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Risultati
Risultati della 26° giornata

 
  - 18-2-2018 0:00
F. AndriaRiposa---
 
  - 18-2-2018 14:30
MateraSiracusa2-0
TrapaniPaganese4-1
AkragasCatanzaro1-2
 
  - 18-2-2018 16:30
S. LeonzioLecce0-0
MonopoliCatania5-0
RendeR. Fondi3-0
V. FrancavillaCasertana0-1
Juve StabiaBisceglie0-2
 
  - 19-2-2018 20:45
CosenzaReggina1-1

[ Calendario completo ]

Classifica

56Lecce32V. Francavilla
49Catania31Catanzaro
44Trapani30S. Leonzio
39Siracusa30Bisceglie
38Rende28Reggina
37Monopoli26Casertana
37Matera23R. Fondi
36Cosenza23Paganese
33Juve Stabia20F. Andria
11Akragas

[ Classifica dettagliata ]

Prossimo turno 27° giornata

 
  - 25-2-2018 0:00
CataniaRiposa
 
  - 25-2-2018 14:30
S. LeonzioV. Francavilla
CatanzaroRende
SiracusaMonopoli
 
  - 25-2-2018 16:30
R. FondiMatera
LecceJuve Stabia
PaganeseF. Andria
RegginaTrapani
CasertanaCosenza
BisceglieAkragas


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 Inserito 24-01-2018 alle ore 19:09   
Quote:

24-01-2018 alle ore 10:44, akab wrote:
è inutile continuare a dire che, in alcuni settori lavorativi, stiamo andando verso un disastro annunciato

a fronte di un momentaneo risparmio su alcuni acquisti > quanto sarà il costo sociale? è un vero risparmio? ce lo possiamo permettere?

il dumping, il trust, gli abusi sono accettabili?

mentre il tanto criticato The Donald protegge la produzione ed i lavoratori americani con i dazi

dai programmi elettorali che ho scorso, nessun partito politico italiano ha intenzione di mettersi di traverso allo status quo aspettandosi che "il mercato si regoli da sè" quando è invece ovvio che questo liberismo sia costruito e governato da alcuni player mondiali

gli stessi che ti vendono un cellulare a 1000 euro e ne programmano l'obsolescenza

questo non è un mercato è una farsa!



d'accordissimo, la concorrenza sleale dei grandi gruppi virtuali ma anche GDO(che almeno danno posti di lavoro) con le loro sedi in lussemburgo ci ha inoltrato in una macelleria sociale che sfugge ai più: ho paura nel soffermarmi a pensare come sarà tra 10 anni l'europa e soprattutto l'Italia.

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akab



Principe del Forum

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Da:lla tolda del Pequod

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 Inserito 24-01-2018 alle ore 10:44   
è inutile continuare a dire che, in alcuni settori lavorativi, stiamo andando verso un disastro annunciato

a fronte di un momentaneo risparmio su alcuni acquisti > quanto sarà il costo sociale? è un vero risparmio? ce lo possiamo permettere?

il dumping, il trust, gli abusi sono accettabili?

mentre il tanto criticato The Donald protegge la produzione ed i lavoratori americani con i dazi

dai programmi elettorali che ho scorso, nessun partito politico italiano ha intenzione di mettersi di traverso allo status quo aspettandosi che "il mercato si regoli da sè" quando è invece ovvio che questo liberismo sia costruito e governato da alcuni player mondiali

gli stessi che ti vendono un cellulare a 1000 euro e ne programmano l'obsolescenza

questo non è un mercato è una farsa!

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Gianni



Bigbrother

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Da:lla sede asiatica di Teletocco

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 Inserito 24-01-2018 alle ore 10:11   
Lettera al Corsera di oggi. Da Piacenza (che non e' burundi)

Nel 2016 il mio negozio è cresciuto di quasi il 20% grazie a un’attenta gestione del rapporto con la clientela. Già nel dicembre di quell’anno avevo notato una lieve flessione, addebitandola al pessimismo per il fallimento del referendum. Mi sbagliavo: era l’arrivo di Amazon. In Europa la corsa agli acquisti online è cominciata da poco, ma già ce ne siamo accorti. A differenza di quel che si pensa. non colpisce solo i centri commerciali: nelle piccole e medie città è ormai difficile trovare negozi aperti! Ho chiuso il 2017 con un bel meno 9%. E il nuovo anno è cominciato anche peggio. Ho licenziato la mia dipendente, ragazza in gamba molto amata dai clienti. Ma non posso farci niente. A Piacenza persino i bar hanno registrato il peggior anno della storia: se la gente acquista online non va in giro. Sembrerebbe assurdo visto che l’ultimo anno ha visto crescere, secondo l’Istat, gli acquisti ben oltre l’1%! Non comprendo come mai in Europa (il problema non è solo italiano) in così pochi si stiano rendendo conto di quanto accade. Quando aprii il negozio sapevo benissimo cos’è il rischio d’impresa e solo se fossi stato bravo, sarei andato avanti. Ho resistito alla crisi dei consumi successiva al 2011; ma essere sconfitto da una realtà virtuale le cui conseguenze sono invece drammaticamente reali no, non lo avrei mai immaginato.

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redfish



Bigbrother

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Da:Roccelletta - Catanzaro

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 Inserito 11-01-2018 alle ore 14:19   
Ed eccone un’altra, mia moglie prima di Natale compra a Catanzaro un paio di scarpe, aveva chiesto che fossero in pelle, erano prezzate € 139,00 e la titolare gliele sconta a € 100,00, ritornando a casa presa da dubbio che le scarpe non fossero in pelle va sul sito dell’azienda e scopre l’amara sorpresa: € 50,00 il prezzo d’acquisto per un paio di scarpe di ecopelle!!!
Meno male che la titolare del negozio le ha restituito i soldi...un paio di scarpe di ecopelle prezzate € 139,00, tre volte il prezzo di vendita online...rimane poco da commentare.




dal Regno delle Due Sicilie!


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: redfish il 25-01-2018 12:39 ]

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redfish



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Da:Roccelletta - Catanzaro

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 Inserito 09-01-2018 alle ore 23:49   
Quote:

09-01-2018 alle ore 13:40, 1929avita wrote:
è straordinario come, nel 2017, tabacchi, adesso anche le sigarette elettroniche, e farmaci siano esclusi da questi business

PERCHE' SU QUESTI PRODOTTI LO STATO CI GUADAGNA

CLICCA

ECCO DOVE LO STATO VUOLE LE FA LE COSE

DAL PRIMO GENNAIO, LE SIGARETTE ELETTRONICHE E I LIQUIDI NON SI POSSONO PIU' VENDERE ONLINE.. DATO CHE E' TUTTO PASSATO SOTTO LA CUSTODIA DEL MONOPOLIO

pi pi pi


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 09-01-2018 13:58 ]


Amen! C’è poco da commentare...io per gli elettrodomestici e in generale per l’elettronica ero cliente fisso di una famosa catena presente a Maida, poi ho scoperto come tutti l’e-commerce e per raccontarne una, su un televisore Samsung 3 D di 40” ho risparmiato rispetto al punto vendita quasi 300 €!!! E di conseguenza per me è stata una continua sequenza d’acquisti su Internet.
Con tutta la buona volontà che ci si può mettere per salvare il commercio locale, con questi presupposti non ci sono grandi speranze, ai punti vendita può ricorrere solo chi ha la necessità di acquistare con pagamenti agevolati tramite finanziarire, chi invece può pagare in contanti continua ad acquistare sul web.






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dal Regno delle Due Sicilie!

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GeneraleFocas



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Da:La patria mia è l'intero mondo

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 Inserito 09-01-2018 alle ore 22:39   
Quote:

09-01-2018 alle ore 11:06, 1929avita wrote:
AKAB NE VUOI SAPERE UN'ALTRA?

STAMANE MI TROVAVO ALLE FONTANE E SONO ANDATO A VEDERE UN PAIO DI SCARPE.. CHE GIA' AVEVO VISTO SUL SITO DEL MARCHIO

MI SONO DETTO, ESSENDO IL NEGOZIO MONOMARCA, IL PREZZO SARA' LO STESSO. .SOPRATTUTTO ORA CH CI SONO I SALDI

BENE... PER FARTELA BREVE... AL NEGOZIO SCONTATE 91€

SUL SITO 65 SPEDIZIONE COMPRESA

ADDIRITTURA SU ZALANDO 59

PUNTO DI NON RITORNO AKAB... ADDIO COMMERCIO AL DETTAGLIO

AH DIMENTICAVO.. IL NEGOZIO C'E' PURE SU CORSO MAZZINI

GIUSTO PER FARTI CAPIRE... CHE CAMBIA POCO IL DISCORSO CHE FACEVAMO CON I CENTRICOMMERCIALI

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 09-01-2018 11:06 ]



Purtroppo non è solo questione di tasse come dice Akab.
È la vendita diretta del marchio che evita costi di distribuzione e di sconto (sconto inteso come margine di profitto per il commerciante).
Sono tutti negozi in franchising seppur monomarca.
L'azienda madre paradossalmente è in concorrenza. E ci guadagna di più anche applicando quegli sconti maggiori sul proprio sito

Lavoro nell'editoria (come Akab sa).
Con un libro venduto in libreria l'editore guadagna circa il 40% del prezzo di copertina.
Lo stesso libro venduto on line sul sito della casa editrice circa il 70-80% spedizione inclusa.

La differenza è che l'editore non vuole fare dell'e-commerce il suo core business.
Anzi, si tende a supportare la libreria in tutti i modi: Continuo scambio di informazioni e di formazione, campagne promozionali condivise, espositori, materiale promozionale, presentazioni, incontri, gadget da dare in omaggio.
Ma è un'eccezione per la tipologia di prodotto legato ancora allo spazio fisico e alla riconosciuta professionalità del libraio.

Purtroppo non vale per le scarpe o il resto.


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: GeneraleFocas il 09-01-2018 22:50 ]

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akab



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 Inserito 09-01-2018 alle ore 14:17   
Quote:

09-01-2018 alle ore 13:40, 1929avita wrote:
è straordinario come, nel 2017, tabacchi, adesso anche le sigarette elettroniche, e farmaci siano esclusi da questi business

PERCHE' SU QUESTI PRODOTTI LO STATO CI GUADAGNA

CLICCA

ECCO DOVE LO STATO VUOLE LE FA LE COSE

DAL PRIMO GENNAIO, LE SIGARETTE ELETTRONICHE E I LIQUIDI NON SI POSSONO PIU' VENDERE ONLINE.. DATO CHE E' TUTTO PASSATO SOTTO LA CUSTODIA DEL MONOPOLIO

pi pi pi


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 09-01-2018 13:58 ]



e sull'intero retail fisico che ci accingiamo a perdere non ci guadagna?

quanto fatturano i grandi dealer con sedi fiscali all'estero?
nessuno lo sa, sono dati riservati!
quanto pagano di tasse sugli utili?
nessuno lo sa, sono accordi riservati!

un economia opaca

Io mi sono fatto persuaso che semplicemente abbiano a libro paga chi ha preso e prende queste decisioni a livello di paese e di continente!
altro che sviluppo... siamo sempre al money under the table!

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1929avita



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 Inserito 09-01-2018 alle ore 13:40   
è straordinario come, nel 2017, tabacchi, adesso anche le sigarette elettroniche, e farmaci siano esclusi da questi business

PERCHE' SU QUESTI PRODOTTI LO STATO CI GUADAGNA

CLICCA

ECCO DOVE LO STATO VUOLE LE FA LE COSE

DAL PRIMO GENNAIO, LE SIGARETTE ELETTRONICHE E I LIQUIDI NON SI POSSONO PIU' VENDERE ONLINE.. DATO CHE E' TUTTO PASSATO SOTTO LA CUSTODIA DEL MONOPOLIO

pi pi pi


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 09-01-2018 13:58 ]

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akab



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 Inserito 09-01-2018 alle ore 12:27   
la tendenza è quella!

fino a che questi mega negozi virtuali continueranno ad eludere le imposte, il vantaggio competitivo che si danno è inarrivabile!

aggiungo che Amazon vuole, di fatto, acquisire TUTTO il mercato retail!

adesso vendendo anche i prodotti degli altri (guadagnandoci relativamente poco)

successivamente, per ciò che non sia sufficientemente brandizzato, vendendo i prodotti a marchio AMAZON

resiste chi vive fuori dal radar - o sotto o molto sopra la tipologia di prodotto del negozio virtuale e chi offre valore aggiunto al proprio lavoro

è straordinario come Besoz non faccia carne di porco dei prodotti di altri gorilla (vedi APPLE)

è straordinario come, nel 2017, tabacchi, adesso anche le sigarette elettroniche, e farmaci siano esclusi da questi business

esiste un cartello tra multinazionali americane? direi di si!

Io trovo immorale che gli accordi sulle tasse siano segreti
Che paesi inutili come il Lussemburgo ci speculino
Che questi multimiliardari vivano di elusione
Che una singola persona fisica possa guadagnare miliardi di dollari all'anno
Che sia evidente l'abuso di posizione dominante e non si faccia niente

ecc. ecc.

se non cambia nulla:

1) alcune centinaia di migliaia di persone - non ricollocabili - perderanno l'occupazione - lo Stato se ne dovrà occupare!

2) con loro, crolleranno: distributori, agenti rappresentanti, consulenti e quant'altro ruoti intorno ai luoghi fisici dove si svolge il commercio - lo Stato se ne dovrà occupare!

3) chiudendo questa tipologia di attività, il monte del prelievo fiscale che diventano stipendi per i pubblici dipendenti e servizi, crollerà!

4) chiudendo questa tipologia di attività, come già scritto, gli appartamenti comprati a caro prezzo perchè "in prossimità dei servizi", crolleranno nel valore!

o si trovano correttivi o questo "sistema" totalmente amorale e spregiudicato causerà nel medio periodo enormi problemi!

ps siccome non è tutto oro:

ho comprato un sapone da barba marca Figaro su via Indipendenza, costo 1,14 euro alla cassa, Amazon lo vende ad euro 2,67 (in confezione da 6, non spacchettabile, ad euro 16,00) - il 130% in più del negozio sotto casa dice la mia calcolatrice!


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1929avita



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 Inserito 09-01-2018 alle ore 11:06   
AKAB NE VUOI SAPERE UN'ALTRA?

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[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 09-01-2018 11:06 ]

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 Inserito 05-01-2018 alle ore 13:33   
Questi colossi, che stanno stritolando l'economia medio/piccola, la vera linfa del nostro paese, non pagheranno mai abbastanza, perché una parte dei ladri che ci mal governano hanno le mani in pasta...e lo sappiamo tutti, nomma cuntanu cazzate.
Lo dico con la morte nel cuore, convinto di essere come tutti complice di questa disfatta, ma anch'io, colpito dalla crisi come tutti quelli che lavorano quasi per intero ad incentivi, sono spesso costretto a farmi i conti in tasca e a valutare dove acquistare oggetti di una certa importanza, purtroppo è così.




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marko



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 Inserito 05-01-2018 alle ore 13:20   
passare dal 20% al 50% di tasse non è una fumata di sigarette, la vendita online attrae se è particolarmente vantaggiosa, se il margine di risparmio si bassa e non supera il 10% secondo me la gente non compra, lo si vede con prodotti digitali, chi compra un cellulare online perchè risparmia 5-10€? pochissimi, uno esce ed ha il gusto di andarselo a comprare di persona ed averlo in mano entro 30 minuti. Io ho comprato online perchè c'era un risparmio del 30-35%, fosse stato del 10 non avrei comprato online.

La gente comunque si è spostata dalle piazze ai centri commerciali, il prossimo passo sarà chiudersi in casa con i propri devices, per l'evoluzione della specie fra qualche milione di anni l'uomo non parlerà più, tornerà a quando non aveva la parola.

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: marko il 05-01-2018 13:25 ]

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 Inserito 05-01-2018 alle ore 13:09   
MARKO COME HO SCRITTO NEL POST PRECEDENTE AL TUO...

SECONDO TE GLI CAMBIA LA VITA AD AMAZON O ALTRI SITI SIMILARI PAGARE LE TASSE IN ITALIA?

PUNTO DI NON RITORNO. STOP

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marko



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 Inserito 05-01-2018 alle ore 12:57   
nsomma, o la politica trova soluzioni a questo capitalismo che sta divorando intere economie a rimi spaziali SENZA creare posti di lavoro, SENZA redistribuire ricchezza, SENZA pagare il giusto in tasse, SENZA produrre niente, ecc

il punto è proprio questo, le regole, vendi in italia? tasse in italia, ma non sappiamo fino a che punto questo sia sufficiente, la situazione è ormai drammatica in alcuni settori, vi assicuro che per quanto riguarda i giocattoli amazon ha prezzi che arrivano al 30-35% di sconto rispetto al commerciante sotto casa, quest'anno ho ritirato tutto da li per i bimbi, troppa differenza col commerciante, gli avrei lasciato anche qualche decina di euro ma la differenza è stata enorme quest'anno.

e ormai diventeranno anche corriere, il tempo di ritirare ti suona il campanello, non vedo soluzioni facili.

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: marko il 05-01-2018 12:58 ]

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 Inserito 05-01-2018 alle ore 09:50   
La crisi economica devastante, la globalizzazione, la finanza fatta di solo fumo, che ha sostituito per buona parte l’economia reale, incentivando truffe ed indebitamento facile su larga scala, la perenne mala politica, hanno contribuito in questa nazione a pregiudicare il mondo del lavoro, soprattutto quello giovanile, da nord a sud e ne sanno qualcosa anche i miei figli.
Solo chi ha competenze eccellenti, può sperare per merito di trovare qualche collocazione dignitosa, magari uscendo anche oltre confine, ma bisogna parlare bene almeno l’inglese.
Questa nazione, come buona parte di quei paesi con un’economia debole, paga più di tutti pegno grazie anche al suo stratosferico debito pubblico, alla corruzione, alla criminalità sempre più forte e al malaffare, soffocato anche dalla morsa dei compromessi imposti dall’Europa, per cui il futuro appare poco felice e pieno di incertezze, poi quando dico che le ultime generazioni giovanili sono state più sfortunate di quelle che hanno subito la crisi del dopo guerra e di conseguenza la povertà non dico una cazzata, questo perché allora c’era la speranza della rinascita, come poi c’è stata per almeno 25/30 anni, oggi non esiste più nemmeno quella.





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1929avita



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 Inserito 05-01-2018 alle ore 00:32   
LA POLITICA PUO' FARE POCO O NULLA

PENSI CHE MULTARE AMAZON O ALTRI SITI DI QUESTO GENERE, PERCHE' MAGARI EVADONO IL FISCO, SIA LA SOLUZIONE AL PROBLMA?

TEMPO UN MESE E SI SONO RIPAGATI LA MULTA... CON TUTTE LE VENDITE CHE FANNO

NON SO SE TU HAI FB... MA HAI NOTATO CHE HA FATTO IL SUO MARKETPLACE?

NON C'E' PIU' NIENTE DA FARE... SIAMO ARRIVATA AD UN PUNTO DI NON RITORNO

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 Inserito 04-01-2018 alle ore 16:21   
Quote:

04-01-2018 alle ore 14:40, 1929avita wrote:
IL COMMERCIO AL DETTAGLIO E' MORTO...TEMPO ALTRI 5 ANNI... E LE NUOVE GENERAZIONI CHE OGGI SMANETTANO MEGLIO DI UN 30ENNE...DARANNO IL COLPO DI GRAZIA

SOPRAVVIVERANNO L'ALIMENTARE E IL FOOD... PER IL RESTO ADIOS

INTANTO AMAZON NEL 2017 HA CHIUSO CON 5 MILIARDI DI PRODOTTI VENDUTI.... NEL 2016.. 1 MILIARDO... SENZA CONTARE EBAY... E ALTRI SITI DI E-COMMERCE

AKAB.. SEI ANCORA CONVINTO CHE SI TORNA AL COMMERCIO DI UNA VOLTA?


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 04-01-2018 14:47 ]




per l'alimentare, come dicevo, adesso apre amazon fresh vicino Roma e vedremo la partita con i grandi asset fisici presenti in Italia che verranno erodersi la quota di mercato

per i prodotti venduti per anno, Alibabà ad AMZ mancu u vida!

può chiaramente darsi che succeda quel che dici tu

le conseguenze di questa distopia:

1) i negozi chiudono senza essere sostituiti > il valore del maggior investimento per milioni di italiani - la casa di proprietà - in moltissimi casi, crolla! ne dishende: non comprate casa in città, al massimo affittatela.

2)i negozi chiudono senza essere sostituiti > diciamo alcune centinaia di migliaia di persone che non si possono ricollocare, perdono il lavoro (senza speranza di ritrovarlo) ed il sistema Paese si ritrova a doverli mantenere > mentre i maggiori responsabili di questa ecatombe mantengono la sede fiscale all'estero e se ne catafottono;

3)i negozi chiudono senza essere sostituiti > la maggiore percentuale di italiani che abitano le nostre città e che hanno - loro sì - reddito a disposizione, gli anziani, non possono più spendere nè avere servizi o prodotti;

4) i negozi chiudono senza essere sostituiti > i 30enni di domani (già oggi) se ne vanno all'estero a cercare fortuna oppure - con stipendi da fame - cosa potranno consumare o acquistare per mantenere questo circo?

Insomma, o la politica trova soluzioni a questo capitalismo che sta divorando intere economie a rimi spaziali SENZA creare posti di lavoro, SENZA redistribuire ricchezza, SENZA pagare il giusto in tasse, SENZA produrre niente, ecc

o avremo seri problemi sociali.

persino negli uessei, patria del capitalismo e del liberismo più beceri, dove teoricamente vale il merito e la mobilità sociale è maggiore che in italia, si stanno cominciando a chiedere se sia possibile consentire queste disuguaglianze che vede la middle class soffrire e piano piano scomparire

leggo che questi grandi gruppi si stiano interessando anche al sistema bancario... ne vedremo delle belle

ce lo possiamo davvero permettere?

the big brother is watching you.

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1929avita



Bigbrother

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 Inserito 04-01-2018 alle ore 14:40   
IL COMMERCIO AL DETTAGLIO E' MORTO...TEMPO ALTRI 5 ANNI... E LE NUOVE GENERAZIONI CHE OGGI SMANETTANO MEGLIO DI UN 30ENNE...DARANNO IL COLPO DI GRAZIA

SOPRAVVIVERANNO L'ALIMENTARE E IL FOOD... PER IL RESTO ADIOS

INTANTO AMAZON NEL 2017 HA CHIUSO CON 5 MILIARDI DI PRODOTTI VENDUTI.... NEL 2016.. 1 MILIARDO... SENZA CONTARE EBAY... E ALTRI SITI DI E-COMMERCE

AKAB.. SEI ANCORA CONVINTO CHE SI TORNA AL COMMERCIO DI UNA VOLTA?


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: 1929avita il 04-01-2018 14:47 ]

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akab



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 Inserito 04-01-2018 alle ore 13:04   
Quote:

04-01-2018 alle ore 12:42, 1929avita wrote:
alla voce: "addetti alla vendita", vengono indicate 4.355.000 persone occupate nel settore in Italia (su 23 milioni di occupati circa)
tra l'altro in aumento del 2,50 % sul dato 2016

E' DA CAPIRE IN CHE SETTORI...



purtroppo - nel rapporto citato - il dato è aggregato

sul sito Istat trovo questo:

http://www.istat.it/it/files/2017/12/C22.pdf

"nel 2015 il commercio al dettaglio in sede fissa risulta composto
da 456.537 imprese, di cui 120.878 operanti nel settore merceologico alimentare
e 335.659 in quello non alimentare; i due settori occupano, rispettivamente, 586.010
e 952.137 addetti (in complesso 1.538.147 addetti) con una media di 3,4 addetti per impresa"


quindi, nel 2015, gli addetti al commercio al dettaglio in sede fissa sarebbero 1.538.147 + ambulanti + servizi alla persona > si arriva al dato Censis?

da qualche parte ho letto che lo "scambio" tra una assunzione in un grande magazzino di amazon e la perdita di occupazione che ne consegue nel settore retail è di 1/30

i 29 che restano a casa.... che faranno?

qualcuno si riciclerà e gli altri?

insomma, o la politica prende delle decisioni o saranno cazzi amari per il sistema paese!

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akab



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 Inserito 04-01-2018 alle ore 12:51   
può darsi, di fatto a piazza Matteotti c'era il supermercato, quello ha chiuso ed i piccoli negozi sono andati avanti

da quel che so Io, in questo momento, nelle piccole città come la nostra, sopravvivono meglio le piccole attività a gestione personale o familiare che i grandi negozi

si aggiunga che molti piccoli negozi chiudono e chiuderanno perchè non ci sono seconde generazioni disposte a mandarli avanti o, capita, che le seconde generazioni li affossino del tutto

nel quartiere in cui vivo ha riaperto la conad city di via buccarelli ma, per esempio, la conseguente chiusura del piccolo esercizio più vicino è avvenuta solo perchè il titolare è stato assunto nella grande famiglia della PA ed immediatamente... si phuttiu d'a putica!

c'è da tener conto anche di questo in questa città fondata sul lavoro pubblico!

un mestiere senza il 27 assicurato, senza il sabato libero, senza ferie, malattia, tfr, tredicesima ecc. non è - e non è mai stato - attrattivo!

una volta si guadagnava meglio - a volte molto meglio - ma anche allora i negozi erano pochi, o ricordo male Io?

comunque Stiglitz decrive meglio la situazione che viviamo oggi, qui:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/11/01/news/io-premio-nobel-vi-dico-le-diseguaglianze-sono-troppe-1.313011


"La distribuzione del reddito viene di solito riassunta con una misura chiamata “coefficiente di Gini”: questa, nella maggior parte dei paesi, è stata costantemente in aumento negli ultimi anni, indicando un aumento della disuguaglianza. È vero che ci sono alcuni paesi che hanno resistito a questa tendenza, come la Francia e la Norvegia mentre altri, soprattutto in America Latina, hanno visto una diminuzione della disuguaglianza.
C’è quindi una lezione importante che si può trarre da tutto questo: le forze economiche in gioco in tutti i paesi avanzati sono simili, ma i risultati sono notevolmente diversi. La spiegazione di tali differenze è che Paesi diversi hanno perseguito politiche diverse. Possiamo quindi dire che la disuguaglianza è stata una scelta. Se i paesi avessero perseguito altre politiche, i risultati sarebbero stati diversi. Quelli che hanno seguito il modello anglo-americano sono finiti con più disparità."


"la disuguaglianza è stata una scelta" ecco la sintesi

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