che si infila sotto l’incrocio dei pali. Per il Catanzaro allora fuori Merito e Morleo e dentro Di Miceli e Ballarino. Ma gli uomini di Domenicali non riescono a scardinare il muro rossoblu e alla fine si devono arrendere: finisce 3-2 per la Vibonese, che conquista forse la vittoria più importante della sua storia.

Pier Santo Gallo

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Pier Santo Gallo

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